Europa Occidentale, Giugno e Luglio 2026 i più caldi di sempre: il rapporto Copernicus

Il bimestre giugno-luglio è stato il più caldo mai osservato nell’Europa occidentale. Piogge scarse, suoli eccezionalmente aridi e portate fluviali molto inferiori alla media.
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L’Europa occidentale ha vissuto il periodo giugno-luglio più caldo mai registrato dall’inizio della serie ERA5, disponibile dal 1979. È quanto emerge dal nuovo bollettino del Copernicus Climate Change Service, pubblicato il 10 agosto e basato sui dati elaborati dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine.

Una precisazione è però indispensabile: il record riguarda il bimestre nel suo complesso e l’Europa occidentale, non l’intero continente. Giugno è stato effettivamente il più caldo della serie nell’area occidentale, mentre luglio si è classificato al secondo posto. Considerando tutta l’Europa, invece, giugno è risultato il secondo più caldo e luglio soltanto l’undicesimo, a causa delle temperature inferiori alla norma registrate nell’Europa orientale e in Scandinavia.

Un bimestre senza precedenti nell’Europa occidentale

Copernicus definisce Europa occidentale l’insieme delle terre comprese tra 11° Ovest e 15° Est e tra 37° e 55° Nord. In quest’area la temperatura media del periodo giugno-luglio 2026 ha raggiunto 21,62°C, risultando 2,79°C superiore alla media climatica 1991-2020.

Il precedente primato apparteneva al 2022, quando la media del bimestre si era fermata a 20,73°C. Il nuovo record risulta quindi superiore di quasi 0,9°C, uno scarto particolarmente ampio per una media calcolata su due mesi e su una regione così estesa.

Le temperature del bimestre sono state le più elevate dal 1979 su gran parte di Francia, Spagna, Belgio, Svizzera, Inghilterra e Galles. Nuovi record hanno interessato anche alcune zone di Germania occidentale, Italia settentrionale, Paesi Bassi, Irlanda e Portogallo. Copernicus Climate Change Service

Giugno 2026, il più caldo nell’Europa occidentale

Nel mese di giugno la temperatura media dell’Europa occidentale è stata di 20,74°C, con un’anomalia di +3,06°C rispetto al trentennio 1991-2020. È stato così superato il precedente primato di giugno 2025, chiuso con un’anomalia di +2,81°C. Giugno 2003 occupa ora il terzo posto con +2,75°C.

Su Francia, Germania, Spagna, Italia e Benelux le anomalie mensili hanno generalmente raggiunto 3-5°C sopra la norma. Valori superiori al 90° percentile della distribuzione climatica sono stati osservati su quasi tutta l’Europa occidentale e centrale.

Considerando l’intero continente europeo, giugno 2026 ha registrato una temperatura media di 19,14°C, pari a 1,78°C sopra la media. È stato il secondo giugno più caldo della serie, appena dietro al 2019, quando furono raggiunti 19,23°C e un’anomalia di +1,87°C. Otto dei nove mesi di giugno più caldi in Europa si sono verificati dal 2019 in avanti.

A livello mondiale, giugno 2026 è stato il secondo più caldo mai osservato: temperatura media di 16,54°C, anomalia di +0,56°C sul periodo 1991-2020 e di +1,39°C rispetto al livello preindustriale 1850-1900. Bollettino Copernicus di giugno

Luglio secondo per caldo a Ovest, ma undicesimo in Europa

A luglio il caldo eccezionale è proseguito soprattutto sul settore occidentale. La temperatura media regionale è stata di 22,48°C, vale a dire 2,53°C sopra la norma. Il mese si è classificato al secondo posto, appena dietro luglio 2006, quando la media raggiunse 22,54°C.

Anomalie comprese generalmente tra +3 e +5°C hanno interessato Francia, Germania, nord-est della Spagna, Inghilterra, Svizzera e Italia occidentale. La Francia ha registrato il luglio più caldo della propria serie nazionale, la Spagna il più caldo a pari merito, mentre nel Regno Unito è stato il secondo più caldo: record assoluto in Galles e primato eguagliato in Inghilterra.

Sull’intero territorio europeo, tuttavia, luglio ha chiuso con una media di 20,49°C, solamente 0,66°C sopra la norma, collocandosi all’undicesimo posto. Il caldo estremo occidentale è stato infatti parzialmente compensato dalle anomalie negative presenti sull’Europa orientale e sulla Fennoscandia.

