A tre anni dalle sue ultime apparizioni su Canale 5, Barbara d’Urso rompe definitivamente il silenzio e sceglie la via giudiziaria contro Mediaset. Una decisione maturata dopo il fallimento di una mediazione che, nelle parole della conduttrice, non avrebbe prodotto alcun esito concreto. Al centro della causa non ci sono soltanto presunti diritti d’autore non riconosciuti, ma anche accuse più profonde che toccano la gestione editoriale dei suoi programmi.
Tra i punti più delicati emerge quello relativo alle presunte ingerenze nella scelta degli ospiti. Secondo quanto sostenuto dalla stessa d’Urso, le liste degli invitati alle sue trasmissioni avrebbero dovuto essere sottoposte all’approvazione delle produzioni legate a Maria De Filippi e Silvia Toffanin. Una ricostruzione che è stata prontamente smentita dalla Fascino PGT, società della De Filippi, che ha replicato con fermezza negando qualsiasi controllo preventivo: “Mai state liste, non c’era nessun passaggio intermedio”.
A rilanciare e approfondire la vicenda è stata la giornalista Maria Corbi su La Stampa, che ha intervistato la conduttrice napoletana. Nell’intervista, Barbara d’Urso ha confermato la solidità del materiale raccolto per sostenere le sue accuse, sottolineando come la vicenda sarà chiarita nelle sedi opportune: “Negli atti di una causa vengono raccontati i fatti. Quelli di cui parliamo sono fatti che ho vissuto io in prima persona, e che molti altri, tra produttori, autori e ospiti dei miei programmi, hanno vissuto con me: li confermeranno quando saranno sentiti in Tribunale come testimoni. Con il mio legale, l’Avvocato Federico Lucarelli, abbiamo lavorato per mesi alla preparazione di tutto il materiale necessario: documenti, chat, audio e molto altro, che ricostruiscono con precisione quanto accaduto“.
Sul piano umano e professionale, la conduttrice ha lasciato intendere di sentirsi estromessa ingiustamente dal piccolo schermo, pur evitando di indicare responsabilità dirette: “Chi mi ha tagliata fuori? Le rispondo per esclusione: il pubblico no, gli inserzionisti della pubblicità dei miei programmi assolutamente no… Forse qualche vendetta personale nell’ambiente? E per cosa poi? E comunque il pubblico è attento e sicuramente si sarà fatto una sua opinione”.
Determinante, nel passaggio alla fase legale, è stato anche il fallimento del tentativo di conciliazione con Mediaset. D’Urso ha raccontato come le condizioni proposte non fossero accettabili, chiarendo che la sua priorità non fosse economica ma professionale: “Se ti dichiari disponibile ad un accordo serio e di sostanza, ti aspetti che l’altra parte faccia altrettanto. E, guardi, non si è parlato di risarcimenti monetari. Per me è importante tornare a fare il mio lavoro, che mi è stato strappato via senza poter nemmeno salutare il mio pubblico. Mi è stata fatta un’offerta talmente umiliante, che mi vergogno anche a raccontarla“.
Infine, resta aperta anche la questione legata a un controverso episodio social del 2023, che la conduttrice considera particolarmente lesivo: “Il post ingiurioso? Non me l’hanno mai giustificato. Nessuno mi ha mai chiesto scusa, neanche privatamente, e il post era gravemente lesivo e inaccettabile per la mia dignità di madre, di donna e di artista. Aspetto ancora delle risposte adeguate che arriveranno, spero, nelle aule di Tribunale“.
La vicenda si avvia ora verso un confronto giudiziario che promette di far emergere retroscena significativi sui meccanismi interni della televisione commerciale italiana, con possibili ripercussioni non solo sul piano legale ma anche sugli equilibri del sistema televisivo. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
