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Certificazione Unica errata, rischi di perdere il Bonus Irpef: cosa devi assolutamente controllare

Errori diffusi nella CU 2026 mettono a rischio il bonus Irpef fino a mille euro. Sotto osservazione la casella 718: verifica e intervento del datore di lavoro decisivi per evitare perdite.

L’errore nella compilazione della Certificazione Unica 2026 si sta rivelando un problema concreto per migliaia di contribuenti italiani, con il rischio di perdere il bonus Irpef legato al taglio del cuneo fiscale introdotto dal governo con la legge di bilancio 2025. Il nodo centrale riguarda una nuova voce tecnica, la casella 718, che incide direttamente sul calcolo del reddito complessivo e quindi sull’accesso allo sconto fiscale fino a mille euro annui. Le segnalazioni arrivate dal sistema dei Caf e in particolare dal Cgil evidenziano come gli errori siano tutt’altro che isolati, con conseguenze potenzialmente rilevanti nella dichiarazione precompilata elaborata dall’Agenzia delle Entrate.

Il punto critico è proprio la casella 718, introdotta per distinguere quali somme devono concorrere alla formazione del reddito utile ai fini del bonus. Il funzionamento è apparentemente semplice ma decisivo: il codice “1” indica che l’importo va incluso nel reddito complessivo, mentre il codice “2” segnala che quella somma deve essere esclusa. Un errore in questa indicazione altera il calcolo finale, rischiando di abbassare o gonfiare artificialmente il reddito e quindi far perdere il diritto al beneficio o ridurne l’importo.

Per verificare se la Certificazione Unica è corretta, il contribuente deve innanzitutto controllare attentamente le voci relative ai redditi da lavoro dipendente e alle indennità sostitutive dello stipendio. Stipendi, maternità, malattia, cassa integrazione e indennità di disoccupazione come la Naspi devono essere contrassegnati con il codice “1” nella casella 718, perché fanno parte del reddito complessivo. Se queste somme risultano invece associate al codice “2”, si è di fronte a un errore che può incidere sul diritto al bonus Irpef. Il caso più emblematico è stato quello dell’INPS, che inizialmente aveva classificato in modo errato milioni di certificazioni, salvo poi intervenire con una correzione. Tuttavia, non tutti i datori di lavoro hanno aggiornato i dati, lasciando ancora aperte molte situazioni problematiche.

Un ulteriore passaggio fondamentale consiste nel confronto tra la Certificazione Unica e la dichiarazione dei redditi precompilata. Poiché quest’ultima viene costruita automaticamente sulla base dei dati trasmessi, eventuali errori nella CU si riflettono direttamente nel modello predisposto dall’amministrazione finanziaria. Disallineamenti, detrazioni mancanti o importi incoerenti sono segnali che devono indurre a un controllo più approfondito. In questi casi, la soluzione più efficace resta rivolgersi a un Caf o a un professionista, in grado di individuare rapidamente anomalie nella compilazione.

Va però chiarito che né il contribuente né il consulente possono correggere autonomamente la Certificazione Unica: l’unico soggetto autorizzato a farlo è il datore di lavoro o l’ente che ha emesso il documento. Questo rappresenta un ulteriore ostacolo, anche perché la normativa prevede sanzioni per le correzioni tardive, un elemento che potrebbe scoraggiare interventi tempestivi soprattutto nelle realtà con un alto numero di dipendenti.

Quanto alle categorie più esposte, le segnalazioni raccolte dai Caf indicano criticità diffuse tra i lavoratori con carriere discontinue o con più fonti di reddito. In particolare, risultano più vulnerabili i docenti precari con supplenze non continuative, i lavoratori iscritti alle casse edili – dove incidono voci specifiche come l’Anzianità professionale edile – e i dipendenti legati a fondi come Formatemp per il lavoro interinale. Non mancano casi anche tra i lavoratori coinvolti in programmi dell’amministrazione penitenziaria. In tutti questi contesti, la complessità delle voci retributive aumenta il rischio di errori nella classificazione delle somme.

La vicenda conferma come l’introduzione di nuove misure fiscali, anche quando pensate per alleggerire il carico sui lavoratori, possa generare criticità operative nella fase di applicazione. Il controllo puntuale della Certificazione Unica diventa quindi un passaggio indispensabile per evitare di perdere benefici economici rilevanti. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!