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Meteo, 72 ore di Neve a bassa quota sull’Appennino: nel weekend nevicate sulle Alpi

Una massa d’aria fredda di origine balcanica riporta condizioni tipicamente invernali sull’Italia: per tre giorni neve a bassa quota sull’Appennino centrale e nel weekend possibile ritorno dei fiocchi anche su gran parte dell’arco alpino.

Una fase meteorologica marcatamente invernale si appresta a interessare l’Italia, ponendo fine al clima mite che aveva caratterizzato la prima parte del mese di marzo. La causa è da ricercare in una decisa irruzione di aria fredda di origine balcanica che, scivolando lungo il bordo orientale di un campo anticiclonico posizionato sull’Europa occidentale, si riverserà sul bacino del Mediterraneo centrale innescando condizioni di spiccata instabilità atmosferica.

L’afflusso di masse d’aria più fredde nei bassi strati, accompagnato da correnti orientali e nordorientali, determinerà un sensibile calo delle temperature e soprattutto un abbassamento significativo della quota neve lungo la dorsale appenninica. Il raffreddamento sarà particolarmente evidente tra martedì 17 e giovedì 19 marzo, quando il contrasto tra l’aria fredda continentale e l’umidità acquisita dal flusso sul mare Adriatico favorirà la formazione di nubi convettive organizzate.

In questo contesto il versante adriatico del Centro Italia sarà il settore maggiormente esposto. Marche, Abruzzo e Molise si troveranno infatti direttamente sottovento rispetto al flusso orientale: l’aria fredda attraverserà l’Adriatico caricandosi di umidità e, una volta giunta a ridosso dei rilievi appenninici, verrà sollevata forzatamente dando luogo a precipitazioni persistenti. Il fenomeno dell'”stau” appenninico favorirà così nevicate a quote decisamente basse per il periodo.

Le proiezioni modellistiche indicano che i fiocchi potranno spingersi fin sotto i 700 metri di quota, localmente anche attorno ai 500–600 metri nelle fasi più intense delle precipitazioni. I borghi montani dell’Appennino centrale potrebbero quindi tornare a imbiancarsi per diverse ore consecutive, con accumuli che, sulle cime maggiori, potrebbero risultare anche consistenti. Si tratterà di una fase di instabilità destinata a protrarsi per circa 72 ore, accompagnata da temperature inferiori alle medie climatiche di metà marzo.

L’evoluzione non si limiterà tuttavia alla dorsale appenninica. Nel prosieguo della settimana la circolazione atmosferica favorirà l’ingresso di nuove perturbazioni sul Nord Italia, con un progressivo coinvolgimento anche dell’arco alpino. Le prime precipitazioni interesseranno le Alpi occidentali, dove il raffreddamento della colonna d’aria consentirà il ritorno della neve a quote relativamente basse per il periodo.

Successivamente, nel corso del fine settimana, il peggioramento potrebbe estendersi anche al comparto alpino orientale. Le simulazioni indicano un’elevata probabilità di nevicate diffuse sulle Dolomiti e nei principali comprensori sciistici alpini, tra cui località come Bormio, dove il ritorno delle precipitazioni nevose rappresenterebbe un apporto idrico prezioso per il manto nevoso residuo e per le riserve idriche montane in vista della conclusione della stagione invernale.

La fase dinamica prevista nei prossimi giorni conferma dunque come il mese di marzo possa ancora riservare episodi pienamente invernali, con irruzioni fredde continentali capaci di riportare temporaneamente la neve a quote relativamente basse sia sull’Appennino sia sulle Alpi.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!