A partire dal 1° luglio il modello previsionale ICON delinea un sensibile cambio di scenario sul quadro meteorologico italiano, con l’ingresso di una fase di marcata instabilità che coinvolgerà in maniera diffusa il Centro-Nord. La configurazione sinottica favorirà lo sviluppo di precipitazioni estese e localmente intense, associate a fenomeni convettivi anche di forte intensità, mentre il Sud Italia rimarrà più marginalmente interessato.
Le aree maggiormente esposte risultano il Nord-Ovest, parte del Nord-Est, la Toscana interna e l’Appennino centro-settentrionale, oltre a settori della Sardegna occidentale. In tali contesti, i segnali modellistici indicano accumuli pluviometrici significativi, con elevata probabilità di rovesci organizzati e temporali a carattere di nubifragio.
Nel dettaglio, il Piemonte sarà tra le regioni più coinvolte, con precipitazioni diffuse su Torinese, Cuneese, Biellese e Verbano, estese anche ai comparti alpini e prealpini. Sono attesi temporali localmente intensi, specie sui rilievi e sulle alte pianure occidentali, con accumuli generalmente compresi tra 20 e 40 mm, ma con possibili picchi superiori nelle aree montuose. Condizioni analoghe interesseranno la Valle d’Aosta, dove la componente orografica potrà favorire rovesci persistenti e temporali stazionari con accumuli localmente rilevanti, soprattutto lungo i settori di confine.
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La Lombardia sarà interessata da instabilità diffusa, più organizzata lungo l’arco alpino e prealpino e sulle alte pianure. Le aree di Varesotto, Comasco, Lecchese, Bergamasco e Bresciano risultano particolarmente esposte a temporali anche forti, con accumuli medi tra 15 e 30 mm e locali superamenti sui rilievi.
In Liguria i fenomeni si concentreranno soprattutto sul settore centro-occidentale e lungo l’Appennino, con rovesci e temporali sparsi. Le aree interne tra Genovese e Savonese potranno essere interessate da precipitazioni intense a causa della particolare conformazione orografica.
L’Emilia-Romagna vedrà un coinvolgimento significativo soprattutto tra Emilia centro-occidentale, Appennino emiliano e fascia pedemontana fino alle aree di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma. Qui sono attesi temporali localmente forti con accumuli tra 20 e 40 mm, specie nelle zone appenniniche.
La Toscana si conferma una delle aree più critiche: i modelli evidenziano nuclei precipitativi intensi tra l’interno regionale, l’Appennino tosco-emiliano e le province di Firenze, Siena e Arezzo. In tali contesti saranno possibili temporali forti o molto forti, con accumuli superiori a 30–50 mm in tempi relativamente brevi, accompagnati da grandinate e raffiche di vento.
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Fenomeni in estensione interesseranno anche l’Umbria, soprattutto nei settori settentrionali e occidentali, con rovesci e temporali sparsi e accumuli localmente moderati. Nelle Marche i fenomeni saranno più probabili nelle aree interne e appenniniche, generalmente meno intensi rispetto al versante tirrenico, con temporali isolati.
Nel Lazio l’instabilità coinvolgerà prevalentemente l’alto Lazio, il Viterbese e le aree interne appenniniche. Su Roma e lungo il litorale i fenomeni si presenteranno più irregolari, ma non si escludono rovesci o temporali sparsi.
Il Trentino-Alto Adige sarà interessato da precipitazioni diffuse sui rilievi, con temporali anche intensi sui settori alpini e accumuli localmente elevati. Analogo scenario su Veneto e Friuli-Venezia Giulia, dove i fenomeni più significativi interesseranno le aree alpine, prealpine e pedemontane, in particolare Dolomiti e Friuli montano.
Segnali di instabilità anche sulla Sardegna, soprattutto nei settori occidentali e sud-occidentali. Tra Oristanese, Iglesiente e Campidano occidentale sono attesi rovesci e temporali con accumuli localmente moderati o forti.
La Sicilia e il Sud Italia resteranno più ai margini del peggioramento. Sull’isola si prevedono fenomeni deboli o moderati, più probabili sui settori orientali e nelle aree interne, con temporali isolati. Su Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Molise le precipitazioni saranno generalmente sparse e di debole intensità, con basso rischio di fenomeni severi.
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Le aree a maggiore probabilità di temporali intensi risultano le Alpi e Prealpi nord-occidentali, la Toscana interna e l’Appennino tosco-emiliano, l’Emilia centro-occidentale, l’Appennino ligure-emiliano e la Sardegna occidentale. In questi contesti non si escludono nubifragi localizzati, accumuli rapidi, allagamenti urbani, ruscellamenti e criticità sui corsi d’acqua minori, oltre a grandine e forti raffiche di vento nei sistemi temporaleschi più organizzati.
Si tratta di una tendenza modellistica a medio termine: la distribuzione spaziale dei fenomeni potrà subire variazioni anche significative nei prossimi aggiornamenti, ma il segnale di un passaggio instabile strutturato appare, allo stato attuale, piuttosto consistente.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it - Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
