L’assetto atmosferico previsto per venerdì 26 giugno evidenzia una configurazione dominata da un campo anticiclonico con massimi geopotenziali in quota in estensione verso il Nordovest italiano. Tuttavia, la presenza di uno strato limite (BL) estremamente caldo e umido determinerà condizioni favorevoli allo sviluppo di instabilità convettiva, con temporali di calore localmente intensi, in particolare lungo i rilievi del Nord e del Centro-Sud.
L’allerta meteo, emessa da Pretemp, individua due distinti livelli di rischio. Il livello 1 interessa le aree tirreniche di Campania, Basilicata e Calabria, dove la persistenza di una modesta anomalia di vorticità potenziale (PV) favorirà l’innesco di convezione diurna sui settori montuosi. In tali contesti, la convergenza delle brezze potrà facilitare il superamento del livello di libera convezione, stimato tra 800 e 850 hPa.
Il wind shear verticale profondo (DLS) attorno ai 10 m/s risulterà sufficiente a sostenere strutture temporalesche multicellulari, con possibilità di grandinate di dimensioni fino a 3-4 cm di diametro, sostenute da elevati valori di CAPE nella zona di crescita della grandine (HGZ). Le celle convettive tenderanno a traslare verso il versante tirrenico spinte da correnti orientali nei bassi e medi strati, mentre la presenza di aria secca in quota e di un marcato gradiente negativo di theta-e tra 500 e 850 hPa favorirà la formazione di cold pool estesi. Questi ultimi potranno rigenerare la convezione sopravento ai rilievi, determinando rovesci intensi e localmente persistenti fino alle ore serali, quando è attesa una graduale cessazione dei fenomeni.
Il livello 0 riguarda invece un’area più ampia comprendente le Alpi, l’Appennino ligure-emiliano, le zone interne del Lazio, dell’Abruzzo e delle isole maggiori. In questi settori i fenomeni attesi saranno analoghi ma generalmente meno organizzati, a causa di una minore intensità sia dell’anomalia di PV sia del DLS. La convezione risulterà più disordinata e fortemente influenzata dalla dinamica dei cold pool piuttosto che dal flusso in quota, con grandinate di piccole dimensioni, raffiche convettive e precipitazioni intense ma localizzate.
Sulle Alpi, in particolare, il livello di libera convezione (LFC) si collocherà a quote elevate, comprese tra 2500 e 3000 metri, limitando lo sviluppo dei temporali alle aree montuose più elevate, specie sui settori occidentali. Qui, le correnti orientali alla quota dell’LFC contribuiranno al sollevamento orografico, favorendo l’innesco convettivo.
Nonostante la scarsa ventilazione in quota, la presenza di CAPE significativo nell’HGZ e livelli di equilibrio molto elevati (EL) sosterrà lo sviluppo di celle temporalesche in grado di produrre forti rovesci, raffiche di vento intense e locali grandinate. Tuttavia, la presenza di inibizione convettiva nei bassi strati determinerà basi nuvolose alte e una tendenza dei fenomeni a propagarsi verso le zone di confine, con progressivo indebolimento verso le pianure per evaporazione. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!
