Dopo settimane caratterizzate da caldo intenso e da una persistente circolazione anticiclonica, la seconda metà di agosto potrebbe segnare una prima importante svolta meteorologica sull’Italia. Gli aggiornamenti dei principali modelli numerici indicano infatti tra il 17 e il 20 agosto una possibile modifica della circolazione atmosferica su scala europea, con l’ingresso di correnti più fresche e instabili verso il Mediterraneo e un conseguente aumento del rischio di temporali, localmente anche di forte intensità.
È uno scenario che noi di Newsroom24 stiamo seguendo con particolare attenzione. Nelle elaborazioni disponibili lunedì 10 agosto, uno dei segnali più significativi arriva dal modello europeo ECMWF: una saccatura alimentata da aria più fresca proveniente dalle latitudini settentrionali potrebbe approfondirsi verso la Francia e il Mediterraneo occidentale, determinando un progressivo indebolimento dell’anticiclone e aprendo la strada a un ricambio della massa d’aria sull’Italia. Come avevamo già anticipato analizzando la possibile svolta successiva a Ferragosto, i primi segnali del cambiamento vengono individuati tra il 17 e il 18 agosto.
La giornata di lunedì 17 agosto potrebbe rappresentare una fase di transizione. Il caldo avrebbe ancora modo di resistere su una parte consistente della Penisola, soprattutto al Centro-Sud, mentre i primi cedimenti della struttura anticiclonica potrebbero manifestarsi sulle Alpi occidentali, in Valle d’Aosta e Piemonte, per poi interessare Liguria e Lombardia. Tra la sera del 17 e martedì 18 agosto, secondo questo scenario, l’aria più fresca potrebbe riuscire a superare l’arco alpino e contemporaneamente penetrare verso il Mediterraneo occidentale attraverso la valle del Rodano, raggiungendo successivamente anche Sardegna e regioni centrali tirreniche.
A rendere particolarmente delicata questa evoluzione è la quantità di calore e umidità accumulata nei bassi strati atmosferici dopo la lunga fase estiva. A questo si aggiungono le elevate temperature superficiali raggiunte dal Mediterraneo, che in diverse aree arrivano attorno ai 30°C. Si tratta di un importante serbatoio di energia e vapore acqueo per l’atmosfera.
Un mare molto caldo, naturalmente, non è sufficiente da solo a determinare fenomeni estremi. Per lo sviluppo di temporali organizzati sono necessari diversi ingredienti: instabilità atmosferica, aria sufficientemente fredda in quota, elevata disponibilità di umidità e meccanismi dinamici capaci di favorire il sollevamento delle masse d’aria. Quando questi elementi si combinano, però, il calore accumulato dal Mediterraneo può contribuire ad alimentare sistemi temporaleschi particolarmente intensi.
Rischio Temporali Violenti e Grandine
È proprio il possibile contrasto tra l’aria molto calda e umida preesistente e le correnti più fresche in arrivo a rappresentare uno degli aspetti principali da monitorare. Qualora la configurazione prevista venisse confermata, potrebbero svilupparsi temporali organizzati accompagnati da precipitazioni molto intense, grandinate, forti raffiche di vento e frequente attività elettrica. Le regioni settentrionali risulterebbero inizialmente maggiormente esposte, con una successiva propagazione dell’instabilità verso il Centro e, in seguito, parte del Mezzogiorno.
Particolarmente delicata potrebbe essere la fase di martedì 18 agosto. Le elaborazioni ECMWF prese in esame mostrano infatti la possibilità che una saccatura di origine atlantica riesca a sfondare verso il Mediterraneo, favorendo inizialmente lo sviluppo dei temporali sul Nord-Ovest. I fenomeni potrebbero successivamente propagarsi verso Toscana e Nord-Est e, con il trascorrere delle ore, raggiungere anche Umbria, Lazio e Campania.
In un’altra nostra analisi dedicata proprio alla possibile fase temporalesca più intensa abbiamo evidenziato come uno degli scenari ECMWF più perturbati prospetti accumuli pluviometrici nell’ordine di 70-90 millimetri sull’alta Lombardia, sul Canton Ticino e sui settori centrali della Toscana. Piogge significative vengono indicate anche nell’area di Genova, mentre entro la serata del 18 agosto l’instabilità potrebbe raggiungere anche Roma e Napoli.
Sono dati che richiedono particolare cautela. Gli accumuli indicati appartengono infatti a una simulazione modellistica a lunga distanza e non possono essere interpretati come una previsione pluviometrica puntuale. A diversi giorni dall’evento possono cambiare sia la traiettoria della perturbazione sia la posizione delle convergenze e, di conseguenza, anche le aree interessate dalle precipitazioni più abbondanti.
Tra le zone da monitorare figura soprattutto la Liguria. In presenza di un richiamo di aria molto umida dal Mediterraneo e di convergenze persistenti nei bassi strati, l’orografia della regione può contribuire a esaltare il sollevamento delle masse d’aria. Qualora le celle temporalesche tendessero a svilupparsi o rigenerarsi ripetutamente sulle stesse aree, potrebbero verificarsi precipitazioni molto intense concentrate in intervalli temporali relativamente brevi.
