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Meteo, nel weekend irruzione artica: crollo termico fino a -10°C dalla media e neve

Nel fine settimana brusco stop primaverile: nucleo artico-continentale verso l’Italia, temperature in picchiata e ritorno della neve a bassa quota.

La Primavera subirà un brusco stop nel corso del weekend per l’affondo di un nucleo d’aria artica che, secondo gli ultimi aggiornamenti ECMWF, scivolerà dall’Europa orientale verso il Mediterraneo centrale determinando un marcato calo termico, diffuso maltempo e un ritorno della neve fino a quote insolitamente basse per il periodo. Il crollo delle temperature potrà raggiungere i 10-12°C in meno rispetto ai valori attuali, con scarti negativi nell’ordine di -6/-8°C rispetto alle medie climatologiche di inizio aprile.

L’assetto sinottico vedrà l’alta pressione subtropicale, finora responsabile di temperature massime diffusamente comprese tra 22 e 26°C al Centro-Nord e punte di 27-28°C al Sud, progressivamente erosa sul suo bordo orientale da una saccatura in discesa dalla Scandinavia. Il getto polare tenderà a ondularsi in modo marcato favorendo la formazione di un minimo depressionario al suolo sull’Adriatico o basso Tirreno, in un contesto di geopotenziali a 500 hPa in sensibile calo (fino a 534-540 dam sul Centro Italia) e temperature in quota prossime a -30/-34°C a 500 hPa.

Credit © meteologix.com

Il cuore freddo, di matrice artico-continentale secondo la soluzione europea, sarà accompagnato da isoterme a 850 hPa in discesa fino a -4/-6°C al Centro-Nord e localmente -7/-8°C lungo l’Adriatico, valori tipici di fine inverno. Considerando che le medie del periodo si attestano attorno a +3/+5°C alla medesima quota, l’anomalia termica risulterà particolarmente marcata. Le temperature massime faticheranno a superare 10-13°C su molte regioni settentrionali e adriatiche, con minime prossime a 2-4°C in pianura e locali gelate nelle vallate interne del Centro.

Il peggioramento sarà accompagnato da precipitazioni diffuse, localmente a carattere di rovescio o temporale per effetto dell’elevato gradiente termico verticale. La quota neve, inizialmente attestata attorno ai 1200-1400 metri, è prevista in rapido calo fino a 600-800 metri sull’Appennino centro-settentrionale, con possibili sconfinamenti a 400-500 metri durante i rovesci più intensi, specie sul versante adriatico. Non si escludono accumuli significativi oltre i 1000-1200 metri, con apporti nevosi localmente abbondanti per il periodo.In alternativa, i modelli americani prospettano un’evoluzione più oceanica con la formazione di un vortice ciclonico profondo tra Penisola Iberica, Nord Africa e Sardegna, alimentato da aria marittima instabile. In questo scenario le isoterme a 850 hPa si manterrebbero attorno a 0/+2°C, con calo termico più contenuto ma precipitazioni anche intense e persistenti. Tuttavia, anche in tale configurazione la successiva rotazione delle correnti dai quadranti settentrionali favorirebbe l’ingresso di aria più fredda, riportando le temperature sotto media nella fase centrale del mese.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!