Meteo, Tantissimi TEMPORALI dal 18 Agosto: l’evoluzione giorno per giorno e le Aree a Rischio

Il caldo africano pronto a crollare subito dopo Ferragosto: aria fresca, grandine, nubifragi e raffiche violente minacciano numerose regioni.

Dopo settimane di dominio quasi incontrastato dell’anticiclone africano, il tempo sull’Italia potrebbe cambiare bruscamente subito dopo Ferragosto. Le ultime elaborazioni dei modelli ECMWF e GFS mostrano segnali di cedimento della struttura subtropicale, ma è soprattutto il modello europeo a prospettare uno scenario particolarmente severo: una profonda saccatura atlantica potrebbe raggiungere il Mediterraneo e innescare, dal 18 agosto, una lunga sequenza di temporali su numerose regioni.

La fase più calda dovrebbe proseguire almeno fino al 16 agosto, con temperature molto elevate, afa intensa e punte prossime ai 40°C. Lunedì 17 rappresenterebbe invece una giornata di transizione, con i primi segnali di instabilità sulle Alpi occidentali e un graduale indebolimento dell’anticiclone a partire dal Nord-Ovest.

Come già anticipato negli ultimi aggiornamenti sulla possibile svolta dopo Ferragosto, il cambiamento potrebbe entrare nel vivo tra la sera del 17 e martedì 18 agosto, quando l’aria più fresca riuscirebbe a superare l’arco alpino e a penetrare nel Mediterraneo occidentale anche attraverso la valle del Rodano.

Credit © meteologix.com

Secondo lo scenario più perturbato delineato da ECMWF, il primo attacco temporalesco interesserebbe Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria e Lombardia. Nel corso della giornata i fenomeni potrebbero propagarsi verso la Pianura Padana, la Toscana e il Nord-Est, raggiungendo successivamente anche Umbria, Lazio e Campania.

L’ingresso della saccatura troverebbe un’atmosfera surriscaldata e carica di umidità dopo la lunga ondata di caldo. Anche il Mediterraneo, con temperature superficiali localmente prossime ai 30°C, rappresenterebbe un enorme serbatoio di energia e vapore acqueo. Il contrasto con l’aria più fresca in arrivo dall’Atlantico potrebbe quindi alimentare una successione di sistemi temporaleschi molto intensi.

Tra il 18 e il 20 agosto potrebbero svilupparsi centinaia di temporali tra le regioni settentrionali, i versanti tirrenici e, successivamente, parte del Mezzogiorno. Il rischio principale sarebbe legato a nubifragi, grandinate anche di grosse dimensioni, frequente attività elettrica e violente raffiche di vento associate ai temporali.

Non tutte le località verrebbero necessariamente colpite, ma i fenomeni potrebbero risultare estremamente intensi e concentrati, con forti differenze anche tra territori vicini.

Le elaborazioni più incisive di ECMWF prospettano accumuli pluviometrici compresi tra 70 e 90 millimetri sull’alta Lombardia, sul Canton Ticino e sui settori centrali della Toscana. Si tratta tuttavia dello scenario ufficiale più perturbato, che al momento risulta più estremo rispetto alla media delle diverse simulazioni del modello europeo. La distribuzione e l’intensità delle precipitazioni potranno essere definite con maggiore precisione soltanto negli aggiornamenti più vicini all’evento.

Mercoledì 19 agosto il maltempo potrebbe insistere soprattutto sulle regioni tirreniche e sul Nord-Est. Lazio e Campania risulterebbero tra le aree maggiormente esposte, mentre il medio e basso versante adriatico potrebbe inizialmente beneficiare della parziale protezione offerta dall’Appennino.

Tra la notte di giovedì 20 e le ore successive, l’instabilità potrebbe raggiungere anche le regioni meridionali e ioniche. Nel frattempo, sulle regioni già attraversate dalla perturbazione, il tempo inizierebbe gradualmente a migliorare con l’ingresso del Maestrale, previsto anche sostenuto sulla Sardegna.

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La possibile sfuriata temporalesca sarebbe accompagnata da un deciso ricambio della massa d’aria. Rispetto ai valori molto elevati attesi intorno a Ferragosto, le temperature potrebbero diminuire mediamente di 5-8°C, con cali locali nell’ordine di 10-12°C nelle zone raggiunte dai temporali più intensi, dalle precipitazioni persistenti e dai venti sostenuti.

Al Nord e su parte del Centro le temperature massime potrebbero riportarsi diffusamente sotto i 30°C. Sulle Alpi il clima diventerebbe persino molto fresco, mentre al Sud e in Sicilia il calo arriverebbe più tardi e potrebbe risultare meno pronunciato.

Non si tratterebbe di una diminuzione uniforme di 12°C su tutta la Penisola, ma di un crollo potenzialmente raggiungibile nelle regioni attraversate direttamente dal fronte. La rottura temporalesca prospettata dopo Ferragosto potrebbe comunque interrompere la fase più estrema della quarta ondata di caldo.

ECMWF e GFS ancora divisi sulla traiettoria

La svolta non può ancora essere considerata definitiva. ECMWF continua a mostrare un ingresso più diretto e incisivo della saccatura sull’Italia, mentre GFS colloca la depressione più a ovest e ridimensiona sensibilmente il coinvolgimento del nostro Paese.

Se la saccatura dovesse rimanere bloccata tra l’Atlantico e la Penisola Iberica, l’Italia rischierebbe una vera beffa meteorologica: al posto del fresco e dei temporali potrebbe attivarsi un nuovo richiamo di correnti calde meridionali, con l’anticiclone ancora in grado di resistere sul Mediterraneo centrale.

Molto dipenderà quindi dalla traiettoria dell’affondo atlantico. Uno spostamento di poche centinaia di chilometri verso est favorirebbe una violenta rottura temporalesca sull’Italia; una traiettoria più occidentale lascerebbe invece il Paese sul lato caldo della circolazione.

Anche qualora lo scenario più perturbato venisse confermato, non si potrebbe parlare di fine anticipata dell’estate. La sfuriata temporalesca rappresenterebbe però il primo attacco realmente organizzato all’anticiclone africano e potrebbe mettere fine all’attuale fase di caldo estremo. Le piogge, per quanto localmente abbondanti, non sarebbero inoltre sufficienti a risolvere la siccità e potrebbero provocare più danni che benefici se concentrate in nubifragi violenti.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it