Il Ciclone Jolina, dopo aver colpito il Nord Italia con abbondanti nevicate sulle Alpi e in pianura tra Piemonte e Lombardia, si è spostato verso il Mediterraneo centrale e punta ora il Canale di Sicilia. La giornata di domenica 15 marzo è già segnata da forti temporali in Sicilia, con le prime criticità registrate soprattutto nel catanese e nel palermitano, ma il peggio è atteso per lunedì 16 marzo, quando il sistema ciclonico raggiungerà la sua massima intensità.
Il cuore del ciclone si posizionerà direttamente sul Canale di Sicilia, con il minimo barico inferiore ai 1.000 hPa centrato su Malta. La vicinanza delle isobare nella carta barica indica con chiarezza l’intensità dei venti ciclonici attesi: un campo di pressione così compresso è sinonimo di correnti tempestose che investiranno Calabria, Sicilia e le isole minori circostanti con una violenza paragonabile a quella di un uragano atlantico.
Le previsioni dei modelli meteorologici, in particolare il modello Moloch sviluppato dal CNR, dipingono uno scenario di estrema severità per l’intera giornata di lunedì. Il Sud Italia sarà colpito da una tempesta di grecale e levante molto violenta, molto simile per caratteristiche al Ciclone Harry che, circa due mesi fa, aveva flagellato le stesse coste meridionali. L’area a più alto rischio è quella jonica della Sicilia, con Catania e la sua provincia in prima linea, ma mareggiate furiose colpiranno anche il versante tirrenico calabrese e siciliano a causa dei venti di grecale. Il punto di massima intensità eolica sarà Pantelleria, dove le raffiche potranno raggiungere i 140 km/h con onde di altezza eccezionale.
La Protezione Civile regionale della Calabria ha emesso un’allerta meteo arancione valida per l’intera giornata di lunedì 16 marzo. Il bollettino segnala il rischio di fenomeni temporaleschi che potrebbero evolvere in nubifragi anche persistenti, con conseguenti esondazioni in corrispondenza dei corsi d’acqua principali. Le aree montuose della Sila e dell’Aspromonte sono considerate ad alto rischio idrogeologico, con pericolo di smottamenti, frane e colate di fango, aggravato dalla saturazione dei suoli dovuta alle piogge dei giorni precedenti. I tratti costieri più esposti sono quelli del versante ionico, in particolare il reggino, il vibonese e il catanzarese.
Sul fronte delle precipitazioni, le previsioni indicano quantitativi eccezionali. Nella mattinata di lunedì sono attese piogge torrenziali su Sicilia, Calabria, Basilicata, Molise e Abruzzo. Nel pomeriggio e in serata, quando il Centro-Nord godrà di un progressivo miglioramento, le piogge alluvionali si concentreranno su Calabria e Sicilia con valori che superano ogni soglia ordinaria: sull’Etna sono previsti oltre 400 millimetri di pioggia nelle 24 ore alle quote inferiori ai 1.500 metri, mentre al di sopra di quella quota si accumuleranno più di tre metri di neve fresca. Si tratta di quantitativi che rientrano tra i più elevati mai registrati in queste aree nel mese di marzo.
Il ciclone non esaurirà i suoi effetti in una sola giornata. Nella notte tra lunedì 16 e martedì 17 marzo, il vortice si approfondirà ulteriormente nel Canale di Sicilia, tra Lampedusa e Linosa. Martedì 17 la tempesta continuerà a imperversare sull’estremo Sud con piogge torrenziali e temporali, specialmente in Sicilia. Il sistema perturbato è destinato a intensificarsi nuovamente tra mercoledì 18 e giovedì 19 marzo quando l’afflusso di aria gelida proveniente dalla Russia alimenterà una nuova fase di maltempo al Centro-Sud con nevicate abbondanti fino a bassa quota sull’Appennino meridionale, dalle Marche alla Sicilia.
Le autorità raccomandano la massima prudenza nelle zone costiere e nelle aree a rischio idrogeologico. Numerosi comuni calabresi e siciliani stanno valutando la chiusura delle scuole e la sospensione di eventi pubblici all’aperto per garantire la sicurezza della popolazione durante il picco della perturbazione. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
