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Bonus Giovani Under 35 in scadenza, c’è tempo fino al 30 aprile: tutto quello che devi sapere

Fino al 30 aprile 2026 le imprese possono usufruire del Bonus Giovani under 35, l’esonero contributivo al 100% in caso di incremento occupazionale netto, o al 70% negli altri casi, con tetto a 500 euro mensili (650 euro in ZES).

Le imprese che intendono avvalersi dell’esonero contributivo previsto dal cosiddetto Bonus Giovani hanno ancora poche settimane a disposizione: la misura, introdotta dal Decreto Coesione (DL 60/2024, convertito in Legge 95/2024) e successivamente prorogata con la legge di conversione del Decreto Milleproroghe 2026, è operativa per le assunzioni effettuate entro il 30 aprile 2026. Scaduta questa finestra temporale, i datori di lavoro privati non potranno più accedere alla versione dell’agevolazione attualmente in vigore, che garantisce uno sconto totale o parziale sui contributi previdenziali a carico del datore per un periodo di ventiquattro mesi.

La misura si rivolge ai datori di lavoro privati che procedono all’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato di lavoratori che, alla data dell’assunzione, non abbiano ancora compiuto 35 anni – ovvero abbiano un’età massima di 34 anni e 364 giorni – e che non siano mai stati titolari di un contratto a tempo indeterminato nel corso dell’intera vita lavorativa. L’agevolazione si applica anche nei casi di trasformazione di un contratto a termine già in corso in un rapporto di lavoro stabile, a condizione che vengano rispettati tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa.

L’esonero al 100% e la riduzione al 70%

Il Decreto Milleproroghe ha introdotto una distinzione fondamentale rispetto alla disciplina originaria. Per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio al 30 aprile 2026, l’esonero contributivo è fissato in via ordinaria al 70% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL. Tuttavia, nel caso in cui l’assunzione determini un incrememento occupazionale netto – vale a dire un aumento effettivo del numero complessivo dei dipendenti rispetto alla media dei dodici mesi precedenti – l’esonero torna ad essere riconosciuto nella misura piena del 100%, come avveniva per le assunzioni effettuate nel corso del 2025.

In entrambi i casi, la durata massima del beneficio rimane di 24 mesi dalla data di assunzione, e l’esonero è soggetto a un tetto massimo mensile di 500 euro per lavoratore. Tale soglia si innalza a 650 euro mensili qualora l’unità produttiva in cui viene inserito il lavoratore sia ubicata nei territori della Zona Economica Speciale (ZES) Unica Mezzogiorno, che comprende le regioni del Sud Italia beneficiarie di specifici regimi agevolativi. Nei periodi in cui l’esonero viene riconosciuto nella misura ridotta del 70%, il tetto mensile effettivo scende a circa 350 euro per i contratti fuori ZES.

Requisiti del lavoratore e del datore

Dal punto di vista anagrafico e occupazionale, il lavoratore assunto deve avere meno di 35 anni alla data di stipula del contratto e non deve mai essere stato occupato con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, indipendentemente dalla durata o dal settore di impiego. La qualifica può essere quella di operaio, impiegato o quadro, mentre i dirigenti sono espressamente esclusi dal perimetro di applicazione dell’agevolazione. Non è invece richiesta alcuna condizione di disoccupazione formalmente certificata, né la preventiva registrazione presso i centri per l’impiego.

Dal lato del datore di lavoro, le condizioni di accesso includono la regolarità contributiva, attestata dal Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC), il rispetto dei contratti collettivi nazionali e territoriali applicabili al settore di riferimento, e l’assenza di licenziamenti per giustificato motivo oggettivo nei sei mesi precedenti l’assunzione agevolata nella stessa unità produttiva e per lavoratori con qualifica analoga. È inoltre previsto un divieto di licenziamento del lavoratore assunto, nonché di colleghi con la medesima qualifica, nei sei mesi successivi all’assunzione, pena la decadenza dal beneficio e il recupero delle somme già fruite.

Il percorso normativo: dal Decreto Coesione al Milleproroghe

L’agevolazione era stata originariamente prevista dall’articolo 22 del Decreto Coesione, con validità per le assunzioni effettuate entro il 31 dicembre 2025. Alla fine del 2025, in sede di Decreto Milleproroghe, era inizialmente emersa l’ipotesi che la proroga della misura non venisse inclusa nel provvedimento, generando incertezza tra gli operatori del settore. La situazione è poi mutata con la presentazione di appositi emendamenti che hanno consentito di estendere l’operatività del bonus fino al 30 aprile 2026, ancorché con le modifiche alle aliquote di esonero già descritte.

I dati relativi all’utilizzo della misura nel corso del 2025 confermano un significativo interesse da parte del mercato del lavoro: nei primi nove mesi dello scorso anno il bonus è stato impiegato per 105.855 rapporti di lavoro, a dimostrazione di come l’esonero contributivo rappresenti uno strumento concretamente appetibile per le imprese alla ricerca di personale stabile. L’agevolazione è inoltre cumulabile con la super deduzione fino al 130% per il nuovo personale assunto, introdotta nell’ambito della riforma fiscale, offrendo alle aziende una combinazione di vantaggi di natura sia contributiva che fiscale.

Scadenza imminente e prospettive future

Con il termine del 30 aprile 2026 ormai prossimo, le imprese che non abbiano ancora avviato le procedure di assunzione agevolata sono chiamate a valutare con urgenza le proprie esigenze di personale. Al momento non risultano annunci ufficiali riguardo a un’ulteriore proroga oltre tale data, né è stato definito con precisione il quadro normativo che disciplinerà le assunzioni giovanili a partire dal 1° maggio 2026. La Legge di Bilancio 2026 prevede però uno stanziamento di risorse per un eusonero contributivo parziale destinato ai datori di lavoro che assumano under 35 nel corso dell’intero anno, con validità ventiquattro mesi, la cui operatività è subordinata all’emanazione di un apposito decreto ministeriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che dovrà definirne le modalità applicative e le aliquote specifiche.

In questo contesto di transizione normativa, gli operatori del settore e i consulenti del lavoro segnalano l’importanza di monitorare con attenzione le evoluzioni legislative, in modo da consentire alle imprese di programmare con tempestività le proprie strategie di assunzione e di non perdere i benefici previsti dalla normativa vigente prima della scadenza di fine aprile. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!