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Veneto: Stop ai Social per i minori di 14 anni, fine dell’anonimato in rete e accesso con la CIE

Il Governatore Alberto Stefani ha presentato un progetto di legge per vietare i social ai minori di 14 anni e imporre la verifica dell’identità tramite CIE per tutti gli utenti.

Il Governatore del Veneto ha presentato, l’8 aprile 2026, una proposta di legge statale che punta a regolamentare in modo stringente l’accesso ai social network e ai servizi di messaggistica da parte dei minori. L’iniziativa, a firma del Presidente Alberto Stefani, introduce il divieto assoluto di utilizzo delle piattaforme per i ragazzi sotto i 14 anni e prevede obblighi precisi per i gestori dei siti e i produttori di dispositivi tecnologici.

Per la fascia d’età compresa tra i 14 e i 16 anni, l’accesso alle piattaforme sarà subordinato al consenso dei tutori legali. I gestori dei siti saranno tenuti a implementare, a proprie spese, sistemi di verifica dell’età basati sulla Carta d’Identità Elettronica (CIE). La proposta prende le mosse da una preoccupazione documentata nel testo: “Si ritiene che l’utilizzo precoce e prolungato di smartphone e delle piattaforme sociali telematiche possa avere impatti negativi sullo sviluppo psicofisico dei bambini, influenzandone la salute mentale, la capacità di concentrazione, lo sviluppo emotivo e sociale, nonché il ritmo del sonno”.

Tra i punti più rilevanti figura anche l’abolizione dell’anonimato in rete. La proposta impone ai fornitori di servizi di accertare l’identità di chiunque crei un profilo, con il divieto esplicito di utilizzare pseudonimi che possano celare l’identità reale degli utenti. L’obiettivo dichiarato è contrastare il cyberbullismo e gli adescamenti online: “La finalità di tale obbligo è quella di assicurare la trasparenza nei riguardi degli utenti affinché gli stessi possano sapere realmente con chi si sta interagendo e intraprendere immediatamente eventuali azioni legali verso soggetti individuati”.

Il Governatore Stefani ha spiegato le motivazioni che lo hanno spinto a presentare il progetto: “Sono stato colpito dalle dichiarazioni dei genitori del 13enne che ha accoltellato la sua insegnante a Bergamo. Ma la mia esperienza da sindaco mi aveva già spinto a intervenire”. Ha aggiunto che a spingerlo sono state anche le immagini quotidiane nelle piazze: “Dove una volta c’erano ragazzini che giocavano e parlavano tra di loro, oggi vedo solo tanti giovani soli, chinati sullo schermo dello smartphone”.

La proposta coinvolge l’intera filiera tecnologica: i produttori di smartphone e tablet dovranno inserire nei sistemi operativi funzionalità di controllo parentale attive di default, da proporre gratuitamente all’utente alla prima accensione del dispositivo. Sul fronte scolastico, il progetto prevede la riforma dell’educazione civica per includere la sensibilizzazione contro i reati informatici, con percorsi formativi specifici rivolti anche ai genitori.

Il rispetto delle nuove norme sarà vigilato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AGCOM), che potrà diffidare i gestori inadempienti e, in caso di mancato adeguamento entro venti giorni, disporre misure più severe fino al blocco della piattaforma. La proposta, nata in sede regionale, potrebbe diventare legge nazionale: le Regioni hanno la facoltà costituzionale di avanzare iniziative legislative al Parlamento. “L’obiettivo non è rivendicare la paternità di un provvedimento, ma dare una risposta efficace ad un problema urgente e diffuso”, ha dichiarato Stefani. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!