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Com’è iniziata l’ondata di Epatite A in Campania: dai molluschi infetti ai casi che continuano ad aumentare

Meno di 200 casi tracciati finora, ma il numero è destinato ad aumentare: l’epidemia di Epatite A a Napoli ha origine nei banchi di molluschi flegrei contaminati a inizio 2026.

L’epidemia di Epatite A che ha colpito Napoli e la sua provincia ha origini precise, anche se la ricostruzione completa spetta alle autorità sanitarie. Meno di 200 i casi ufficialmente tracciati fino a ora, ma gli infettivologi avvertono: il numero è destinato a crescere, perché il virus ha tempi di incubazione lunghi e molti contagi potrebbero non essere ancora emersi.

Il virus dell’Epatite A (HAV) si trasmette per via oro-fecale. Tra i principali vettori alimentari ci sono i molluschi bivalvi — cozze, vongole, ostriche, capesante, cannolicchi — che vivono in acqua e, per loro natura, filtrano grandi quantità di liquido accumulando agenti patogeni. È proprio questo meccanismo che li rende particolarmente pericolosi quando le acque in cui crescono risultano contaminate.

A fine gennaio 2026, su 150 campioni analizzati negli allevamenti dell’area flegrea — in particolare a Bacoli, Varcaturo e Nisida — otto risultano positivi al virus HAV: sette cozze e un’ostrica. Una contaminazione già presente significa che il problema si è verificato settimane prima, presumibilmente a inizio anno. Una delle ipotesi principali riguarda le cosiddette “scolmate”, ovvero esondazioni di acque fecali non trattate direttamente nelle acque marine, che avrebbero infettato gli allevamenti della zona.

Nella prima decade di febbraio i reparti di malattie infettive degli ospedali napoletani, tra cui il Cotugno e il Cardarelli, iniziano a registrare i primi casi: il periodo di incubazione è concluso e i contagi diventano visibili. Il 18 febbraio segna un punto di svolta: le analisi confermano la presenza del virus HAV. Il giorno successivo l’ASL Napoli 2 Nord emette un divieto di raccolta molluschi per le acque di Bacoli, coinvolgendo nove aziende e allertando Regione Campania, ARPAC, forze dell’ordine e Prefettura.

La Regione avvia un piano straordinario di monitoraggio su allevamenti, canali di distribuzione e punti vendita al dettaglio. I NAS dei carabinieri vengono mobilitati. Il Comune di Napoli emette un’ordinanza urgente che vieta il consumo di molluschi crudi nei ristoranti; provvedimenti analoghi seguono in tutta la Campania.

Le ripercussioni economiche sono immediate e pesanti. I ristoranti di pesce si svuotano, le prenotazioni per le serate a base di frutti di mare vengono annullate in massa, e il crollo dei prezzi non colpisce solo i molluschi ma l’intero comparto ittico, incluso il pesce surgelato extraeuropeo distribuito dalla grande distribuzione. Un danno particolarmente grave a poche settimane dalla Pasqua, uno dei periodi di punta per il settore.

Le istituzioni procedono con cautela per evitare allarmismi incontrollati, ma la situazione nei reparti ospedalieri è concreta e i numeri continuano a salire. La Regione Campania ha annunciato l’acquisto di un’ulteriore partita di vaccini contro l’HAV e il potenziamento dell’offerta vaccinale gratuita per le categorie più vulnerabili: personale sanitario e sociosanitario, operatori della filiera alimentare, pazienti fragili e popolazione pediatrica. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!