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Infezione da fungo si diffonde negli Stati Uniti, scatta l’allerta: sintomi e trasmissione

Nel Minnesota si amplia il focolaio di TMVII, una rara tigna a trasmissione sessuale resistente alle comuni creme. Le autorità sanitarie monitorano i casi e raccomandano diagnosi precoce e terapia orale prolungata.

Un’infezione fungina emergente si sta diffondendo negli Stati Uniti e sta attirando l’attenzione delle autorità sanitarie per le sue modalità di trasmissione e per la difficoltà del trattamento. Nel Minnesota sono state registrate decine di casi legati al Trichophyton mentagrophytes genotipo VII (TMVII), un dermatofita responsabile di una forma di tigna che rappresenta, ad oggi, l’unica infezione fungina ufficialmente riconosciuta in letteratura scientifica tra le infezioni sessualmente trasmissibili.

I primi casi negli Stati Uniti erano stati segnalati a New York City nel giugno 2024. Da allora l’infezione ha coinvolto diverse grandi aree urbane, ma è nell’area metropolitana delle Twin Cities – Minneapolis e Saint Paul – che si sta osservando uno dei focolai più significativi. Il Dipartimento della Salute del Minnesota riferisce almeno 13 casi confermati e 27 sospetti. Tuttavia, il numero reale potrebbe essere superiore, poiché i medici non sono attualmente obbligati a notificare l’infezione ai sistemi di sorveglianza, trattandosi di una patologia nuova per il contesto epidemiologico statunitense. Il primo caso nelle Twin Cities risale a luglio dello scorso anno e da allora il numero di persone che si rivolgono ai sanitari con sintomi compatibili è in crescita.

Dal punto di vista clinico, la TMVII provoca una dermatofitosi con caratteristiche simili alle altre forme di tigna, ma con una localizzazione prevalente nell’area genitale e perianale, oltre che su gambe, viso e tronco. Le lesioni si presentano come eruzioni cutanee circolari a forma di anello, di colore rosso, rosa o violaceo, con un bordo più scuro o leggermente rilevato. Possono essere associate a prurito intenso, dolore, vescicole e desquamazione. Secondo quanto riportato dalla Cleveland Clinic, l’aspetto ad anello con margini ben definiti rappresenta uno degli elementi distintivi dell’infezione.

La trasmissione avviene principalmente attraverso i rapporti sessuali, ma anche tramite il contatto con oggetti contaminati dalle spore del fungo, come biancheria intima, asciugamani e lenzuola. Le autorità sanitarie raccomandano, in presenza di lesioni sospette, di evitare i rapporti sessuali e qualsiasi attività che possa favorire la diffusione del microrganismo. È inoltre indicato il lavaggio ad alte temperature di indumenti e tessuti, l’astensione dall’uso di creme corticosteroidee – che possono peggiorare l’infezione – e l’informazione dei partner potenzialmente esposti. La valutazione medica resta fondamentale per una diagnosi corretta, anche perché le lesioni possono essere confuse con psoriasi o eczema.

Sebbene chiunque possa contrarre l’infezione, i ricercatori evidenziano un rischio più elevato tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini, tra le persone che offrono prestazioni sessuali in cambio di denaro e tra coloro che utilizzano app di incontri e presentano una storia di infezioni sessualmente trasmissibili. Le autorità precisano comunque che il rischio per la popolazione generale è attualmente considerato basso, pur in presenza di un focolaio significativo.

Un elemento che distingue la TMVII dalle comuni tigne riguarda il trattamento. Le tradizionali creme antimicotiche topiche non risultano efficaci contro questo genotipo. La terapia di elezione prevede la somministrazione orale di antifungini sistemici, come la terbinafina o l’itraconazolo, per periodi prolungati che possono arrivare fino a tre mesi. L’infezione tende infatti a essere persistente e, nei casi più severi, può lasciare cicatrici permanenti. Non va inoltre sottovalutato il rischio di sovrainfezione batterica, che può complicare il quadro clinico e richiedere ulteriori interventi terapeutici.

La TMVII rientra nel gruppo delle dermatofitosi, infezioni superficiali che colpiscono i tessuti ricchi di cheratina come pelle, capelli e unghie. Le forme più note di tigna includono la tinea corporis, la tinea capitis, la tinea cruris e il cosiddetto piede d’atleta. Nella maggior parte dei casi queste infezioni possono essere trattate con antimicotici topici; la diffusione del genotipo VII, invece, pone nuove sfide cliniche e di sanità pubblica per la necessità di terapie sistemiche e per la sua classificazione tra le infezioni sessualmente trasmissibili riconosciute.

Le autorità sanitarie del Minnesota e i centri di riferimento nazionali stanno monitorando attentamente l’evoluzione del focolaio, con l’obiettivo di contenere la diffusione e migliorare la capacità diagnostica dei medici. La tempestività nell’identificazione dei sintomi e l’accesso a un trattamento adeguato restano, al momento, gli strumenti principali per limitare l’impatto di questa infezione emergente. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!