L’atmosfera europea si appresta a vivere una fase di marcata dinamicità, destinata a riportare condizioni pienamente invernali sull’Italia proprio nel cuore della primavera meteorologica. Dopo mesi caratterizzati da anomalie termiche positive e da una sostanziale assenza di vere irruzioni fredde, il quadro sinottico sta rapidamente evolvendo verso configurazioni decisamente più consone alla stagione fredda.
Nel corso dei prossimi giorni si assisterà a un consolidamento dell’alta pressione sull’Atlantico orientale, con asse in estensione verso la Penisola Iberica e successiva elevazione meridiana verso latitudini settentrionali. Questa dinamica favorirà la formazione di un’ampia saccatura depressionaria sull’Europa centro-orientale, in grado di convogliare masse d’aria di origine artica direttamente verso il bacino del Mediterraneo centrale.
Le proiezioni dei principali modelli matematici evidenziano un calo termico progressivo e diffuso, con valori che si porteranno diffusamente al di sotto delle medie climatologiche del periodo. In particolare, le anomalie negative potranno raggiungere i -6/-8°C a 850 hPa, riportando condizioni termiche più tipiche dei mesi di gennaio o febbraio. Al suolo, ciò si tradurrà in temperature massime spesso contenute tra 8 e 13°C sulle pianure del Centro-Nord, mentre le minime, complici le schiarite e le inversioni termiche notturne, potranno scendere prossime allo zero o localmente al di sotto nelle aree interne.
L’ingresso dell’aria fredda sarà accompagnato da una fase perturbata, legata alla presenza di nuclei instabili in quota. Le precipitazioni interesseranno diverse regioni italiane, risultando a tratti anche di moderata intensità. In questo contesto, la natura artica della massa d’aria favorirà un abbassamento significativo della quota neve. Attualmente si stimano nevicate fino a quote collinari, indicativamente tra i 200 e i 400 metri, ma non si escludono sconfinamenti a quote inferiori durante i rovesci più intensi, specie al Nord e lungo il versante adriatico.
Un elemento di rilievo sarà rappresentato proprio dal contributo delle precipitazioni nel trasporto del freddo verso gli strati più bassi dell’atmosfera. Il cosiddetto “raffreddamento da precipitazione” potrà infatti accentuare ulteriormente il calo termico, favorendo episodi nevosi anche in contesti generalmente meno esposti.
La fase più intensa dell’irruzione è attesa nella seconda parte della settimana, quando il flusso settentrionale si disporrà con maggiore decisione lungo i meridiani, alimentando condizioni di instabilità diffusa e temperature pienamente invernali. Si tratterà, con ogni probabilità, dell’episodio freddo più significativo degli ultimi mesi e, per certi aspetti, uno dei più rilevanti degli ultimi anni per il periodo.
Sul medio termine, le prospettive non mostrano segnali chiari di un rapido ritorno a condizioni primaverili stabili. Anche in vista delle festività pasquali permane una certa incertezza, con il rischio concreto che il clima possa mantenersi fresco o addirittura freddo per il periodo, seppur con modalità ancora da definire nel dettaglio.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
