Nelle prime 48 ore di ascolti su Spotify legate alle canzoni del Festival di Sanremo, a guidare la classifica è “Male Necessario” di Fedez e Marco Masini con 992.370 stream. Un avvio in testa netto, che certifica la forza di un’uscita capace di intercettare pubblici diversi e di trasformare subito la curiosità post-Festival in ascolti ripetuti. Alle sue spalle, con uno scarto contenuto, si piazza “Tu mi piaci tanto” di Sayf: 933.598, numeri che valgono il secondo posto e soprattutto un segnale preciso di impatto immediato. Terza posizione per “Prima che” di Nayt con 879.603, completando un podio che, accanto a un nome già solidissimo come quello di Fedez, evidenzia due presenze che si stanno imponendo con velocità sorprendente.
Subito sotto le prime tre, la top ten continua a muoversi su valori molto ravvicinati: quarta è “Che fastidio!” di Ditonellapiaga con 862.826, quinta “Labirinto” di Luchè a 843.733, sesta “Qui con me” di Serena Brancale con 839.829. La distanza tra la quinta e la sesta posizione è minima, e suggerisce una competizione molto aperta nelle zone alte della classifica, dove bastano poche decine di migliaia di stream per cambiare l’ordine. Settima è “Ossessione” di Samurai Jay con 812.309, ottava “Stupida sfortuna” di Fulminacci con 797.908, nona “I romantici” di Tommaso Paradiso con 776.853. A chiudere la top ten, “Magica Favola” di Arisa con 739.450, che resta comunque in scia in un gruppo in cui i numeri, pur scalando, continuano a mantenersi alti e coerenti con un ascolto diffuso.
Scendendo più in basso, l’undicesimo posto è occupato da “Per sempre sì” di Sal Da Vinci con 591.980, seguito al dodicesimo da “Italia Starter Pack” di J-Ax con 574.193. Tredicesima “Poesie Clandestine” di LDA e Aka 7even a quota 559.046, quattordicesima “Animali notturni” di Malika Ayane con 532.275, quindicesima “Ti penso sempre” di chiello con 516.146. Il blocco successivo resta molto compatto: sedicesima “Stella stellina” di Ermal Meta con 515.214, diciassettesima “Sei tu” di Levante con 506.544, diciottesima “Uomo che cade” di Tredici Pietro con 498.959, diciannovesima “Prima o poi” di Michele Bravi con 476.011 e ventesima “AI AI” di Dargen D’Amico con 459.598. È un tratto di classifica che fotografa bene la “seconda fascia” di ascolti: titoli solidi, in grado di stabilizzarsi sopra la soglia dei quattrocentomila, con differenze che restano contenute e quindi potenzialmente ribaltabili nel breve.
Nella parte ancora più bassa della graduatoria, al ventunesimo posto compare “Le cose che non sai di me” di Mara Sattei con 453.298. Seguono “Ogni volta che non so volare” di Enrico Nigiotti, ventiduesima con 436.124, e “Resta Con Me” di Bambole Di Pezza, ventitreesima con 433.785. Ventiquattresima è “Avvoltoi” di Eddie Brock con 397.050, mentre al venticinquesimo posto si trova “Voilà” di Elettra Lamborghini con 381.619. Poco sotto, ventiseiesima “La felicità è basta” di Maria Antonietta e Colombre con 379.906 e ventisettesima “Naturale” di Leo Gassmann con 379.377, due brani quasi appaiati e separati da poche centinaia di ascolti. Ventottesima posizione per “Il meglio di me” di Francesco Renga con 305.083, ventinovesima per “Ora e per sempre” di Raf con 294.296. In fondo alla lista, “Opera” di Patty Pravo è il brano con il dato più basso: 209.671 stream.
Un dettaglio importante completa il quadro: le prime 29 posizioni corrispondono alle 29 canzoni più ascoltate su Spotify, mentre “Opera” di Patty Pravo risulta alla posizione 35. Un’anomalia che, letta insieme ai numeri assoluti, segnala come la distribuzione degli ascolti non sia lineare e come il posizionamento nella chart possa dipendere anche dalla dinamica complessiva della piattaforma e dai movimenti di altre tracce. In questo contesto, le vere sorprese sono Sayf e Nayt: due nomi percepiti come “esordienti” per il grande pubblico che riescono a salire immediatamente sul podio, dimostrando una capacità di aggancio forte già nelle primissime ore.
All’opposto, non stupiscono gli ultimi due posti: Raf e Patty Pravo, indicati come i più maturi del lotto, con un pubblico che tende fisiologicamente a consumare la musica in modo diverso e, quindi, a incidere meno sulle metriche di Spotify. La fotografia che emerge da queste 48 ore è quella di un Sanremo che, una volta terminato il palco, continua a giocarsi una partita parallela nello streaming, dove la velocità di circolazione e la familiarità con la piattaforma diventano determinanti tanto quanto la notorietà. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
