La newsletter Vale Tutto di Selvaggia Lucarelli si afferma come uno dei casi editoriali più rilevanti del panorama digitale italiano, non solo per l’impatto mediatico ma soprattutto per i risultati economici. Secondo quanto riportato da ItaliaOggi, nel 2025 il progetto ha generato ricavi per circa 1,77 milioni di euro, confermando la solidità di un modello basato interamente sugli abbonamenti.
A gestire la newsletter è la società Boutade, fondata dalla stessa Lucarelli insieme a Lorenzo Biagiarelli due mesi dopo il lancio, avvenuto nell’estate del 2024. I numeri raccontano una crescita costante: a maggio 2025 gli iscritti erano 141 mila, diventati 220 mila nel giro di un anno, con un incremento medio di circa 6.600 utenti al mese. Il primo bilancio, relativo agli ultimi tre mesi del 2024, si era chiuso con 377 mila euro di ricavi, mentre il 2025 ha rappresentato il primo esercizio completo, interamente sostenuto da abbonamenti a pagamento pari a 7 euro mensili o 70 euro annuali.
Non viene reso noto il numero preciso degli abbonati paganti, ma dagli stessi protagonisti emerge una stima significativa. Al portale di finanza, infatti, né Lucarelli né Biagiarelli — amministratore unico della società — hanno fornito cifre puntuali, limitandosi a indicare che gli utenti paganti sarebbero “qualche decina di migliaia”, confermando allo stesso tempo che i ricavi derivano esclusivamente dalla newsletter.
Il fatturato, tuttavia, non coincide con l’utile. Una parte consistente degli incassi è assorbita dai costi di piattaforma e di gestione. Substack trattiene il 10% degli incassi complessivi, calcolati anche sull’Iva, a cui si aggiungono le commissioni dei sistemi di pagamento elettronico, tra il 2 e il 3%. Complessivamente, le commissioni incidono per circa il 15% del totale. Nel bilancio della Boutade questi oneri, insieme alle collaborazioni esterne e alle spese legate al marchio, confluiscono nella voce “costi per servizi”, che supera i 600 mila euro.
Nonostante l’incidenza dei costi, il risultato finale resta rilevante: la società ha chiuso il 2025 con un utile netto di 724 mila euro, in forte crescita rispetto ai circa 200 mila euro registrati nell’anno precedente. Un dato che evidenzia la sostenibilità economica del progetto e la sua capacità di generare margini significativi.
La gestione degli utili segue una strategia prudente e orientata allo sviluppo. Come sottolineato da ItaliaOggi, i 724 mila euro sono “tutti portati a riserva”, scelta che indica la volontà dei soci di non distribuirli come dividendi personali ma di reinvestirli per consolidare e ampliare l’attività.
Tra i progetti futuri emerge la volontà di strutturare ulteriormente il brand Vale Tutto. È prevista l’apertura di una sede fisica, descritta come “sarà uno studio con ledwall personalizzabile per registrare videopodcast che potrà essere anche affittato a terzi”. Parallelamente, sono in fase di sviluppo nuove iniziative editoriali, tra cui un podcast aggiuntivo, due documentari e l’espansione su YouTube, segnale di una strategia multicanale sempre più definita.
Il caso di Selvaggia Lucarelli rappresenta così un esempio emblematico di come il giornalismo e l’intrattenimento possano evolversi in chiave imprenditoriale, trasformando una newsletter in un’impresa strutturata e profittevole. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
