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Guerra Iran, Cina e Russia bloccano all’ONU la risoluzione sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz

Doppio veto di Mosca e Pechino alla bozza elaborata dal Bahrein: 11 voti a favore, 2 contrari e 2 astenuti. La risoluzione era già stata svuotata di ogni riferimento all’uso della forza.

Russia e Cina hanno posto il veto martedì al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite alla risoluzione sulla sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz. Il testo, elaborato dal Bahrein che detiene la presidenza di turno del Consiglio, ha ottenuto 11 voti a favore, 2 contrari e 2 astensioni.

Il voto è arrivato poche ore prima della scadenza fissata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che aveva minacciato attacchi alle infrastrutture iraniane qualora Teheran non avesse riaperto la cruciale rotta marittima, attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale.

La risoluzione sottoposta al voto era già notevolmente indebolita rispetto alla bozza originale. La proposta iniziale del Bahrein, sostenuta dagli Stati Uniti e dai Paesi del Golfo, avrebbe autorizzato l’uso di “tutti i mezzi necessari” — una formulazione ONU che include l’azione militare — per garantire il transito attraverso lo Stretto e scoraggiare i tentativi di chiuderlo.

Dopo l’opposizione di Russia, Cina e Francia all’autorizzazione della forza, il testo era stato progressivamente ridimensionato: prima limitato ai soli “mezzi difensivi”, poi ulteriormente svuotato di ogni riferimento esplicito all’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza, che rappresenta un ordine vincolante di azione. Nella versione finale, il testo si limitava a “incoraggiare fortemente” gli Stati interessati a coordinare sforzi difensivi per garantire la sicurezza della navigazione.

Gli ambasciatori russo Vassily Nebenzia e cinese Fu Cong hanno incolpato gli Stati Uniti e Israele di aver dato inizio alla guerra e di aver scatenato una crisi globale in espansione. Entrambi hanno ribadito che la priorità urgente è porre immediatamente fine alle operazioni militari nella regione.

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi aveva dichiarato domenica, dopo un colloquio con la controparte russa, che Pechino è pronta a continuare a cooperare con Mosca in seno al Consiglio di Sicurezza per contribuire a distendere la situazione in Medio Oriente. Wang ha sottolineato che la via fondamentale per risolvere la crisi di Hormuz passa da un cessate il fuoco immediato. La Cina è il maggiore acquirente mondiale di petrolio che transita attraverso lo Stretto.

Il veto di martedì rappresenta un nuovo stallo diplomatico sulla crisi di Hormuz, che si trascina ormai da settimane. I Paesi del Golfo promotori della risoluzione puntavano a ottenere un’autorizzazione internazionale per liberare lo Stretto con la forza: obiettivo rimasto ben lontano dall’esito finale del voto al Palazzo di Vetro. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!