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Sicurezza, Salis attacca il governo: “Inefficacia dei decreti sicurezza si scarica sui sindaci, governo stanzi più risorse”

La sindaca di Genova rilancia il tema sicurezza chiedendo più risorse e organici, denunciando l’inefficacia dei decreti e il rischio di uno scaricabarile tra governo e amministrazioni locali.
Credit © La7

La sicurezza nelle città italiane torna al centro del confronto politico e istituzionale, ma con toni sempre più critici nei confronti dell’azione del governo. A sollevare il tema è la sindaca di Genova, Silvia Salis, che a margine del convegno “Sicurezza integrata nelle città del territorio” denuncia l’inefficacia dei decreti sicurezza, ritenuti incapaci di incidere concretamente sul fenomeno della criminalità urbana.

Secondo Salis, l’aumento dei reati e il peggioramento della percezione di sicurezza dimostrano come gli interventi normativi non abbiano prodotto risultati tangibili. Un giudizio netto che si inserisce in un contesto più ampio di confronto tra amministrazioni locali, come dimostra la presenza al convegno dei sindaci Matteo Lepore, Sara Funaro e Vito Leccese, oltre all’ex capo della Polizia Franco Gabrielli.

Il nodo centrale, sottolinea la sindaca, resta quello delle risorse. Senza investimenti su forze dell’ordine e polizia locale, qualsiasi strategia rischia di rimanere sulla carta. Negli ultimi tredici anni, ricorda Salis, la polizia locale ha perso circa 12mila unità in tutta Italia, una riduzione che ha inciso profondamente sulla capacità di presidio del territorio. Da qui la richiesta esplicita al governo di aumentare gli stanziamenti e rafforzare gli organici, non solo attraverso misure legislative ma con interventi strutturali.

La critica si estende anche al piano politico. Salis accusa l’esecutivo di scaricare sui sindaci la responsabilità della sicurezza urbana, utilizzando il tema come leva di consenso senza fornire strumenti adeguati agli enti locali. Una dinamica che, secondo la prima cittadina, colpisce in particolare le amministrazioni delle grandi città, spesso guidate dal centrosinistra.

Nel dibattito emerge anche la necessità di un modello integrato, fondato sulla cooperazione tra polizia locale e forze dell’ordine statali. Un approccio che, nelle intenzioni dei sindaci presenti, dovrebbe tradursi in strategie condivise e coordinate a livello nazionale, capaci di rispondere alle specificità dei territori ma sostenute da una regia centrale.

Resta così aperto il confronto tra governo e amministrazioni locali su uno dei temi più sensibili per i cittadini, dove la distanza tra percezione e realtà continua ad alimentare tensioni politiche e richieste di intervento immediato. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!