A un mese dall’inizio del conflitto, le valutazioni dell’intelligence degli Stati Uniti delineano uno scenario tutt’altro che rassicurante sul fronte militare iraniano. Secondo fonti informate citate da CNN, circa la metà dei lanciatori di missili di Iran risulterebbe ancora intatta, mentre Teheran disporrebbe tuttora di migliaia di droni d’attacco operativi.
Una capacità che, secondo le stesse fonti, consente al Paese di mantenere un potenziale destabilizzante elevato sull’intera regione mediorientale. “L’Iran è ancora pienamente in condizione di seminare il caos assoluto“, avrebbe affermato uno degli analisti coinvolti nella valutazione, sottolineando come la resilienza delle infrastrutture militari iraniane stia incidendo sull’equilibrio strategico del conflitto.
Il rapporto evidenzia inoltre che circa il 50% della flotta di droni sarebbe ancora disponibile, insieme a una consistente riserva di missili da crociera. Un arsenale che rappresenta una minaccia diretta per le rotte energetiche globali, in particolare nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico petrolifero internazionale.
In questo contesto, la persistenza delle capacità offensive iraniane alimenta timori di un’escalation più ampia, con possibili ripercussioni non solo sul piano militare ma anche su quello economico e geopolitico globale. Gli analisti sottolineano come la capacità di Teheran di conservare asset strategici chiave complichi qualsiasi ipotesi di rapido contenimento del conflitto. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
