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Superbonus e Bonus Edilizi peggio di un Disastro Nucleare

Il conto dei bonus edilizi supera i 219 miliardi e apre un fronte critico sui conti pubblici. Provvedimenti che hanno drogato il mercato e affossato i conti della Repubblica.

Il costo complessivo dei bonus edilizi italiani raggiunge una soglia che alimenta polemiche e paragoni estremi. Secondo gli ultimi dati il totale delle comunicazioni legate a sconto in fattura e cessione del credito ha toccato i 219 miliardi di euro alla scadenza del 4 aprile, divenuta definitiva dopo il decreto 39/2024.

Il Superbonus domina la scena con una stima a fine lavori di circa 160,3 miliardi, circa tre quarti del totale, mentre gli altri strumenti – dal bonus facciate al sismabonus fino all’ecobonus – si fermano a 58,7 miliardi. Una mole di risorse che fotografa l’impatto straordinario di una misura nata per sostenere l’economia durante la crisi pandemica, ma che oggi presenta un conto estremamente pesante per le finanze pubbliche.

È proprio su questa dimensione che si innesta un paragone destinato a far discutere: alcune stime internazionali sui costi complessivi dell’incidente di Disastro di Fukushima indicano una cifra nell’ordine dei 200 miliardi di euro tra bonifiche e compensazioni. Un raffronto che, pur appartenendo a piani completamente diversi – uno economico-finanziario, l’altro ambientale e umano – viene evocato per rendere l’idea della portata eccezionale della spesa legata ai bonus edilizi.

Il parallelismo resta quindi simbolico e politico più che tecnico, ma evidenzia la percezione di un impatto fuori scala. Il dibattito resta aperto tra chi difende i benefici in termini di crescita e riqualificazione e chi denuncia una gestione che ha prodotto effetti distorsivi e un’esposizione difficilmente sostenibile nel lungo periodo. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!