Il progetto di accoglienza diffusa promosso dal Comune di Roma, con un finanziamento complessivo di 400mila euro, registra numeri estremamente contenuti nei primi mesi del 2026. L’iniziativa, affidata all’associazione Refugees Welcome Italia e valida fino al 31 dicembre 2028, punta a favorire l’inserimento di migranti all’interno di nuclei familiari disponibili a ospitarli gratuitamente, senza alcuna forma di sostegno economico diretto per le famiglie coinvolte.
Una scelta che, sin dalla pubblicazione del bando, aveva sollevato polemiche proprio per l’assenza di incentivi o rimborsi, elemento ritenuto da alcuni osservatori un possibile deterrente alla partecipazione. Il progetto si rivolge a singoli migranti o a nuclei monogenitoriali e affida all’associazione il compito di sensibilizzare la cittadinanza, selezionare i partecipanti e accompagnare il percorso di convivenza.
A fotografare l’andamento concreto del servizio è un accesso agli atti effettuato dalla consigliera capitolina di Fratelli d’Italia, Maria Cristina Masi. Dai report elaborati da Refugees Welcome Italia e relativi al periodo gennaio-marzo 2026 emergono dati limitati: soltanto tre nuove convivenze attivate in tre mesi, una per ciascun mese considerato. I beneficiari accolti sono stati una donna e due uomini, ospitati da tre cittadini, tra cui anche un residente straniero.
Numeri che la consigliera giudica insufficienti rispetto alle risorse investite e alle aspettative iniziali. In una dichiarazione pubblica, Masi ha sottolineato: “Dai dati che abbiamo ricevuto risultano attivate solo tre convivenze, una per il mese di gennaio, una per febbraio e una per marzo – ha spiegato la consigliera in un video – pur condividendo l’intento avevamo criticato in questa iniziativa di Roma Capitale perché è molto difficile da attuare in una città come Roma”.
Secondo l’esponente di opposizione, una delle criticità principali risiede proprio nell’impostazione economica del progetto. “avevamo già ipotizzato che non ci sarebbe stata tutta questa fila per accogliere le persone senza un sostentamento da parte del Comune, senza che queste famiglie in un momento soprattutto così delicato potessero avere un supporto”, ha aggiunto Masi, evidenziando le difficoltà per i nuclei familiari nell’assumersi un impegno di questo tipo senza adeguate garanzie.
La consigliera ha poi espresso una valutazione più ampia sulle politiche di accoglienza: “per quanto riguarda le politiche dell’accoglienza, la sinistra dimostra sempre di mettere in campo delle iniziative che non portano risultati sperati”.
Parallelamente alle nuove attivazioni, il servizio ha continuato a seguire anche le convivenze avviate nel 2025. I dati mostrano un progressivo calo: sei percorsi monitorati a gennaio, cinque a febbraio e tre a marzo. Una diminuzione legata, secondo quanto emerge dai report, alla conclusione programmata di alcuni percorsi di accoglienza.
Alla luce dei numeri registrati, Masi ha richiesto un aggiornamento periodico ogni tre mesi, con l’obiettivo di monitorare l’efficacia del progetto nel tempo. Resta ora da capire se, nei prossimi mesi, l’iniziativa riuscirà ad ampliare la platea delle famiglie coinvolte o se le criticità evidenziate continueranno a limitarne la diffusione. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
