Martedì 11 agosto 2026 l’Italia resterà in gran parte sotto l’influenza di un vasto anticiclone di matrice subtropicale, responsabile di condizioni prevalentemente stabili soprattutto al Centro-Sud, lungo le coste e sulle pianure. Il quadro sarà invece più dinamico al Nord, dove dalla seconda parte della giornata aumenterà sensibilmente il rischio di temporali, localmente anche di forte intensità.
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Secondo l’Avviso Meteo emesso da Pretemp, un Livello 1 di pericolosità interesserà l’arco alpino, le pianure medio-basse del Piemonte, il Nord-Est e l’Appennino centro-settentrionale. I principali fenomeni associati ai temporali più intensi saranno grandinate, con chicchi che nei casi più severi potranno raggiungere 4-6 centimetri di diametro, e violente raffiche di vento convettive, localmente pari o superiori ai 100 km/h. Sulle restanti aree settentrionali è previsto un Livello 0, con temporali possibili ma una probabilità inferiore di fenomeni severi.
A rendere il Nord Italia maggiormente vulnerabile sarà una depressione in quota presente sulla Francia, capace di convogliare verso le regioni settentrionali alcuni impulsi di instabilità e aria leggermente più fredda alle alte quote, con temperature fino a circa -11 °C a 500 hPa, vale a dire intorno ai 5.500 metri. Questa configurazione favorirà un aumento dell’instabilità atmosferica nel corso del pomeriggio, quando i primi temporali potranno svilupparsi soprattutto in prossimità dei rilievi alpini.
La fase più delicata è attesa tra il tardo pomeriggio e la serata. I temporali potranno infatti estendersi dai rilievi verso le pianure, coinvolgendo in particolare il Piemonte centrale e successivamente i settori della medio-alta pianura di Veneto e Friuli-Venezia Giulia. L’atmosfera presenterà valori di energia potenziale particolarmente elevati, con MLCAPE superiori a 2.000-2.500 J/kg: condizioni sufficienti a sostenere correnti ascensionali molto vigorose e, nelle celle temporalesche inizialmente più isolate e organizzate, la formazione di grandine di grosse dimensioni.
Con il passare delle ore, l’interazione tra le diverse celle e le raffiche fredde generate dai temporali potrebbe favorire la nascita di sistemi temporaleschi più estesi, fino alla possibile organizzazione in cluster o in un sistema convettivo alla mesoscala. In questa eventualità il rischio di grandine molto grossa tenderebbe a diminuire, mentre potrebbe aumentare quello legato a precipitazioni intense e concentrate, con possibili criticità locali dovute agli accumuli di pioggia.
Particolare attenzione dovrà essere riservata anche alle raffiche di vento. La presenza di aria relativamente più secca negli strati inferiori dell’atmosfera e di basi delle nubi temporalesche localmente molto elevate, anche oltre i 2.000 metri, potrebbe favorire forti accelerazioni delle correnti discendenti. Nei temporali più intensi non sono pertanto escluse raffiche convettive di almeno 100 km/h.
Sul resto del Nord potranno svilupparsi temporali più isolati, soprattutto nella seconda metà della giornata. In queste zone la presenza di uno strato atmosferico più stabile e la mancanza di una forzante dinamica particolarmente strutturata dovrebbero limitare la probabilità di fenomeni severi, senza tuttavia escludere episodi localmente intensi.
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Al Centro-Sud prevarrà invece la stabilità sulle pianure e lungo buona parte delle coste. Durante le ore più calde saranno comunque possibili temporali diurni sui rilievi dell’Appennino centro-meridionale e nelle aree interne di Sicilia e Sardegna. Si tratterà generalmente di fenomeni più circoscritti, ma localmente potranno essere accompagnati da raffiche di vento e grandinate con chicchi nell’ordine di 1-2 centimetri.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
