Il Dipartimento della Difesa statunitense ha annunciato una riduzione della presenza militare in Europa, portando il numero di Brigade Combat Teams (Bct) da quattro a tre. Una scelta che segna un ritorno ai livelli del 2021 e che si inserisce in una più ampia revisione strategica del posizionamento delle forze americane nel continente.
Secondo quanto comunicato dal Pentagono, “ha ridotto il numero totale di Brigade Combat Teams (Bct) assegnate all’Europa, passando da quattro a tre unità. Ciò riporta i loro livelli in Europa ai valori registrati nel 2021”. La decisione è maturata al termine di un processo articolato: “è il risultato di un processo esaustivo e articolato su più livelli, incentrato sul posizionamento delle forze statunitensi in Europa”. Una revisione che comporta effetti immediati anche sul piano operativo, tra cui “un ritardo temporaneo nello schieramento delle forze americane in Polonia, Paese che rappresenta un alleato modello per gli Stati Uniti”.
Nel quadro dei rapporti bilaterali, il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha avviato un confronto diretto con Varsavia: “ha avuto un colloquio, nella giornata odierna, con il vicepremier polacco Kosiniak-Kamysz; il Dipartimento rimarrà in stretto contatto con le controparti polacche man mano che l’analisi procederà, anche al fine di garantire che gli Stati Uniti mantengano una solida presenza militare in Polonia”. Un passaggio che evidenzia la centralità del Paese dell’Est Europa nello scacchiere della sicurezza occidentale.
La nota del Pentagono sottolinea inoltre il ruolo crescente degli alleati europei, con un chiaro invito a rafforzare le capacità autonome di difesa: “Varsavia ha dimostrato di possedere sia la capacità sia la determinazione necessarie per difendersi autonomamente. Gli altri alleati della Nato dovrebbero seguire lo stesso esempio. Il Dipartimento fornirà ulteriori informazioni al momento opportuno e nella sede appropriata”.
Resta ancora da definire la collocazione finale delle unità che rimarranno operative in Europa. Il Pentagono chiarisce che “stabilirà la collocazione definitiva delle tre brigate e di altre forze statunitensi in Europa sulla base di ulteriori analisi relative ai requisiti strategici e operativi degli Stati Uniti, nonché in funzione della capacità degli alleati stessi di contribuire con le proprie forze alla difesa dell’Europa”.
Alla base della revisione strategica vi è un orientamento politico preciso, legato alla linea dell’amministrazione Trump. L’analisi in corso, infatti, punta a “promuovere l’agenda ‘America First’ del presidente Donald Trump in Europa e in altri teatri operativi, anche incentivando e mettendo in condizione i nostri alleati della Nato di assumersi la responsabilità primaria della difesa convenzionale dell’Europa”. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
