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Garlasco, Stefania Cappa: “Ecco cosa mi ha detto Chiara sui video con Stasi”

A quasi vent’anni dal delitto Poggi, le nuove testimonianze riaprono scenari investigativi su moventi e relazioni personali, mentre la Procura rivaluta elementi finora rimasti sullo sfondo.
Credit © Rai

A diciannove anni dal delitto di Chiara Poggi, il caso di Garlasco torna a muoversi sul terreno delle testimonianze familiari. Le dichiarazioni rese ai carabinieri da Stefania e Paola Cappa, insieme al fratello della vittima Marco, riportano al centro dell’attenzione un possibile movente legato all’esistenza di filmati intimi e alle conseguenze che questi avrebbero potuto generare. In particolare, il racconto di Stefania Cappa aggiunge un tassello inedito alla ricostruzione degli ultimi mesi di vita della giovane.

Sentita come persona informata sui fatti, Stefania Cappa — oggi avvocata — ha riferito di essere stata a conoscenza dei video girati da Chiara Poggi con il fidanzato dell’epoca, Alberto Stasi. Un elemento che contraddice alcune ricostruzioni del passato e che, secondo quanto emerge, sarebbe stato vissuto dalla vittima con naturalezza. “Me ne aveva parlato. Ricordo un Natale nel corso del quale Chiara mi portò in camera sua per farmi vedere un regalo da parte di Alberto, un completino. Poi anche nei mesi dopo mi parlò dei video fatti”, ha dichiarato agli investigatori.

Nel racconto di Stefania emerge il ritratto di un rapporto di confidenza quotidiana tra le due cugine, fatto di incontri frequenti e scambi personali. “Io quel periodo passavo circa un’oretta, o un’oretta e mezza, qualche pomeriggio durante la settimana a casa di Chiara. Le raccontavo i miei sogni, progetti e lei faceva lo stesso”, ha spiegato, sottolineando come Chiara affrontasse l’argomento dei video “in maniera molto serena e semplice”. Un atteggiamento che descrive una giovane innamorata, lontana da timori o imbarazzi almeno in quel contesto.

Diversa, invece, la posizione della sorella gemella Paola Cappa, che ha dichiarato di non essere mai stata messa al corrente dell’esistenza dei filmati. “No. Questo mi fa supporre che si imbarazzasse a parlarne con me”, ha affermato, introducendo un elemento di differenziazione nel rapporto che Chiara aveva con le due cugine.

Accanto al tema dei video, la testimonianza di Stefania Cappa riporta anche un episodio che, a distanza di anni, assume contorni inquietanti. Pochi giorni prima dell’omicidio, Chiara avrebbe manifestato un improvviso stato di agitazione. “La vidi uscire di corsa in strada abbigliata com’era”, ha raccontato, descrivendo la cugina con una canottiera bianca, pantaloncini corti e infradito — un abbigliamento simile a quello indossato il giorno del delitto. In quell’occasione, ha aggiunto, Chiara appariva “molto spaventata”, come se stesse reagendo a una minaccia percepita, ma non visibile.

Questi nuovi elementi si inseriscono nel quadro investigativo attuale della Procura di Pavia, che torna a interrogarsi su possibili moventi alternativi o integrativi rispetto a quelli già esaminati in passato. L’attenzione si concentra in particolare sull’ipotesi che l’esistenza dei video possa aver avuto un ruolo nelle dinamiche che precedettero l’omicidio, alimentando tensioni o ossessioni ancora da chiarire. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!