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EU Inc., la nuova impresa europea in 48 ore: cos’è, quanto costa e come funziona il “28° regime” dell’UE

La Commissione europea lancia EU Inc., nuova forma societaria digitale e paneuropea costituibile in 48 ore con meno di 100 euro, pensata per startup e PMI.

Il 18 marzo 2026 la Commissione europea ha presentato formalmente la proposta legislativa denominata EU Inc., un quadro societario europeo facoltativo e interamente digitale che punta a rivoluzionare il modo in cui nascono e crescono le imprese nel mercato unico. Qualsiasi imprenditore potrà costituire una società entro 48 ore, da qualsiasi luogo dell’Unione Europea, completamente online, con una spesa inferiore a 100 euro e senza requisiti minimi di capitale azionario, aprendo una stagione che Bruxelles ha definito il punto di partenza verso “un’Europa, un mercato, entro il 2028”.

Cos’è EU Inc. e perché nasce ora

EU Inc. è tecnicamente il cosiddetto “28° regime” dell’Unione Europea: si affianca, senza sostituire, ai 27 sistemi giuridici nazionali, offrendo a ogni imprenditore la libertà di scegliere se costituirsi secondo le norme di uno Stato membro o adottare questo nuovo standard unico armonizzato, valido su tutto il territorio comunitario. La proposta mira a porre rimedio a una frammentazione strutturale che, allo stato attuale, costringe le aziende innovative europee a confrontarsi con 27 ordinamenti giuridici distinti e oltre 60 diverse forme societarie nazionali, una complessità che può ritardare la costituzione di un’impresa di settimane o persino mesi, aumentando i costi e scoraggiando l’espansione transfrontaliera.

L’iniziativa non è nata per decreto dall’alto: alle spalle della proposta formale del 18 marzo vi è un percorso politico di quasi due anni, che affonda le radici nel Rapporto Letta dell’aprile 2024, nel quale per la prima volta veniva prospettato un “28° regime” unico per le imprese europee, e nel successivo Rapporto Draghi del settembre 2024, che ha avvertito del rischio di una “agonia lenta” per l’Europa in assenza di una riforma organica del diritto societario. A rafforzare il consenso politico ha contribuito anche il movimento dal basso EU-INC, che ha raccolto oltre 22.000 firmatari tra fondatori, investitori e manager delle principali startup del continente, tra cui i fondatori di Stripe, Sequoia e Index Ventures, consegnando alla Commissione europea proposte legislative concrete nel febbraio 2025. Il 20 gennaio 2026, dal palco del World Economic Forum di Davos, la presidente Ursula von der Leyen ha annunciato ufficialmente il progetto; lo stesso giorno, il Parlamento europeo ha approvato con 492 voti a favore e 144 contrari la relazione della commissione JURI, trasmettendo un segnale politico inequivocabile.

I cinque pilastri del 28° regime

Il primo e più dirompente aspetto della EU Inc. è la costituzione in 48 ore, interamente online. Tramite un portale digitale unico a livello europeo, integrato con eIDAS — il sistema europeo di identità digitale —, un imprenditore potrà costituire la propria società in qualsiasi Stato membro senza ricorrere a un notaio, senza documentazione cartacea e senza attese burocratiche, grazie a modelli standardizzati di statuto europeo e a controlli preventivi di legalità automatizzati. Tutte le fasi del ciclo di vita della società — dalla registrazione alla gestione, fino alla liquidazione — saranno gestite con procedure interamente digitali.

Il secondo pilastro riguarda i costi e il capitale minimo: la spesa massima prevista per la costituzione è inferiore a 100 euro, una cifra simbolica rispetto ai 1.000–3.000 euro tipici delle procedure nazionali e ai decine di migliaia di euro necessari per strutturare correttamente una presenza multi-paese, mentre il capitale sociale minimo è fissato a 1 euro, in linea con le concezioni più moderne del diritto societario che privilegiano la responsabilità degli amministratori rispetto alle garanzie patrimoniali minime. A titolo di confronto, la precedente forma societaria europea, la Societas Europaea introdotta nel 2004 e concepita per le grandi imprese, prevedeva un capitale sociale minimo di 200.000 euro.

Il terzo elemento di novità consiste nell’operatività automatica in tutta l’Unione: una volta costituita come EU Inc., l’impresa non dovrà aprire filiali locali né ricostruire la propria infrastruttura legale in ogni nuovo Paese in cui intende espandersi, poiché il riconoscimento è automatico in tutti i 27 Stati membri. Le società EU Inc. otterranno inoltre il proprio codice identificativo fiscale e il numero di partita IVA senza dover ripresentare la documentazione in ogni giurisdizione, grazie a un’interfaccia a livello UE che collega i registri nazionali delle imprese e, in una seconda fase, a un nuovo registro centrale europeo.

