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Fiorello contro la vendita del Teatro delle Vittorie, la Rai “Non è più sostenibile e funzionale”

La mobilitazione di Fiorello riaccende il dibattito sul destino del Teatro delle Vittorie, simbolo della tv italiana conteso tra memoria storica e necessità di rinnovamento strutturale della Rai.

ROMA – La protesta prende forma davanti a uno dei luoghi simbolo della televisione italiana. Rosario Fiorello, affiancato da Fabrizio Biggio, ha inscenato un blitz davanti al Teatro delle Vittorie, affiggendo cartelli con scritte inequivocabili: “Questo teatro non è in vendita” e “Questo teatro non si dovrebbe vendere”. Il gesto, documentato in un video pubblicato sui social, segna l’inizio di una mobilitazione simbolica contro l’ipotesi di dismissione dello storico spazio televisivo.

Nel video, Fiorello non usa mezzi termini e rilancia il valore culturale del teatro: “E’ un crimine contro la storia dello spettacolo italiano. Questo teatro non di dovrebbe vendere, non si dovrebbe neanche pensare di venderlo, per quello che si è vissuto là dentro, per il grande varietà, i grandi Fantastico di Pippo Baudo, e poi Raffaella Carrà, Mina…Tutti i grandi dello spettacolo sono stati qua dentro”. Parole che evocano un passato glorioso, segnato dai grandi protagonisti della televisione come Pippo Baudo, Raffaella Carrà e Mina.

L’iniziativa si inserisce nel solco di un appello lanciato da Renzo Arbore, che in un’intervista aveva definito la possibile vendita del teatro “avvilente”, invitando Fiorello a mobilitarsi e a trasferire proprio lì la sua trasmissione. Raccolto l’invito, lo showman ha annunciato che la puntata odierna de “La Pennicanza” partirà proprio dal Teatro delle Vittorie, trasformando la protesta in evento mediatico.

Dal canto suo, RAI difende la scelta con una nota articolata, sottolineando come la decisione rientri in una strategia più ampia di riorganizzazione e innovazione. L’azienda evidenzia: “La messa in vendita del Teatro Delle Vittorie rientra negli obiettivi di un piano immobiliare che – unico nella storia Rai – guarda al futuro, non solo a Roma, con significativi interventi tecnologici volti alla completa modernizzazione e trasformazione in Digital Media Company”.

La Rai riconosce il valore storico dell’edificio ma ne sottolinea le criticità strutturali: “Per quanto riguarda il Teatro Delle Vittorie – pezzo importantissimo della storia Rai – tutte le valutazioni tecniche rappresentano da tempo costi di gestione eccessivi e non più sostenibili in virtù della obsolescenza della struttura, delle problematiche di carattere tecnico e impiantistico, dei vincoli e delle limitazioni imposti dal fatto che si trova all’interno di un condominio, e dei problemi di impermeabilizzazione e la conseguente esiguità dei programmi che vi vengono realizzati”.

Una posizione che si inserisce in un percorso già avviato: “Per questi motivi, sommati ai costi milionari di manutenzione, la sua vendita era stata già deliberata dal precedente Cda nel luglio 2022”. L’obiettivo dichiarato, prosegue la nota, non è cancellare la memoria storica ma proiettarla nel futuro attraverso investimenti in poli tecnologici come Saxa Rubra e la riqualificazione delle sedi di Viale Mazzini, via Teulada e via Alessandro Severo.

La vicenda mette così a confronto due visioni opposte: da un lato la tutela della memoria e dei luoghi simbolo dello spettacolo italiano, dall’altro le esigenze di sostenibilità economica e trasformazione industriale del servizio pubblico. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!