È in configurazioni di questo tipo che aumenta il rischio di nubifragi, grandinate e criticità idrogeologiche locali. Parlare oggi di alluvioni lampo in località precise sarebbe però meteorologicamente scorretto: la previsione dei temporali più intensi richiede risoluzioni spaziali e temporali che diventano progressivamente più affidabili soltanto avvicinandosi all’evento.
Crollo delle Temperature
Un altro elemento significativo riguarda il calo termico. Le elaborazioni analizzate mostrano, per il passaggio più incisivo collocato tra mercoledì 19 e giovedì 20 agosto, anomalie alla quota di 850 hPa, indicativamente attorno ai 1.500 metri, generalmente comprese tra 2 e 6°C sotto la media su ampie porzioni dell’Italia. Gli scarti maggiori potrebbero interessare il Mediterraneo occidentale, la Sardegna e i versanti tirrenici.
Al suolo la diminuzione rispetto alla fase più calda potrebbe risultare mediamente nell’ordine di 5-8°C. Nelle zone direttamente raggiunte dai temporali, dalle precipitazioni persistenti e dalla ventilazione più sostenuta, il calo potrebbe essere ancora più evidente.
Gli scenari più incisivi arrivano a prospettare diminuzioni locali nell’ordine di 10-12°C rispetto ai valori precedenti. È importante precisare il significato di questo dato: non si tratterebbe di un crollo uniforme di 12°C su tutta l’Italia, ma di una diminuzione potenzialmente raggiungibile nelle aree maggiormente coinvolte dal ricambio della massa d’aria e dai fenomeni temporaleschi.
Al Nord e su parte del Centro le temperature massime potrebbero così tornare diffusamente sotto la soglia dei 30°C, con valori ulteriormente inferiori nelle aree interessate dalle precipitazioni. Il caldo potrebbe invece resistere più a lungo al Sud e sulla Sicilia, dove l’arrivo dell’aria più fresca sarebbe successivo e potrebbe risultare meno incisivo.
Mercoledì 19 agosto l’instabilità potrebbe insistere soprattutto sulle regioni tirreniche e su quelle nord-orientali. Lazio e Campania potrebbero essere interessati da nuovi temporali, mentre medio e basso Adriatico e regioni ioniche potrebbero inizialmente rimanere più ai margini della fase perturbata. Un loro eventuale coinvolgimento viene prospettato tra la notte successiva e giovedì 20 agosto.
Nel frattempo, sulle regioni già attraversate dalla perturbazione potrebbe iniziare un progressivo miglioramento, accompagnato da una rotazione e da un rinforzo della ventilazione. Sulla Sardegna potrebbe entrare il Maestrale, contribuendo ulteriormente al ricambio della massa d’aria.
Il periodo compreso tra il 19 e il 20 agosto appare quindi, sulla base delle elaborazioni disponibili il 10 agosto, quello potenzialmente più significativo per una diminuzione generalizzata delle temperature. Sarebbe la prima vera interruzione della lunga fase caratterizzata dal caldo intenso, con valori termici destinati a riavvicinarsi alle medie del periodo su una parte consistente del territorio nazionale.
Resta tuttavia un elemento fondamentale: l’incertezza previsionale. Lo scenario ECMWF più perturbato rappresenta una delle possibili evoluzioni e appare più incisivo rispetto alla media delle differenti simulazioni modellistiche. Altre elaborazioni suggeriscono un cambiamento più contenuto, con l’instabilità maggiormente concentrata sulle regioni settentrionali. Anche il modello americano GFS individua segnali di indebolimento dell’anticiclone dopo Ferragosto, ma restano differenze sulla traiettoria e sull’intensità dell’ingresso delle correnti più fresche.
A una distanza temporale superiore a una settimana è possibile valutare con una certa utilità la tendenza della circolazione atmosferica generale, mentre è molto più difficile stabilire posizione, intensità e tempistica dei singoli temporali. Anche uno spostamento relativamente contenuto dell’asse della saccatura potrebbe modificare sensibilmente la distribuzione delle precipitazioni sull’Italia.
Non sarebbe inoltre corretto interpretare questo possibile break come la fine dell’estate. Anche qualora il peggioramento venisse confermato nella sua versione più incisiva, si tratterebbe innanzitutto di un importante ricambio d’aria dopo una lunga fase anticiclonica. Nella seconda metà di agosto rimane possibile una successiva ricostruzione dell’alta pressione, con il ritorno di condizioni più stabili e nuovamente calde.
Noi di Newsroom24 continueremo a seguire gli aggiornamenti dei modelli internazionali. La finestra temporale da osservare resta quella compresa tra il 17 e il 20 agosto: dapprima il possibile cedimento dell’anticiclone al Nord-Ovest, quindi l’ingresso dell’aria più fresca e l’aumento dell’instabilità tra il 18 e il 19 agosto e, infine, l’eventuale estensione del ricambio d’aria verso una porzione più ampia della Penisola entro il 20 agosto. Saranno le prossime elaborazioni a stabilire se l’Italia andrà realmente incontro a un break temporalesco particolarmente severo o a una rinfrescata più graduale e meno perturbata.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
