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Germania, Merz ‘sfiducia’ Von der Leyen: “Tagli leggi e funzionari Ue o la mettiamo sotto controllo”

Il documento della Cdu/Csu apre uno scontro latente tra Berlino e Bruxelles, mettendo in discussione l’autonomia della Commissione e segnando un passaggio cruciale nel dibattito sul futuro equilibrio istituzionale dell’Unione europea.
Credit © European Union , 2025

Strasburgo – La fuga di notizie su un documento strategico della Cdu/Csu apre un fronte politico delicato tra Berlino e Bruxelles, mettendo in discussione l’equilibrio istituzionale dell’Unione europea e il ruolo della Commissione guidata da Ursula von der Leyen. Il testo, non ancora definitivo e rivelato da Politico, delinea una linea dura sulla riduzione della burocrazia europea, ma contiene anche ipotesi che, nei palazzi comunitari, vengono lette come un tentativo di limitare l’autonomia dell’esecutivo Ue.

L’iniziativa porta la firma politica del leader della Cdu, Friedrich Merz, e si inserisce in una strategia più ampia dei popolari europei per la semplificazione normativa. Tuttavia, il contenuto del documento va oltre le tradizionali richieste di snellimento: si propone che le istituzioni europee debbano “auto-controllarsi”, riducendo le proprie attività agli ambiti strettamente necessari e tagliando il personale. Non solo. Tra le ipotesi più controverse figura la creazione di un nuovo organismo capace di esercitare un veto sulle iniziative della Commissione considerate eccedenti rispetto alle competenze.

Secondo le indiscrezioni, una versione preliminare del documento prevedeva anche un meccanismo per collegare i contributi degli Stati membri al bilancio Ue ai risultati ottenuti dalla Commissione nella riduzione delle norme. Una proposta poi eliminata, ma che ha contribuito ad alimentare tensioni e interrogativi sulla direzione politica della Cdu/Csu.

La tempistica della fuga di notizie ha accentuato l’impatto politico. Il documento è emerso proprio nel giorno della visita di von der Leyen a Berlino per un evento del partito, una coincidenza che molti osservatori interpretano come una mossa interna per marcare una linea politica. La presidente della Commissione ha cercato di contenere le frizioni, sottolineando una sostanziale convergenza sugli obiettivi. “Siamo determinati a portare avanti il cambiamento così da creare in Europa e negli Stati membri un ambiente in cui le aziende possano crescere e sviluppare la competitività globale di cui hanno bisogno”, ha dichiarato, aggiungendo che il documento della Cdu “incorpora molte delle nostre considerazioni”.

Sulla stessa linea il capogruppo del Ppe, Manfred Weber, che ha ribadito come la semplificazione normativa rappresenti una “priorità chiave” condivisa. Ma dietro le dichiarazioni concilianti restano tensioni evidenti, soprattutto alla luce del contesto economico tedesco. Berlino affronta infatti un rallentamento significativo, con le previsioni di crescita per il 2026 riviste al ribasso, dal +1% allo 0,5%, complice anche l’impatto della crisi internazionale legata alla guerra nel Golfo.

Il documento si inserisce inoltre nel dibattito sul prossimo bilancio pluriennale dell’Unione (2028-2034), sul quale Merz ha già espresso una posizione netta, escludendo qualsiasi aumento dei fondi europei in un momento di pressione sui conti nazionali. Una linea che rafforza l’idea di una Germania più assertiva nel ridisegnare i rapporti tra Stati membri e istituzioni comunitarie.

Nel frattempo, non mancano reazioni critiche. I liberali ricordano che un meccanismo di controllo esiste già ed è il Parlamento europeo, lasciando intendere che nuove strutture rischierebbero di alterare gli equilibri democratici dell’Unione. In questo scenario, la questione sollevata dal documento Cdu/Csu appare destinata a diventare un banco di prova per il futuro assetto istituzionale europeo e per la leadership della stessa von der Leyen. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!