Spazio, Razzo di SpaceX fuori controllo sta per schiantarsi sulla Luna: colonna di polvere alta 100 km

Un gigantesco detrito spaziale corre senza controllo verso la Luna: l’impatto sarà violentissimo e potrebbe lasciare un segno permanente. Ecco cosa accadrà e perché gli scienziati lo osserveranno tutti.

Uno stadio superiore del Falcon 9, abbandonato nello spazio dopo una missione del gennaio 2025, colpirà accidentalmente la superficie lunare a circa 8.700 chilometri orari. L’impatto non rappresenta alcun pericolo per la Terra, ma offrirà agli astronomi una rara opportunità per osservare in tempo reale la formazione di un cratere artificiale e la dispersione dei detriti.

Il conto alla rovescia è iniziato: mercoledì 5 agosto 2026, intorno alle 08:34:33 ora italiana, lo stadio superiore di un razzo Falcon 9 di SpaceX dovrebbe schiantarsi sulla Luna. La previsione più precisa attualmente disponibile colloca l’impatto alle 06:34:32,9 UTC, con un’incertezza stimata nell’ordine di alcuni secondi.

Non si tratta dell’intero razzo, né di una navicella ancora operativa, ma di un componente ormai inutilizzabile e privo di qualsiasi possibilità di manovra. Nessun sistema può quindi modificarne la traiettoria o impedirne la collisione.

Qual è il razzo diretto contro la Luna

L’oggetto è catalogato con la designazione internazionale 2025-010D e con il numero NORAD 62719. Si tratta del secondo stadio del Falcon 9 decollato il 15 gennaio 2025 alle 06:11 UTC, le 07:11 in Italia, dalla piattaforma 39A del Kennedy Space Center, in Florida.

La missione aveva trasportato verso la Luna due lander:

  • Blue Ghost Mission 1, costruito dalla statunitense Firefly Aerospace;
  • Resilience, realizzato dalla società giapponese ispace nell’ambito della missione Hakuto-R 2.

Blue Ghost riuscì ad allunare il 2 marzo 2025, mentre Resilience perse i contatti durante la discesa e si schiantò sulla superficie lunare il 5 giugno 2025. Dopo aver liberato i due veicoli, il secondo stadio del Falcon 9 rimase su un’orbita terrestre fortemente eccentrica, con l’apogeo esteso oltre la distanza della Luna. Da allora ha compiuto diversi passaggi nel sistema Terra-Luna senza essere recuperato né controllato. Project Pluto

Dove avverrà lo schianto

Secondo gli ultimi calcoli pubblicati dall’astronomo Bill Gray, sviluppatore del software orbitale Find_Orb, il punto centrale previsto si trova alle coordinate lunari:

  • latitudine 19,455° Nord;
  • longitudine 93,594° Ovest, equivalente a 266,406° Est.

L’area è situata in prossimità del grande cratere Einstein, in una regione fortemente craterizzata vicina al lembo occidentale della Luna osservata dalla Terra. Il luogo dell’impatto sarà illuminato dal Sole e si troverà appena sul lato lunare rivolto verso il nostro pianeta.

Le coordinate potrebbero ancora subire uno spostamento di alcuni chilometri. La principale fonte d’incertezza è la pressione della radiazione solare: una forza estremamente debole che, agendo per mesi su un oggetto metallico in rotazione, può modificarne leggermente il percorso. Le osservazioni raccolte nelle ore precedenti lo schianto permetteranno di restringere ulteriormente il margine d’errore. Calcoli orbitali di Bill Gray

Velocità, dimensioni ed energia dell’impatto

Il secondo stadio è un grande cilindro metallico lungo circa 12 metri e largo quasi 4 metri. Le stime della massa residua non sono perfettamente uniformi: gli studi scientifici utilizzano valori compresi indicativamente tra 3.900 e 4.900 chilogrammi, a seconda delle ipotesi sulla configurazione finale e sul propellente rimasto nei serbatoi.

Il veicolo raggiungerà la superficie lunare alla velocità di circa:

  • 2,43 chilometri al secondo;
  • 8.700 chilometri orari;
  • oltre sette volte la velocità del suono nell’atmosfera terrestre.

Parlare di “Mach 7” sulla Luna è però soltanto un paragone: il satellite non possiede un’atmosfera significativa e, pertanto, non esiste una velocità locale del suono comparabile a quella terrestre.

Utilizzando l’intervallo di massa stimato, l’energia cinetica liberata sarà nell’ordine di 11-14 miliardi di joule, equivalente approssimativamente a 2,8-3,5 tonnellate di tritolo. Non si produrrà un’esplosione nucleare: gran parte dell’energia sarà impiegata nella frammentazione del razzo, nella fusione o vaporizzazione di parte dei materiali e nell’escavazione del suolo lunare.

Quanto sarà grande il nuovo cratere

Le dimensioni esatte dipenderanno dalla consistenza del terreno, dalla massa reale dello stadio, dal suo orientamento e dall’angolo con cui colpirà la superficie. Le stime disponibili indicano un cratere largo approssimativamente 20-30 metri e profondo alcuni metri.

Come termine di confronto, lo stadio superiore della missione cinese Chang’e 5-T1, schiantatosi accidentalmente sulla faccia nascosta della Luna il 4 marzo 2022, produsse due cavità affiancate di circa 16 e 18 metri.

Nel caso del Falcon 9, il Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA dovrebbe fotografare la zona prima e dopo l’evento. Il confronto delle immagini consentirà di localizzare il nuovo cratere e misurarne forma, diametro e distribuzione dei materiali espulsi.

Si potrà vedere lo schianto dall’Italia?

L’osservazione diretta dall’Italia sarà estremamente difficile. L’impatto avverrà alle 08:34 del mattino, quindi con il cielo già illuminato dal Sole. Anche nelle aree del continente americano dove la Luna sarà visibile in un cielo più scuro, non è affatto certo che il lampo iniziale possa essere rilevato con strumenti amatoriali.

Il punto d’impatto si troverà infatti su un terreno lunare illuminato, vicino al bordo del disco: il contrasto tra l’eventuale lampo e la superficie sarà molto basso. Bill Gray ritiene più plausibile osservare la nube di materiale espulso mentre si solleverà oltre il profilo lunare, stagliandosi per alcuni istanti contro il fondo scuro dello spazio.

Gli astronomi raccomandano comunque l’impiego di telescopi dotati di camere molto sensibili e capaci di effettuare riprese ad alta frequenza. Non sarà un fenomeno facilmente apprezzabile a occhio nudo o con un comune binocolo.

Una colonna di polvere alta fino a 100 chilometri

Uno studio preliminare dell’Università del Texas ad Austin ha simulato la dinamica dell’impatto. Secondo il modello, la principale cortina di detriti potrebbe raggiungere un’altezza di 15-20 chilometri, mentre una colonna centrale più sottile potrebbe spingersi tra 75 e 100 chilometri.

La nube potrebbe estendersi lateralmente per circa 180 chilometri. Alcune particelle, seguendo traiettorie balistiche, potrebbero ricadere fino a quasi 1.000 chilometri dal punto dello schianto. Sono tuttavia risultati modellistici, non previsioni certe: uno stadio di razzo è una struttura cava e asimmetrica e può comportarsi in maniera molto diversa rispetto a un meteorite compatto. Studio sulle dinamiche dei detriti Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!