Garlasco, Stefania Cappa denuncia l’avvocato De Rensis e Alessandro Di Giuseppe delle Iene

A quasi vent’anni dal delitto Poggi, il caso Garlasco si riaccende sul fronte mediatico: la denuncia delle cugine Cappa apre un nuovo capitolo, tra accuse di diffamazione e scontro sulle narrazioni parallele.

A quasi diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco torna ad allargarsi su un fronte che non è quello strettamente processuale ma mediatico e reputazionale. Stefania Cappa, cugina della vittima e mai indagata, ha presentato una denuncia alla Procura di Milano contro l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, l’inviato della trasmissione Le Iene Alessandro Di Giuseppe e l’ex maresciallo dei carabinieri Francesco Marchetto, già comandante della Stazione di Garlasco.

L’iniziativa giudiziaria, confermata dai legali della famiglia, si inserisce in una fase in cui attorno al delitto si è riaccesa una forte attenzione pubblica, alimentata da trasmissioni televisive, contenuti social, podcast e canali YouTube che negli ultimi mesi hanno rilanciato ipotesi e ricostruzioni alternative. Tra le ipotesi di reato indicate nell’atto figurano diffamazione aggravata, frode processuale, depistaggio e associazione per delinquere finalizzata all’istigazione alla diffamazione.

La denuncia nasce, secondo quanto spiegato dall’avvocato Antonio Marino, che assiste la famiglia Cappa insieme ai legali Gabriele Casartelli e Valeria Mettica, da un’attività investigativa privata avviata nell’autunno scorso. L’obiettivo è verificare, come chiarito dallo stesso difensore, “la correttezza dell’operato” di chi avrebbe contribuito a diffondere sospetti nei confronti delle sorelle Paola e Stefania Cappa.

Per anni le due cugine di Chiara Poggi sono rimaste ai margini dell’inchiesta sull’omicidio, senza mai essere formalmente coinvolte da contestazioni giudiziarie. Tuttavia, il loro nome è riemerso ciclicamente nel dibattito pubblico, spesso associato a teorie mai approdate in sede processuale. Una dinamica che, secondo i legali, si sarebbe intensificata dopo la riapertura nel 2025 delle indagini da parte della Procura di Pavia su Andrea Sempio.

È proprio in questo contesto che la famiglia Cappa denuncia quella che definisce una vera e propria “campagna denigratoria” costruita nel tempo attraverso contenuti mediatici e rilanci online. Il legale Antonio Marino ha sottolineato che “sarà la magistratura di Milano a certificare o meno la violazione di doveri professionali e/o deontologici”, rimarcando come negli ultimi mesi si sia formato “un quadro di sospetto assolutamente infondato” attorno alle assistite.

Tra gli elementi tornati a circolare vi è anche una vecchia testimonianza, già emersa nelle prime fasi dell’indagine, secondo cui un testimone avrebbe visto “la cugina bionda” pedalare nei pressi della villetta di via Pascoli con in mano un attrezzo da camino. Una dichiarazione successivamente ritrattata e già ritenuta inattendibile nel corso del processo di primo grado, ma che continua a riapparire nelle ricostruzioni mediatiche.

La nuova iniziativa giudiziaria segna dunque un cambio di strategia da parte delle sorelle Paola e Stefania Cappa, che scelgono di reagire formalmente contro quella che ritengono una narrazione distorta e lesiva della propria reputazione. Resta ora alla Procura di Milano il compito di valutare la fondatezza delle accuse e l’eventuale esistenza di responsabilità penali nel complesso sistema di informazioni, ricostruzioni e contenuti che negli anni ha accompagnato uno dei casi di cronaca più discussi in Italia. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!