Meteo, Attacco all’estate: in arrivo NUBIFRAGI, GRANDINE e Raffiche fino a 100 km/h: TUTTE le Regioni a Rischio

Tra il 17 e il 18 agosto forti temporali dal Nord al Centro-Sud, con rischio di nubifragi, grandine e raffiche fino a 100 km/h. Dal 21 possibile nuova e più incisiva fase di maltempo.

L’estate entra in una fase meteorologica decisamente più movimentata. Dopo settimane caratterizzate dalla persistenza dell’alta pressione e da temperature molto elevate, le ultime elaborazioni del modello americano GFS delineano un progressivo indebolimento del campo anticiclonico sull’Italia, con una prima offensiva temporalesca attesa tra lunedì 17 e martedì 18 agosto e la possibilità di un secondo, più organizzato affondo perturbato a partire da venerdì 21 agosto. Una tendenza che, se confermata, potrebbe aprire una fase sensibilmente più instabile soprattutto sulle regioni settentrionali, accompagnata da un ridimensionamento delle temperature.

Due Perturbazioni sull’Italia, Rischio Nubifragi e GRANDINE

Il primo cambiamento significativo è atteso nel pomeriggio e nella serata di lunedì 17 agosto. Una saccatura, vale a dire un’area allungata di bassa pressione associata ad aria più fresca in quota, dovrebbe riuscire a penetrare nel campo anticiclonico presente sull’Europa meridionale. Secondo le ultime emissioni di GFS, l’ingresso della struttura depressionaria potrebbe risultare sufficientemente incisivo da favorire anche la formazione di un minimo di pressione al suolo sull’Italia settentrionale.

Si tratterebbe di una configurazione potenzialmente più insidiosa rispetto a un semplice passaggio temporalesco estivo. L’interazione tra l’aria molto calda e umida accumulatasi nei bassi strati e l’arrivo di aria più fresca alle quote superiori potrebbe infatti determinare un marcato aumento dell’instabilità atmosferica. A questo si aggiungerebbero condizioni dinamiche favorevoli all’organizzazione delle celle temporalesche, con la possibilità che alcuni fenomeni assumano carattere severo.

Quando arrivano i Temporali?

La fase più delicata della prima perturbazione è prevista indicativamente tra il pomeriggio-sera di lunedì 17 agosto e le prime ore, fino all’alba, di martedì 18. Le regioni maggiormente esposte sarebbero quelle del Nord Italia: Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna. Una parte dell’instabilità potrebbe inoltre estendersi all’alta Toscana.

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Su queste aree potrebbero svilupparsi temporali localmente di forte intensità, accompagnati da precipitazioni molto abbondanti concentrate in intervalli di tempo relativamente brevi. Non si esclude quindi il rischio di locali nubifragi, soprattutto laddove i sistemi temporaleschi dovessero risultare particolarmente organizzati o persistenti. In presenza delle condizioni atmosferiche appropriate potrebbero inoltre formarsi strutture temporalesche di tipo supercellulare, capaci di produrre grandinate, intensa attività elettrica e violente raffiche di vento.

Proprio il vento rappresenta uno degli elementi da monitorare con maggiore attenzione. In prossimità dei temporali più intensi, e in particolare immediatamente prima o durante il loro transito, le raffiche potrebbero localmente avvicinarsi ai 100 chilometri orari. Non significa che tali velocità saranno raggiunte diffusamente sull’intero territorio settentrionale, ma che i fenomeni convettivi più organizzati potrebbero generare colpi di vento di notevole intensità su scala locale.

Al momento lo scenario indica la possibilità di grandinate isolate, senza consentire di stabilire con precisione, a diversi giorni di distanza, le aree effettivamente interessate né le eventuali dimensioni dei chicchi. La localizzazione esatta dei temporali più violenti dipenderà infatti da elementi atmosferici che potranno essere valutati con maggiore affidabilità soltanto a ridosso dell’evento.