Sul piano globale, luglio 2026 è stato il secondo più caldo a pari merito con luglio 2024, dietro al record del 2023. La temperatura media planetaria è stata di 16,90°C, con anomalie di +0,67°C sul trentennio 1991-2020 e di +1,47°C sul periodo preindustriale. La media degli ultimi dodici mesi, da agosto 2025 a luglio 2026, si è mantenuta 1,45°C sopra il livello preindustriale.

Siccità e suoli più aridi rispetto al 2022

Le ripetute ondate di calore sono state accompagnate da un persistente deficit di precipitazioni. In giugno condizioni più secche della media hanno interessato la Penisola Iberica, la Francia, gran parte dell’Italia, la Svizzera, la Germania occidentale, la Polonia, l’Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Balcani, Ucraina e Russia occidentale.

In luglio la siccità si è ulteriormente intensificata su vaste zone di Europa occidentale e centrale, in particolare tra Spagna, Francia, Germania, Austria e Ungheria. Condizioni eccezionalmente asciutte hanno coinvolto anche Regno Unito, Irlanda, Benelux e parte dell’Islanda. Francia, Spagna, alcune regioni tedesche e il Regno Unito hanno segnalato deficit di pioggia o di umidità del terreno eccezionali, localmente da record.

Secondo ERA5-Land, l’umidità superficiale del suolo nell’Europa occidentale è scesa su livelli significativamente inferiori a quelli del luglio 2022, ultima estate caratterizzata da una grave siccità continentale. Il dato riguarda principalmente lo strato più superficiale del terreno, fino a circa 7 centimetri di profondità.

Si è così instaurato un meccanismo di retroazione: il caldo accelera l’evapotraspirazione e asciuga terreno e vegetazione; un suolo povero d’acqua perde a sua volta capacità di raffreddare l’aria attraverso l’evaporazione, favorendo un ulteriore aumento delle temperature e del pericolo di incendi.

Senna, Reno e Danubio con portate molto inferiori alla media

La siccità meteorologica e agricola si è riflessa anche sui corsi d’acqua. Già in giugno le portate erano inferiori alla media in gran parte dell’Europa occidentale, centrale e orientale, interessando Francia, Germania, Svizzera, Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Polonia, Ucraina e Bielorussia.

Tra i sistemi fluviali più colpiti figuravano Garonna e Creuse in Francia, Po in Italia, Vistola in Polonia e diversi tratti del bacino del Danubio. Per il Po, le ridotte portate hanno favorito la risalita del cuneo salino nel delta, con potenziali conseguenze sull’agricoltura e sugli ecosistemi d’acqua dolce.

In luglio le portate sono rimaste molto inferiori alla media e localmente eccezionalmente basse, con criticità particolarmente evidenti per Senna, Reno e Danubio. Le conseguenze hanno riguardato disponibilità idrica, irrigazione, navigazione commerciale, produzione energetica ed equilibrio degli ecosistemi fluviali.

Le valutazioni sono basate sulle simulazioni dell’European Flood Awareness System: le categorie estreme confrontano luglio 2026 con il periodo 1992-2026, mentre le condizioni “inferiori” o “molto inferiori alla media” sono calcolate sulla distribuzione 1992-2020 e riguardano fiumi con bacini superiori a 1.000 chilometri quadrati. Rapporto Copernicus su caldo, siccità e portate fluviali

Anche i mari hanno raggiunto valori record

Il quadro termico eccezionale ha coinvolto anche gli oceani. A luglio la temperatura media superficiale dei mari extrapolari, tra 60° Sud e 60° Nord, è salita a 20,96°C, nuovo record mensile e 0,07°C oltre il precedente primato del 2023.

Dal 19 giugno e per tutto luglio, ogni giornata ha registrato la temperatura marina media più alta mai osservata per quel giorno dell’anno. Il 31 luglio sono stati raggiunti 21,05°C, appena 0,04°C sotto il record assoluto di 21,09°C del marzo 2024.

Temperature marine record hanno interessato anche le coste atlantiche europee e il Mediterraneo occidentale, dove Copernicus ha rilevato estese ondate di calore marine di intensità forte o severa, localmente estrema nel Golfo di Biscaglia. Un ulteriore elemento che conferma l’eccezionalità climatica dell’inizio dell’estate 2026.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it