Il ciclone Nils ha raggiunto l’Italia e lo scenario che si sta delineando nelle ultime ore conferma i timori della vigilia: siamo di fronte a un evento meteorologico estremo, paragonabile per dinamica e intensità ai più violenti cicloni mediterranei degli ultimi anni. Dopo aver seminato il caos in Francia e Spagna, dove si contano blackout massicci, danni ingenti e una vittima accertata, la tempesta si è abbattuta con forza crescente sul bacino centrale del Mediterraneo, puntando con precisione verso la penisola italiana.
In Sardegna, l’ingresso del sistema depressionario ha generato raffiche assimilabili a un uragano di categoria 1, con punte di 139 km/h registrate a Punta Sebera e valori superiori ai 120 km/h sul Monte Rasu e nell’Iglesiente. Le condizioni marine nel Tirreno risultano proibitive, con venti tempestosi che hanno già messo fuori uso alcuni collegamenti marittimi, in particolare verso l’Arcipelago Toscano. A Capraia le raffiche hanno toccato i 96 km/h, isolando di fatto l’isola e rendendo inaccessibili tratti costieri del livornese.
Il ciclone si manifesta in maniera asimmetrica sul territorio italiano, con il Nord investito da un poderoso effetto Foehn. Le vallate alpine del Piemonte e della Valle d’Aosta stanno sperimentando raffiche fino a 91 km/h (Rocca dell’Abisso), associate a un anomalo rialzo termico che ha portato le massime fino a +16°C sulla riviera ligure. Una condizione paradossale che convive, al di là dello spartiacque alpino, con nevicate intense e diffuse su Alpi francesi, svizzere e austriache. Nell’Appennino centrale la neve è scesa in quota più bassa del previsto, imbiancando già i rilievi sopra i 1.300 metri, in particolare nel cuore dell’Abruzzo.
Il Lazio, e Roma in particolare, stanno facendo i conti con precipitazioni torrenziali e fenomeni a carattere di nubifragio che hanno causato allagamenti estesi. In centro città si sono accumulati 40 mm in poche ore, ma la situazione più critica si registra ai Castelli Romani, dove sono caduti fino a 65 mm di pioggia. Le squadre dei Vigili del Fuoco sono operative senza sosta su più fronti per liberare strade sommerse, mentre i sistemi di drenaggio urbano iniziano a collassare sotto la pressione dell’acqua.
Ma è il Sud a preoccupare di più nelle prossime 24 ore. I modelli numerici ad alta risoluzione del CNR-ISAC (Moloch) indicano una fase acuta della tempesta tra la serata odierna e le prime ore di domani. Il Maestrale, in rinforzo fino a 150 km/h, investirà la fascia tirrenica meridionale mentre un’eccezionale convergenza umida colpirà in pieno la Calabria. In alcune aree del versante ionico, tra il reggino e il catanzarese, si stimano accumuli di pioggia superiori ai 300 mm in meno di 24 ore: un carico pluviometrico potenzialmente catastrofico, su un terreno già saturo. Lo “stato di massimo allarme” è stato ufficialmente diramato dalla Protezione Civile per l’intera regione, con scuole chiuse, servizi pubblici ridotti e squadre di emergenza già dispiegate.
Il ciclone Nils rappresenta un banco di prova critico per la gestione del rischio idrogeologico in Italia. Il Mediterraneo, sempre più teatro di eventi ciclonici intensi, ci pone di fronte alla necessità di rivedere i paradigmi con cui interpretiamo e affrontiamo le emergenze meteo. Le prossime ore saranno determinanti per comprendere la reale portata dei danni e la resilienza dei territori colpiti. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
