Negli stessi giorni in cui il Campo largo festeggiava la vittoria del No al referendum sulla riforma Nordio — con il 53,56% dei voti contrari, pari a circa 14,7 milioni di preferenze — il co-leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, ha lanciato una proposta politica destinata ad alimentare il dibattito interno alla coalizione progressista italiana: guardare all’esperienza di Zohran Mamdani a New York come modello per costruire un’alternativa credibile al governo Meloni in vista delle elezioni politiche del 2027.
Il riferimento di Bonelli è alla clamorosa vittoria del novembre 2025, quando Mamdani, 34 anni, democrático socialista di origini indiane e ugandesi, ha conquistato la poltrona di sindaco della Grande Mela con oltre il 50% dei voti, sconfiggendo l’ex governatore Andrew Cuomo, sostenuto da Donald Trump ed Elon Musk, e il repubblicano Curtis Sliwa. Un risultato considerato dai più impensabile alla vigilia, capace di ribaltare ogni previsione dei sondaggi, ottenuto con un programma apertamente radicale sui temi della giustizia sociale, del costo della vita e dei servizi pubblici.
Il modello Mamdani applicato all’Italia
Bonelli ha articolato la sua lettura politica in termini espliciti: la sinistra italiana non deve avere timore di presentarsi con istanze radicali, poiché la storia recente dimostra che questa scelta può rivelarsi vincente anche in contesti apparentemente sfavorevoli. Il leader di Europa Verde ha espresso la speranza che Giuseppe Conte ed Elly Schlein non si lascino intimorire da questa prospettiva, sottolineando che la radicalità delle proposte non costituisce un limite, ma al contrario può rappresentare un fattore di mobilitazione dell’elettorato progressista. Una posizione che Bonelli ha ribadito anche alla luce del risultato referendario: “l’opposizione è maggioritaria nel paese”, ha dichiarato a La7 all’indomani del voto.
L’ambizione di AVS è del resto esplicita: Bonelli ha indicato l’obiettivo di portare la formazione oltre il 10% dei consensi alle prossime politiche, collocandosi non come semplice satellite del Partito Democratico, ma come polo autonomo e propulsore di un’agenda progressista all’interno della coalizione. Una rivendicazione di protagonismo che si inserisce in un dibattito più ampio sul futuro della leadership del Campo largo, con l’ipotesi delle primarie di coalizione già lanciata da Conte e sulla quale Schlein ha espresso disponibilità a ragionare insieme.
La vittoria del No e le contraddizioni dell’alleanza
Il successo al referendum rappresenta per l’intero centrosinistra italiano un punto di ripartenza, ma anche un banco di prova per la coesione interna. Il risultato ha mostrato che i voti favorevoli al No sono stati quasi tre milioni in più rispetto alla somma dei consensi ottenuti da PD, M5S e AVS alle politiche del 2022, nonostante un’affluenza di circa cinque punti percentuali inferiore. Questo dato suggerisce che il potenziale elettorale del polo progressista supera significativamente le sue attuali forze organizzate, e alimenta le speranze — ma anche le tensioni — di chi si candida a interpretarne la leadership.
Fratoianni, co-leader di AVS con Bonelli, ha ribadito che “la vittoria del No è un punto di partenza, non di arrivo”, chiedendo più coraggio e meno ambiguità nella costruzione della proposta politica. Al contrario, nell’ala riformista della coalizione permane il timore che un’agenda troppo spostata a sinistra possa allontanare gli elettori moderati, rendendo la via per Palazzo Chigi ancora più impervia. Il dibattito su cosa debba significare, concretamente, “trasformare il No in una proposta di governo” resta dunque aperto e, per certi versi, irrisolto.
Il caso Mamdani: uno specchio per la sinistra europea
La vittoria di Zohran Mamdani a New York ha suscitato reazioni entusiastiche tra i leader della sinistra italiana già all’indomani del voto americano del novembre 2025. Schlein, Fratoianni e Bonelli avevano celebrato apertamente il risultato, vedendo nel successo del candidato socialista la conferma che un programma incentrato sul cambiamento radicale e sulla redistribuzione delle risorse è in grado di mobilitare fasce di elettorato normalmente distanti dalle urne. Mamdani aveva vinto con un’affluenza record — la più alta a New York da cinquant’anni — costruendo la propria campagna sulla sfida alle élite, sull’accessibilità abitativa, sui trasporti pubblici gratuiti e su un linguaggio politico capace di parlare ai giovani e alle comunità marginalizzate.
Anche la modalità della campagna ha colpito gli osservatori internazionali: Mamdani ha fatto ampio ricorso ai social network e al finanziamento dal basso, costruendo una macchina elettorale capillare che ha saputo aggirare il peso mediatico e finanziario degli avversari. Per Bonelli, questo schema — candidato considerato perdente in partenza, programma radicale, vittoria netta — può e deve ispirare la coalizione progressista italiana, in un contesto in cui il centro-destra mantiene il governo ma subisce una crescente contestazione nel Paese.
Le primarie e il nodo della leadership
Al di là del richiamo al modello Mamdani, la questione più concreta che il Campo largo si trova ad affrontare è quella della leadership in vista del 2027. Conte ha già lanciato la proposta delle primarie di coalizione, Schlein si è detta disponibile a valutarla insieme agli alleati, mentre la candidatura della segretaria dem come premier in pectore appare la più accreditata nei sondaggi. La posizione di Bonelli e AVS è quella di evitare che il percorso venga gestito in modo esclusivo dal PD, rivendicando un ruolo paritario nella costruzione del programma e nella scelta del candidato.
L’uscita di Bonelli sul modello Mamdani si colloca in questo quadro: è insieme una presa di posizione programmatica — la sinistra non deve ammorbidire le proprie proposte per inseguire il centro — e una rivendicazione di ruolo politico per AVS all’interno della coalizione. La sfida delle prossime settimane sarà capire se questa ambizione troverà rispondenza nelle scelte di Schlein e Conte, oppure se il Campo largo tornerà a dividersi sulle solite linee di frattura tra anima radicale e vocazione governativa. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
