Caldo estremo e Blackout, il sistema elettrico sotto pressione

L’aumento delle temperature e dei consumi mette a nudo i limiti della rete elettrica, tra infrastrutture datate e domanda crescente. I blackout, seppur brevi, segnalano una fragilità destinata a pesare sempre di più.

L’ondata di calore che sta investendo il Nord Italia sta mettendo in evidenza una criticità strutturale del sistema elettrico nazionale. Da Milano a Bergamo, passando per Torino e l’hinterland lombardo, negli ultimi giorni si sono registrati numerosi blackout, generalmente di breve durata ma sufficienti a segnalare una vulnerabilità crescente della rete. Le cause principali sono due e strettamente interconnesse: l’impennata della domanda di energia elettrica, legata in larga parte all’uso intensivo dei condizionatori, e lo stress fisico a cui le alte temperature sottopongono le infrastrutture.

Il caso di Torino rappresenta un esempio significativo. Nei giorni scorsi un guasto ha interessato la rete cittadina in concomitanza con temperature elevate e persistenti. I tecnici di Ireti, società del gruppo Iren che gestisce la distribuzione elettrica locale, hanno evidenziato come il caldo prolungato stia determinando un aumento consistente dei prelievi di potenza. Se in passato temperature di 36-37 gradi si registravano per brevi periodi, oggi si protraggono per diversi giorni, amplificando l’impatto sulla rete. I dati mostrano come i picchi di richiesta si siano concentrati soprattutto nelle aree centrali e più densamente popolate, dove l’uso dei sistemi di climatizzazione è più diffuso. Non a caso, la potenza richiesta ha raggiunto valori elevati, con punte recenti di 440 megawatt rispetto ai 300 della settimana precedente.

Nonostante ciò, la durata dei disservizi è rimasta relativamente contenuta: nella maggior parte dei casi i blackout si sono risolti in circa mezz’ora, con una media complessiva tra i 40 minuti e un’ora. Tuttavia, la frequenza degli episodi indica una pressione crescente sul sistema.

Una dinamica parzialmente diversa si è verificata a Bergamo, dove un blackout serale ha interessato diverse zone della città. In questo caso, secondo quanto emerso, il problema non è stato determinato dall’aumento dei consumi ma direttamente dalle alte temperature, che hanno compromesso il funzionamento della rete. I guasti si sono verificati in più punti della linea, evidenziando come il caldo possa incidere anche in assenza di picchi anomali di domanda.

A spiegare il fenomeno è Angelo Baggini, docente di elettrotecnica all’Università di Bergamo. L’aumento delle temperature riduce la capacità dei cavi di disperdere il calore generato dal passaggio della corrente elettrica, noto come effetto Joule. Quando il calore accumulato supera determinate soglie, l’isolante che riveste i conduttori può deteriorarsi fino a cedere. In questi casi, per motivi di sicurezza, il sistema interrompe automaticamente il flusso di energia, provocando il blackout. Si tratta dunque di un limite fisico delle infrastrutture, progettate in molti casi decenni fa per condizioni climatiche e livelli di consumo differenti.

Il quadro si completa con quanto accaduto a San Giuliano Milanese, dove nel fine settimana si è registrata un’interruzione di corrente dovuta a un forte aumento della domanda energetica. La società di gestione della rete locale ha segnalato un incremento dei consumi pari al 38% rispetto alla settimana precedente, un dato che evidenzia quanto rapidamente il caldo possa incidere sui comportamenti energetici delle famiglie e delle attività.

Questi episodi, sebbene generalmente risolti in tempi rapidi, pongono una questione strutturale. Da un lato, l’elettrificazione crescente e l’uso diffuso della climatizzazione stanno modificando i profili di consumo, rendendoli più intensi e concentrati. Dall’altro, le infrastrutture esistenti non sempre sono adeguate a sostenere questi nuovi carichi, soprattutto in condizioni climatiche estreme che tendono a diventare sempre più frequenti.

Evitare completamente i blackout in queste condizioni è complesso. Richiederebbe interventi di ammodernamento e potenziamento delle reti, oltre a una gestione più efficiente della domanda. Nel frattempo, il sistema continua a reggere grazie alla rapidità degli interventi tecnici, ma i segnali di stress indicano che il problema non è più episodico, bensì strutturale. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!