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Eliminazione dell’Italia dai Mondiali 2026: il costo economico supera il mezzo miliardo di euro

La mancata qualificazione degli Azzurri alla Coppa del Mondo pesa sull’economia italiana per oltre 500 milioni di euro, tra mancati consumi, tecnologia invenduta e conti della Figc in rosso.

La terza eliminazione consecutiva dell’Italia dalla Coppa del Mondo non è soltanto un dramma sportivo, ma anche un colpo pesante per l’economia nazionale. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, il danno complessivo per il sistema produttivo italiano supera i 500 milioni di euro, distribuiti tra mancati consumi, rinviati acquisti tecnologici e perdite per la Federazione italiana giuoco calcio.

A tracciare il quadro economico della disfatta è Mariano Bella, direttore dell’Ufficio Studi di Confcommercio, che ha calcolato l’impatto partendo dal bacino di spettatori potenziali. Ipotizzando una media di 9 milioni di telespettatori per ciascuna delle tre partite del girone, circa il 30 per cento di questi, pari a 2,7 milioni di persone, avrebbe seguito le partite in bar, ristoranti e pub. Distribuendo questa platea su cinque partite ipotetiche e considerando una spesa media di 25 euro a persona, il mancato incasso per le attività commerciali si aggira intorno ai 330 milioni di euro.

A questa cifra si aggiunge il mancato ricambio tecnologico che un grande evento calcistico è solito stimolare. In occasione dei Mondiali, infatti, molti italiani tendono ad anticipare la sostituzione del televisore, acquistando modelli di qualità superiore. “Su questo fronte ritengo che una potenziale mancata spesa possa aggirarsi intorno a 200 milioni”, ha spiegato Bella. Il totale delle mancate ricadute economiche arriva così a superare il mezzo miliardo di euro.

Le conseguenze si riflettono anche sui conti della Figc. Nel bilancio preventivo 2026, approvato dal Consiglio federale, era stata stimata una perdita di 6,6 milioni di euro, un dato che non contemplava la partecipazione al torneo. La sola qualificazione avrebbe portato nelle casse federali oltre 10,5 milioni di euro, riportando il bilancio in attivo. A questa somma si sarebbero aggiunti i premi previsti dal montepremi più alto nella storia della competizione, pari a 655 milioni di dollari complessivi, gli introiti dagli sponsor per circa 9,5 milioni di euro e quelli dal merchandising per altri 10 milioni.

Sul fronte dei diritti televisivi, la mancata qualificazione colpisce anche Rai e Dazn. La tv di Stato beneficia di una clausola di salvaguardia che riduce il costo delle 35 partite da trasmettere in chiaro da 100 a 70 milioni di euro. Dazn, che trasmetterà tutti gli incontri, ha investito 50 milioni, una cifra che senza la nazionale italiana rischia di non tradursi in nuovi abbonamenti.

Sul piano politico-sportivo, intanto, prosegue il braccio di ferro tra dirigenti federali e rappresentanti delle istituzioni, tra richieste di dimissioni e accuse reciproche. Una crisi che si articola su più livelli, da quello sociale a quello amministrativo, e che dovrà trovare risposte concrete nei prossimi mesi. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!