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Guerra Iran, Putin sente Pezeshkian: “Basta metodi violenti per risolvere i problemi con Teheran”

Il Cremlino chiede stop alle ostilità in Iran e invoca il diritto internazionale, ma l’appello di Putin appare segnato da una vistosa ipocrisia alla luce della guerra scatenata contro l’Ucraina.
Credit © Wikipedia

Il Cremlino riferisce che Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian per discutere della fase più acuta del conflitto che coinvolge Teheran. Secondo la nota diffusa da Mosca, il presidente russo avrebbe ribadito la “posizione di principio” della Russia a favore di una cessazione immediata delle ostilità, dell’abbandono dei metodi violenti per risolvere le crisi che riguardano l’Iran e l’intero Medio Oriente, e di un rapido ritorno alla via politica e diplomatica. Nella stessa comunicazione, Putin sottolinea inoltre di essere in contatto costante con i leader dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo.

Parole che, pronunciate dal capo del Cremlino, suonano però come l’ennesimo, clamoroso paradosso della diplomazia russa. L’uomo che oggi richiama alla legalità internazionale e alla fine delle ostilità è lo stesso che ha ordinato e sostenuto una guerra di aggressione contro l’Ucraina, in aperta violazione del diritto internazionale, trasformando città e infrastrutture civili in bersagli e imponendo all’Europa il più grave conflitto armato sul continente dalla Seconda guerra mondiale. L’appello di Putin alla moderazione, alla diplomazia e al rifiuto della violenza non appare soltanto contraddittorio: risulta politicamente intollerabile e moralmente grottesco.

Mosca tenta così di accreditarsi come interlocutore responsabile in Medio Oriente, mentre continua a portare sulle proprie spalle il peso di un’aggressione che ha provocato devastazione, morte e milioni di sfollati. Il richiamo del Cremlino alla necessità di fermare le armi perde qualunque credibilità nel momento in cui arriva da chi, da anni, fa della forza militare uno strumento sistematico di pressione, occupazione e distruzione. Dietro la formula della “risoluzione politica e diplomatica” evocata per l’Iran si intravede quindi non una lezione di diritto internazionale, ma un esercizio di cinismo geopolitico. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!