Belfast precipita in una notte di violenza senza precedenti, con interi quartieri trasformati in scenari di guerriglia urbana e una vera e propria caccia allo straniero che riaccende paure profonde e tensioni latenti. Tra martedì e mercoledì la capitale dell’Irlanda del Nord è stata attraversata da disordini violenti che hanno visto gruppi organizzati di uomini, spesso a volto coperto, sfondare porte, incendiare abitazioni e colpire indiscriminatamente cittadini stranieri, intimando loro di lasciare la città.
All’origine dell’escalation, l’accoltellamento del quarantenne Stephen Ogilvie, tecnico radiologo del servizio sanitario pubblico britannico, avvenuto per mano del rifugiato sudanese Hadi Alodid. L’uomo è comparso davanti al tribunale di Belfast per la formalizzazione dell’accusa di tentato omicidio, un episodio che ha rapidamente innescato una spirale di rabbia e violenza sfociata in attacchi su larga scala contro comunità migranti.
Le immagini diffuse da media e social restituiscono la dimensione drammatica della situazione: famiglie evacuate sotto scorta della polizia su veicoli blindati mentre le fiamme divorano le loro abitazioni, strade presidiate da gruppi di teppisti che lanciano molotov contro auto, mezzi pubblici ed edifici, interi isolati battuti palmo a palmo alla ricerca di cittadini di origine africana e stranieri in generale. Un clima di paura che ha costretto le autorità a disporre la chiusura delle scuole per motivi di sicurezza.
Il rischio di un ulteriore peggioramento resta concreto. Le forze dell’ordine temono che la protesta possa dilagare e sfuggire definitivamente al controllo, tanto da richiedere l’invio di rinforzi da altre aree del Regno Unito. In questo contesto, il primo ministro Keir Starmer ha condannato con fermezza quanto accaduto, promettendo che i responsabili “pagheranno” per disordini definiti “scioccanti e del tutto inaccettabili”, sottolineando come siano state prese di mira persone esclusivamente per il colore della pelle e la loro origine.
Sulla stessa linea il comandante della polizia dell’Irlanda del Nord, Jon Boutcher, che ha lanciato un appello urgente alla popolazione per fermare quella che ha definito una deriva pericolosa. In conferenza stampa ha parlato di proteste “ingiustificabili”, invitando a interrompere immediatamente le violenze e denunciando il ruolo di chi ha contribuito ad alimentare il clima di odio. “Smettete di dare ascolto agli idioti” ha dichiarato, riferendosi a quanti hanno incitato gli scontri anche attraverso i social network, citando tra gli altri l’estremista di destra Tommy Robinson, sostenuto anche da Elon Musk. Boutcher ha quindi ribadito la linea dura delle autorità: “Li perseguiremo per quello che hanno fatto”.
Belfast resta così sospesa tra paura e tensione, mentre le istituzioni cercano di ristabilire l’ordine e impedire che la spirale di violenza si trasformi in un conflitto aperto e prolungato. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
