Il calo di ascolti di Striscia la Notizia si fa sempre più evidente, confermando un trend che ormai pare irreversibile. La terza puntata della nuova edizione, andata in onda lunedì 5 febbraio, ha totalizzato appena 1.717.000 spettatori, pari all’11% di share. Un nuovo passo indietro rispetto alla seconda puntata del 29 gennaio, che aveva già fatto segnare un preoccupante tonfo a 1.807.000 spettatori (12.3% di share), a sua volta lontanissima dai 2.783.000 spettatori (18.6% di share) della prima puntata, trasmessa il 22 gennaio.
Nel giro di sole tre settimane, il tg satirico creato da Antonio Ricci ha perso oltre un milione di telespettatori, un’emorragia che sembra difficile da arginare. Il format, un tempo colonna portante della programmazione di Canale 5 e appuntamento fisso per milioni di italiani, fatica oggi a imporsi in un panorama televisivo profondamente cambiato, dove linguaggi, gusti e modalità di fruizione si sono evoluti in modo drastico.
L’incapacità di Striscia di rinnovarsi nei contenuti, nel ritmo e nella proposta narrativa appare sempre più evidente. La satira, per sua natura, dovrebbe essere lo specchio tagliente e attuale del presente, ma il programma sembra invece rimasto ancorato a una formula che non riesce più a dialogare con il pubblico, in particolare con le nuove generazioni. L’impressione è quella di un prodotto ormai datato, che vive di automatismi e nostalgie, mentre altrove – sul web, sulle piattaforme digitali e anche su altre reti – l’intrattenimento continua a evolversi.
Il calo di ascolti, per quanto progressivo, appare ormai strutturale. La concorrenza si fa sempre più agguerrita, e lo spazio occupato da Striscia sembra destinato a ridursi se non si interverrà con una riflessione profonda e coraggiosa sul senso e sul futuro del programma. Tocca ora ad Antonio Ricci e ai vertici Mediaset valutare con lucidità lo stato di salute dello show e interrogarsi sull’opportunità di un rilancio o, forse, di un congedo. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
