New York, Mamdani cancella Little Italy dalla mappa della città: esplode la polemica

La scelta di escludere Little Italy riapre il dibattito sul rapporto tra memoria e identità nelle metropoli globali, mettendo in discussione un modello inclusivo che dovrebbe unire, non dividere, le comunità.

Fa discutere e solleva un’ondata di indignazione la decisione del sindaco di New York, Zohran Mamdani, di escludere Little Italy dalla nuova mappa ufficiale della città. Un progetto, quello promosso dall’amministrazione della Grande Mela attraverso la serie “Immigrant Enclave Illustrations”, nato con l’intento dichiarato di valorizzare i quartieri simbolo delle diverse presenze etniche contemporanee, ma che finisce per cancellare, in modo difficilmente giustificabile, uno dei luoghi più iconici della storia migratoria americana.

Little Italy, nel cuore di Manhattan, non è soltanto un quartiere: è un simbolo, un presidio culturale e storico che racconta il contributo degli italiani alla costruzione degli Stati Uniti. La sua esclusione appare dunque non come una semplice dimenticanza, ma come una scelta politica e culturale che rischia di riscrivere la memoria collettiva in nome di una visione parziale e ideologicamente orientata del presente.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Dura la presa di posizione della Italian American Civil Rights League, che ha denunciato apertamente l’operato del primo cittadino, parlando di una decisione deliberata e offensiva. In una nota, l’associazione ha accusato Mamdani senza mezzi termini: “Non si tratta di un errore burocratico. Si tratta di cancellazione culturale. Little Italy è un luogo sacro. È il luogo in cui gli immigrati italiani sono arrivati senza nulla, hanno lavorato duramente, aperto negozi, cresciuto famiglie, costruito chiese, nutrito la città e contribuito a rendere New York ciò che è oggi”.

Secondo la stessa organizzazione, il sindaco avrebbe ignorato un luogo considerato “sacro” per gli italoamericani, mostrando nel tempo una certa ostilità verso la loro identità e i loro simboli. Una critica che, al di là dei toni, pone una questione più ampia: può una città come New York permettersi di selezionare quali storie meritano di essere raccontate e quali invece possono essere archiviate?

La polemica è stata rilanciata anche da esponenti politici locali e dal caucus italoamericano del Consiglio comunale, che ha definito la mappa “nel migliore dei casi incompleta e nel peggiore offensiva“. Un giudizio che evidenzia come la questione non sia soltanto simbolica, ma anche istituzionale, toccando il tema della rappresentanza e del riconoscimento delle diverse comunità che hanno contribuito a rendere New York ciò che è oggi.

Il progetto del Mayor’s Office of Immigrant Affairs include numerosi quartieri legati alle nuove ondate migratorie – dalle Chinatown di Manhattan e Flushing a Little Manila, Little Haiti, Little Colombia, Little Mexico, Little Africa e Little Dominican Republic – ma esclude non solo Little Italy, bensì anche altre realtà storiche come quelle irlandesi ed ebraiche. Una selezione che appare sbilanciata verso il presente, dimenticando che l’identità di New York è il risultato di stratificazioni successive, non di una sostituzione. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!