Le forze armate degli Stati Uniti hanno avviato importanti operazioni di combattimento in Iran. Il presidente Donald Trump lo ha annunciato il 28 febbraio in un video di otto minuti pubblicato sul suo social media Truth, confermando che si tratta di un’operazione massiccia e continuativa condotta in coordinamento con Israele.
“Il nostro obiettivo è difendere il popolo americano eliminando le minacce imminenti provenienti dal regime iraniano”, ha dichiarato Trump, definendo il governo di Teheran “un gruppo malvagio di persone molto dure, terribili”. Il presidente ha aggiunto che le attività del regime “mettono direttamente in pericolo gli Stati Uniti, le nostre truppe, le nostre basi all’estero e i nostri alleati in tutto il mondo”.
L’operazione ha come obiettivi la distruzione dell’industria missilistica iraniana, l’annientamento della marina militare del Paese e la neutralizzazione delle milizie proxy nella regione. Trump ha ribadito con fermezza che l’Iran non potrà mai sviluppare armi nucleari, richiamando l’Operazione Martello di Mezzanotte del giugno scorso, con cui erano stati colpiti i siti nucleari di Fordo, Natanz e Isfahan.
Nel discorso, Trump ha ripercorso decenni di tensioni tra Washington e Teheran, citando la presa degli ostaggi all’ambasciata americana del 1979, l’attentato alle caserme dei Marines a Beirut del 1983, gli attacchi alle forze americane in Iraq e il sostegno iraniano ad Hamas, indicato come responsabile degli attacchi del 7 ottobre contro Israele. “È stato terrorismo di massa, e non lo tollereremo oltre”, ha affermato il presidente.
— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) February 28, 2026
Trump ha rivolto un appello diretto ai Guardiani della Rivoluzione Islamica, alle forze armate e alla polizia iraniana: “Dovete deporre le armi e avrete completa immunità o, in alternativa, affrontare una morte certa”. Alla popolazione civile ha invece detto: “L’ora della vostra libertà è arrivata. Rimanete al riparo, non uscite di casa. Quando avremo finito, riprendete il controllo del vostro governo”.
L’annuncio arriva dopo settimane di crescente tensione e un massiccio dispiegamento militare americano nella regione, con oltre 150 aerei da guerra e due portaerei — la USS Gerald Ford e la USS Abraham Lincoln — nel Golfo Persico. I negoziati diplomatici condotti in Oman e Svizzera nei mesi precedenti si erano conclusi senza alcun accordo. L’Iran aveva risposto alle pressioni con esercitazioni missilistiche, la chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz e minacce del leader supremo Ali Khamenei alle navi americane. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
