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Poste Italiane lancia un’OPAS totalitaria per l’acquisto di TIM: operazione da 10,8 miliardi

Poste Italiane ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto totalitaria su Telecom Italia per circa 10,8 miliardi di euro, con l’obiettivo di creare il più grande gruppo infrastrutturale italiano.

Il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane ha approvato il lancio di un’offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) totalitaria su Telecom Italia. L’operazione, annunciata domenica 22 marzo 2026, prevede un corrispettivo totale di circa 10,8 miliardi di euro.

L’offerta è strutturata in forma mista, in contanti e azioni: per ogni azione TIM portata in adesione, gli azionisti riceveranno 0,167 euro in denaro e 0,0218 azioni ordinarie Poste di nuova emissione. L’esborso monetario effettivo per Poste Italiane ammonterebbe così a 2,8 miliardi di euro.

L’obiettivo dichiarato è l’acquisto dell’intero capitale sociale di TIM e la successiva revoca dalla quotazione delle azioni sul mercato Euronext Milan (delisting). Il completamento dell’operazione è atteso entro la fine del 2026.

Nel comunicato ufficiale, Poste sottolinea che il corrispettivo “è altamente attraente” e che l’operazione mira a “dare vita ad un unico Gruppo, integrando due delle più grandi e importanti realtà industriali italiane”. Il nuovo soggetto industriale verrebbe a rappresentare, secondo Poste, “la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un vero e proprio motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica”.

Sul piano industriale, l’operazione consentirebbe a Poste di acquisire tre asset strategici: una rete fissa e mobile di scala nazionale, una posizione di rilievo nelle infrastrutture cloud e data center e la capacità di offrire connettività sicura e sovrana a tutti gli stakeholder. Il Gruppo combinato avrebbe ricavi aggregati di circa 26,9 miliardi di euro, un EBIT aggregato pro-forma di circa 4,8 miliardi e oltre 150.000 dipendenti.

L’integrazione tra le due realtà è descritta da Poste come “una naturale evoluzione della strategia” dell’azienda, che si configurerebbe come il più grande network distributivo nazionale, capace di evolvere in abilitatore della trasformazione digitale del Paese. La combinazione punterebbe a un modello di business “diversificato, resiliente e generatore di cassa con solidità finanziaria e ampie riserve patrimoniali distribuibili”.

Il percorso che ha portato all’offerta è cominciato nel marzo 2025, quando Poste Italiane acquisì inizialmente il 9,81% di TIM. Il mese successivo comprò da Vivendi un ulteriore 15%, diventando il primo azionista della telco con il 24,81%. Da allora le due aziende hanno avviato una progressiva integrazione operativa, culminata nel novembre 2025 con un Memorandum of Understanding sulle sinergie di PosteMobile, migrata sulla rete TIM a partire da febbraio 2026. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!