Torna al centro dell’attenzione mediatica uno dei capitoli più controversi legati alla vicenda di Garlasco, con una dichiarazione destinata a far discutere. L’avvocato Antonio De Rensis ha infatti riferito un episodio risalente al 13 luglio 2022 durante la puntata di giovedì 21 maggio di “Ore 14 Sera”, ricostruendo con precisione tempi e modalità di un contatto che, a suo dire, non ha mai avuto seguito.
Secondo quanto raccontato dal legale in trasmissione, quel giorno alle 18.46 si verificò una telefonata giunta nel suo studio poche ore dopo un passaggio rilevante della giornata lavorativa. De Rensis aveva infatti ritirato, presso la segreteria di Napoleone e con l’autorizzazione di Venditti, una serie di CD audio, ottenuti solo al terzo tentativo. Un dettaglio che colloca temporalmente e operativamente il contesto della vicenda.
Il racconto dell’avvocato entra poi nel merito della telefonata ricevuta al rientro in studio. “Eravamo rimasti in pochi, suona il telefono dello studio, vedo il numero sul display, arriva l’avvocato Calpigiani che risponde e si dimostra turbato, dice che una persona mi vuole parlare facendo il nome” ha spiegato De Rensis, descrivendo un clima di sorpresa tra i presenti.
A quel punto, come riferito dal legale, la gestione della chiamata passò a una collaboratrice di lunga data. “Io guardo l’avvocato Grandi, che lavora con me da 24 anni, lei prende il telefono, si sposta, questa persona, che non avevo mai sentito prima e non ho più sentito dopo dice alla collega: ‘Devo organizzare prestigiosissimi convegni al CONI, vorrei che lui presenziasse come relatore, ci teneva tantissimo’”.
La conversazione, sempre secondo la ricostruzione fornita durante la trasmissione, non si protrasse oltre il necessario. “La conversazione è durata un po’, l’avvocato Emanuela Grandi ha detto che non mi poteva passare la telefonata e che avrebbe riferito” ha aggiunto De Rensis, sottolineando come il contatto non sia mai stato diretto.
Particolarmente significativo, nella narrazione del legale, è ciò che accadde subito dopo. “Io non ho mai richiamato questa persona, ho avvertito immediatamente l’avvocato Bocellari, la mattina dopo ho avvertito il Procuratore Capo” ha precisato, indicando di aver informato tempestivamente le figure istituzionali competenti.
Il passaggio finale della sua dichiarazione, pronunciata in studio, è quello destinato a suscitare maggiore eco. “Se io tengo tanto che lei partecipi a qualcosa che io organizzo ma non riesco a parlarle il giorno dopo le invio una mail. Vuole sapere chi è? Stefania Cappa. Io non dò valore, sto riferendo un fatto di cronaca, io non dico cosa ho pensato, so cosa è stato detto alla mia collega. Io interpreto questa telefonata da libero cittadino come mi pare”.
Una ricostruzione che, pur mantenendosi sul piano della cronaca riferita, riporta alla luce dinamiche e contatti che si inseriscono in un contesto già ampiamente scrutinato negli anni. Resta ora da comprendere quale peso possa avere questo episodio nell’ambito delle valutazioni complessive sulla vicenda. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
