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Sciopero delle farmacie il 13 aprile, stop di 24 ore: orari e servizi garantiti

Lunedì 13 aprile le farmacie private italiane aderiscono a uno sciopero nazionale di 24 ore indetto da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UILTuCS. Coinvolti oltre 76mila lavoratori, ma i servizi essenziali saranno assicurati.

Le farmacie private di tutta Italia si fermano lunedì 13 aprile per uno sciopero nazionale di 24 ore, dalla mezzanotte alle ore 24. La mobilitazione, indetta dai sindacati Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UILTuCS, con l’adesione di Usi 1912 e Usu Commercio Turismo e Servizi, coinvolge oltre 76mila lavoratrici e lavoratori del settore: non solo farmacisti collaboratori, ma anche addetti e operatori impiegati nelle farmacie.

Nonostante l’astensione dal lavoro, le farmacie non chiuderanno completamente. In base alle disposizioni della Commissione di garanzia sugli scioperi, dovranno essere garantiti i servizi minimi essenziali: almeno un terzo del personale abituale dovrà essere presente e dovranno essere erogate almeno il 50% delle prestazioni normalmente offerte. Tutte le farmacie, comprese quelle di turno, resteranno aperte.

L’obiettivo delle disposizioni sui servizi minimi è evitare disagi gravi alla popolazione, assicurando l’accesso ai farmaci e alle prestazioni indispensabili. Solo in casi eccezionali, qualora l’intero personale aderisse allo sciopero e il titolare non fosse in grado di garantire l’apertura, potrà essere prevista la chiusura. In tal caso, la farmacia è tenuta a darne comunicazione alle autorità sanitarie locali e al sindaco.

Le farmacie hanno inoltre l’obbligo di avvisare preventivamente l’utenza, esponendo un cartello informativo almeno cinque giorni prima dello sciopero, in modo da consentire ai cittadini di organizzarsi per tempo.

Al centro della mobilitazione c’è il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale di categoria, scaduto nell’agosto 2024. I sindacati denunciano uno stallo nelle trattative e giudicano insufficiente la proposta economica avanzata dalle controparti datoriali. Le principali rivendicazioni riguardano l’adeguamento dei salari al costo della vita, il recupero del potere d’acquisto eroso dall’inflazione e il pieno riconoscimento delle professionalità del personale.

La protesta punta anche a ottenere miglioramenti normativi e organizzativi: condizioni più tutelate su orari e turnazioni, maggiori garanzie su maternità e malattia, investimenti nella formazione professionale e un rafforzamento delle relazioni sindacali. Le organizzazioni sindacali sottolineano la necessità di aggiornare il contratto alla luce delle nuove funzioni richieste ai farmacisti, soprattutto dopo l’evoluzione della cosiddetta “farmacia dei servizi”, che ha ampliato il ruolo delle farmacie come presidio sanitario territoriale nel sistema sanitario nazionale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!