Nella giornata di martedì 18 agosto l’instabilità dovrebbe progressivamente trasferirsi verso il Centro Italia. Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo potrebbero essere coinvolti dal passaggio dei temporali, con una maggiore esposizione delle regioni affacciate sull’Adriatico e delle aree interne della dorsale appenninica. Anche in questa fase saranno possibili fenomeni localmente intensi, sebbene distribuiti in maniera irregolare, come tipicamente avviene nelle situazioni caratterizzate da instabilità convettiva.

Successivamente i temporali dovrebbero proseguire verso il Mezzogiorno, raggiungendo Campania, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria e, a seconda dell’effettiva evoluzione della perturbazione, interessando in maniera più marginale o irregolare anche Sicilia e Sardegna. Al Sud i fenomeni potrebbero risultare localmente intensi ma generalmente di durata limitata, accompagnati da un sensibile rinforzo della ventilazione. La distribuzione e l’intensità delle precipitazioni sulle due isole maggiori restano, tuttavia, tra gli aspetti più incerti di questa prima fase.

Il passaggio del 17-18 agosto potrebbe rappresentare soltanto l’inizio di un cambiamento più ampio della circolazione atmosferica. Nei giorni immediatamente successivi, infatti, l’alta pressione non sembrerebbe in grado di ricostruire con decisione il proprio dominio sull’Italia settentrionale. Il Nord rimarrebbe esposto a correnti occidentali relativamente più fresche e instabili, con condizioni favorevoli a nuovi episodi temporaleschi.

L’attenzione si sposta quindi su venerdì 21 e sabato 22 agosto. Le ultime simulazioni di GFS prospettano un affondo perturbato potenzialmente più incisivo del precedente, in grado di coinvolgere progressivamente gran parte dell’Italia. Le elaborazioni delle precipitazioni cumulate del modello americano evidenziano in questa fase una possibile particolare incidenza dei fenomeni tra Lombardia, Liguria di Levante, alto Veneto e Trentino-Alto Adige.

Qualora questa configurazione venisse confermata, il Nord potrebbe affrontare una fase di maltempo più organizzata, con precipitazioni diffuse e temporali localmente intensi. Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna sarebbero nuovamente le regioni maggiormente esposte nella prima fase dell’affondo, prima di un possibile coinvolgimento del resto della Penisola.

La differenza rispetto al passaggio del 17-18 agosto potrebbe riguardare anche le temperature. Se la prima irruzione di aria più fresca dovrebbe principalmente ridimensionare l’anomalia termica e riportare i valori verso la norma, l’eventuale peggioramento dal 21 agosto potrebbe determinare al Nord una diminuzione termica più netta. L’entità del calo dipenderà però dalla traiettoria della saccatura, dalla sua profondità e dalla quantità di aria fresca che riuscirà effettivamente a raggiungere il Mediterraneo centrale.

Con il procedere della perturbazione, tra il 21 e i giorni immediatamente successivi, anche Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo potrebbero essere interessati dall’instabilità, seguiti eventualmente da Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Il quadro previsto per il Centro-Sud appare comunque meno definito rispetto a quello settentrionale: queste regioni potrebbero rimanere più frequentemente ai margini delle correnti instabili, specialmente durante l’ultima decade di agosto.

Un elemento significativo emerge anche osservando gli scenari medi dei principali modelli numerici. Le proiezioni indicano infatti la possibile persistenza di un’area caratterizzata da maggiore instabilità tra l’Europa centrale e l’Italia settentrionale per buona parte dell’ultima decade di agosto. Una simile configurazione renderebbe più difficoltoso il ritorno di un anticiclone particolarmente forte e duraturo sul Nord, mantenendo aperta la possibilità di ulteriori passaggi perturbati o temporaleschi.

Non si può comunque parlare, sulla base di queste proiezioni, di una conclusione definitiva dell’estate meteorologica. Tra la fine di agosto e settembre rimane assolutamente possibile il ritorno di periodi stabili, soleggiati e anche caldi. Ciò che potrebbe cambiare è soprattutto la capacità dell’anticiclone subtropicale africano di imporre nuovamente lunghi periodi caratterizzati da temperature fortemente superiori alla media.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it