La prossima settimana segnerà una svolta meteorologica sull’Italia. Dopo la lunga egemonia dell’anticiclone africano e del caldo intenso, la circolazione atmosferica tornerà decisamente più dinamica con il passaggio di due perturbazioni: la prima attraverserà il Paese tra lunedì 17 e martedì 18 agosto, mentre una seconda e più strutturata offensiva atlantica entrerà in scena da venerdì 21. Nel mezzo, tra mercoledì e giovedì, ci sarà spazio per una breve parentesi più stabile e soprattutto per temperature meno elevate.
Il primo cambiamento prenderà forma già tra domenica 16 lunedì 17 agosto sulle regioni settentrionali, dove l’ingresso di aria più fresca in quota incontrerà una massa d’aria ancora molto calda e ricca di umidità nei bassi strati. È proprio questo contrasto a rendere particolarmente delicata la fase iniziale del peggioramento. Dopo giorni di forte riscaldamento, l’atmosfera dispone infatti di un notevole potenziale energetico e l’arrivo della perturbazione fornirà l’innesco necessario allo sviluppo di temporali rapidamente organizzati e localmente violenti.
Alpi e Prealpi saranno le prime zone interessate, ma l’instabilità si estenderà alle pianure di Piemonte, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Non saranno semplici acquazzoni estivi: i temporali potranno assumere caratteristiche severe, con precipitazioni molto intense in brevi intervalli di tempo, grandinate e raffiche di vento. Le correnti discendenti associate alle celle più sviluppate potranno inoltre provocare improvvisi rinforzi del vento anche lontano dal nucleo principale delle precipitazioni.
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Una delle situazioni più delicate riguarderà la Liguria e il versante tirrenico, in particolare Toscana e Lazio. In queste aree entrerà in gioco un elemento meteorologico fondamentale: la convergenza dei venti nei bassi strati. Correnti meridionali molto umide provenienti dal Mediterraneo andranno a interagire con l’aria più fresca collegata alla perturbazione, concentrando umidità e instabilità lungo fasce relativamente ristrette.
È una configurazione favorevole alla nascita di temporali molto efficienti sotto il profilo pluviometrico. Dove la convergenza rimarrà più persistente potranno svilupparsi celle temporalesche in successione, con nuovi nuclei alimentati continuamente lungo la stessa direttrice. È il meccanismo tipico dei temporali autorigeneranti, particolarmente insidiosi perché capaci di scaricare grandi quantità d’acqua sulle medesime aree e quindi di provocare nubifragi in tempi relativamente brevi.
A rendere ancora più carica di energia la massa d’aria sarà il Mediterraneo eccezionalmente caldo. Nei giorni precedenti al peggioramento le temperature superficiali del mare raggiungeranno localmente valori prossimi ai 30 °C. Si tratta di un enorme serbatoio di calore e soprattutto di vapore acqueo: l’aria che scorre sopra una superficie marina così calda può arricchirsi rapidamente di umidità, aumentando la quantità di acqua precipitabile disponibile per i sistemi temporaleschi.
Alle spalle della perturbazione cambierà anche la massa d’aria. Tra mercoledì 19 e giovedì 20 agosto l’Italia entrerà in una fase di temporanea stabilizzazione, con ampie schiarite e condizioni generalmente più asciutte. Il dato più significativo sarà però quello termico: il caldo perderà intensità e le temperature scenderanno verso valori decisamente più consoni alla seconda metà di agosto, interrompendo gli eccessi termici delle settimane precedenti.
La pausa avrà però durata limitata. Da venerdì 21 agosto la scena meteorologica tornerà a cambiare per l’avanzata di un secondo affondo atlantico, più intenso e organizzato del precedente. La nuova saccatura avrà la capacità di incidere più profondamente sulla struttura dell’anticiclone africano, aprendo la strada a un nuovo ingresso di aria più fresca verso il Mediterraneo centrale.
Sarà questo il passaggio in grado di imprimere il colpo più deciso al gran caldo? L’avanzata della perturbazione riporterà temporali su diverse regioni italiane e sarà accompagnata da un ulteriore ricambio d’aria, con una diminuzione delle temperature più estesa. Il cambiamento assumerà quindi una portata più ampia rispetto al semplice refrigerio prodotto dai temporali: la configurazione atmosferica europea inizierà a mostrare un assetto meno favorevole alla persistenza dell’anticiclone africano sul Mediterraneo.
La seconda parte della settimana rappresenterà così il passaggio da una fase dominata quasi esclusivamente dal caldo a uno scenario molto più mobile, nel quale le correnti atlantiche torneranno a esercitare un ruolo determinante. Lunedì e martedì saranno le giornate del primo brusco contrasto, con il rischio dei fenomeni più violenti; mercoledì e giovedì porteranno una tregua accompagnata dal calo termico, mentre da venerdì una nuova perturbazione riaprirà la fase instabile e assesterà un ulteriore colpo alla struttura anticiclonica.
Resta soprattutto da definire nei prossimi aggiornamenti la traiettoria precisa del secondo affondo atlantico, un elemento decisivo per individuare le regioni maggiormente esposte ai temporali e quantificare l’entità della diminuzione delle temperature. Il segnale meteorologico di fondo è però netto: dopo settimane segnate dal dominio del caldo, l’Italia si prepara a una fase sensibilmente più instabile e movimentata.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
