L’ultima fase di marzo si sta distinguendo per una configurazione atmosferica decisamente anomala, dominata da un pattern tipicamente invernale che continua a influenzare in modo marcato il bacino del Mediterraneo centrale. L’attuale scenario è ancora condizionato dalla residua circolazione depressionaria associata al ciclone polare “Deborah”, responsabile di un’intensa fase di maltempo che nelle ultime 48 ore ha insistito soprattutto sulle regioni centro-meridionali. I dati osservativi confermano precipitazioni diffuse e localmente persistenti su Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, accompagnate da un sensibile calo delle temperature, con valori inferiori alle medie stagionali anche di 6-8°C. La quota neve si è attestata su livelli insolitamente bassi per il periodo, localmente al di sotto dei 700-900 metri sull’Appennino centro-meridionale.
Tra domenica 29 e lunedì 30 marzo è attesa una temporanea attenuazione dell’instabilità, legata a un parziale rialzo dei geopotenziali e a una momentanea distensione del flusso atlantico. Tuttavia, si tratterà di una fase estremamente transitoria: la nuvolosità resterà diffusa e non mancheranno precipitazioni residue, in particolare lungo la dorsale appenninica e sulle regioni tirreniche meridionali. Le temperature si manterranno su valori inferiori alla norma, segnale evidente di una massa d’aria ancora fredda e instabile presente sul comparto europeo.
Il quadro meteorologico è destinato a un rapido e deciso peggioramento a partire da martedì 31 marzo, quando una nuova e più intensa ondulazione del getto polare favorirà la genesi di un profondo minimo depressionario sul Mediterraneo. Le attuali proiezioni modellistiche indicano un ciclone con pressione al suolo stimata intorno ai 988 hPa, in posizionamento tra lo Ionio e il basso Adriatico. Tale configurazione barica attiverà un marcato gradiente di pressione, con conseguente intensificazione dei venti, che potranno raggiungere intensità di burrasca o tempesta, specie sui bacini meridionali e lungo le coste esposte.
Tra il 31 marzo e il 3 aprile sono attesi quattro giorni consecutivi di maltempo diffuso e localmente estremo. Le precipitazioni risulteranno particolarmente abbondanti sulle regioni adriatiche e su gran parte del Sud Italia, con accumuli che, secondo le attuali stime, potranno superare i 100-150 mm in diverse aree, con picchi superiori sui settori esposti allo stau. Il rischio idrogeologico sarà elevato, soprattutto in presenza di terreni già saturi per le piogge pregresse.
L’aspetto più rilevante di questa fase perturbata sarà rappresentato dal ritorno di condizioni pienamente invernali in quota. L’afflusso di aria di origine artica determinerà un ulteriore abbassamento della quota neve, che potrà spingersi fino a livelli collinari, localmente intorno ai 400-600 metri nelle fasi più intense. L’Appennino centrale e meridionale sarà interessato da nevicate abbondanti e persistenti, con accumuli potenzialmente eccezionali per il periodo, configurando scenari tipici del mese di gennaio piuttosto che dell’inizio di aprile. Le regioni maggiormente coinvolte saranno Marche, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia, dove non si escludono vere e proprie bufere di neve accompagnate da forti raffiche di vento.
In prospettiva, l’evoluzione verso il periodo pasquale resta ancora incerta. I principali modelli matematici intravedono un possibile miglioramento tra il 5 e il 6 aprile, in concomitanza con una graduale risalita dell’anticiclone e un allontanamento del sistema depressionario verso i Balcani. Tuttavia, l’elevata dinamicità della circolazione atmosferica e la persistenza di scambi meridiani marcati impongono cautela nelle previsioni a medio termine.
Al momento, il dato più solido è rappresentato dall’imminente fase di maltempo severo che interesserà gran parte del Paese, con caratteristiche di eccezionalità sia per l’intensità dei fenomeni sia per il periodo dell’anno. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