Il quarto pilastro riguarda le stock option armonizzate: la proposta introduce lo standard EU-ESOP (European Union Employee Stock Ownership Plan), un piano azionario per i dipendenti riconosciuto in tutta l’Unione che permetterà alle startup europee di competere con le tech company americane nell’attrarre talenti globali, ponendo fine alla frammentazione di 27 diversi sistemi di equity compensation oggi incompatibili tra loro. Le azioni saranno tassate esclusivamente sul reddito generato al momento della vendita, superando uno degli ostacoli più citati dai fondatori europei. Sarà inoltre possibile creare diverse classi di azioni con diritti economici o di voto differenti, strumento utile per proteggere i fondatori da potenziali acquisizioni ostili.

Il quinto pilastro è rappresentato dallo strumento EU-FAST (European Union Fast Advanced Subscription Template), che introduce modelli legali armonizzati per i round di finanziamento: per i venture capitalist e gli investitori internazionali, questo significa poter analizzare una singola entità societaria coerente, senza dover ingaggiare studi legali specializzati in ogni giurisdizione, un vantaggio competitivo determinante per le startup europee che cercano capitali da fondi americani, asiatici o del Golfo.

Il problema strutturale che EU Inc. vuole risolvere

Per comprendere la portata storica della proposta, è necessario inquadrare il problema che intende affrontare. Secondo i dati richiamati nel Rapporto Draghi, tra il 2013 e il 2022 le imprese europee hanno ricevuto 1.400 miliardi di dollari in meno di venture capital rispetto alle omologhe americane; nel 2025, gli investimenti europei in capitale di rischio ammontavano a circa 58 miliardi di dollari, appena il 22% del livello statunitense, nonostante le due economie siano di dimensioni comparabili. Il Fondo Monetario Internazionale stima che le barriere commerciali invisibili all’interno del mercato unico europeo equivalgano a un dazio del 44% sulle merci e addirittura del 110% sui servizi: un paradosso per un’area che si definisce “mercato unico” ma che, per le startup tecnologiche, funziona più come un arcipelago di 27 isole separate.

Le conseguenze di questa frammentazione sono concrete: molti fondatori europei — soprattutto nei settori fintech, intelligenza artificiale e biotecnologie — scelgono di incorporare la propria azienda nel Delaware piuttosto che navigare tra le normative di Berlino, Parigi o Roma, privando il continente di valore economico e know-how. EU Inc. punta esplicitamente a invertire questa tendenza, offrendo uno strumento di credibilità immediata sui mercati internazionali che renda l’ecosistema europeo competitivo rispetto a quello statunitense.

Cosa cambia per le imprese italiane

Per l’ecosistema imprenditoriale italiano, EU Inc. rappresenta un’opportunità doppiamente rilevante: da un lato rimuove uno degli ostacoli strutturali alla crescita internazionale delle startup nazionali, ovvero la complessità amministrativa che si traduce in ritardi, costi legali elevati e difficoltà nell’attrarre investitori esteri; dall’altro offre alle nuove imprese uno standard europeo snello e immediatamente riconoscibile dagli investitori di New York o Singapore. Una startup di Bologna o un fintech di Milano potrebbero nascere direttamente come EU Inc., bypassando le lentezze della giustizia civile italiana e le complessità del diritto societario nazionale, conservando però intatti gli obblighi in materia di diritto del lavoro e fiscalità, che restano di competenza nazionale e si applicano integralmente anche alle società costituite in forma EU Inc.

Il percorso legislativo e le criticità aperte

La Commissione europea ha invitato il Parlamento europeo e il Consiglio a raggiungere un accordo sulla proposta entro la fine del 2026, con l’obiettivo di rendere operativa la nuova forma societaria nel 2027. Le stime ufficiali indicano che, nell’arco di un decennio, nell’Unione potrebbero nascere oltre 308.000 società in forma EU Inc., il 90% delle quali di nuova creazione.

Nondimeno, permangono criticità significative che i negoziati dovranno affrontare. Il regime è facoltativo: se solo una parte degli Stati membri adottasse pienamente il framework, l’impatto sarebbe sensibilmente ridimensionato, e paesi come Austria, Germania e alcuni Paesi dell’Est hanno già espresso riserve sulla possibile perdita di controllo delle proprie normative. Il diritto del lavoro e la fiscalità restano esclusivamente di competenza nazionale: una startup con dipendenti in sei Paesi dovrà comunque gestire sei regimi previdenziali e fiscali distinti. Esiste inoltre il rischio che, senza una piena armonizzazione, EU Inc. diventi semplicemente un ulteriore livello burocratico sovrapposto ai 27 già esistenti, anziché semplificarli, e che il persistente gap nel mercato dei capitali tra Europa e Stati Uniti non sia colmabile con la sola riforma del diritto societario, in assenza di un vero Capital Markets Union europeo.

Il Parlamento europeo, nel concedere il proprio assenso, ha richiesto garanzie esplicite sulla tutela dei diritti dei lavoratori e sulla loro partecipazione alla governance delle EU Inc., un equilibrio tra competitività e standard sociali che caratterizzerà i prossimi mesi di negoziato tra le istituzioni comunitarie e gli Stati membri. La Commissione, in una raccomandazione allegata alla proposta, ha inoltre consigliato agli Stati di istituire tribunali specializzati per le controversie che coinvolgano le EU Inc., a garanzia di certezza giuridica per imprese e investitori. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!