L’estate 2026 si allunga, l’Autunno non inizierà il 21 settembre: la data che sorprende tutti

Il calendario sembra avere già deciso quando salutare definitivamente l’estate, ma il movimento della Terra racconta una storia diversa e nasconde un appuntamento destinato a cambiare la stagione.
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L’arrivo dell’autunno viene tradizionalmente associato al 21 settembre, una data entrata nell’immaginario collettivo fin dai primi anni di scuola ma che, dal punto di vista astronomico, rappresenta soltanto una comoda approssimazione. Nel 2026 l’estate astronomica continuerà infatti per altri due giorni e terminerà soltanto mercoledì 23 settembre, quando il passaggio del Sole attraverso l’equatore celeste segnerà ufficialmente l’inizio della nuova stagione nell’emisfero boreale.

Il momento preciso dell’equinozio d’autunno è previsto alle 02:06, ora italiana, e da quell’istante il Sole apparirà progressivamente più basso sull’orizzonte, mentre la durata delle giornate continuerà a diminuire fino al solstizio d’inverno. Nell’emisfero australe avverrà invece il passaggio opposto, perché lo stesso evento astronomico coinciderà con l’inizio della primavera.

Perché l’autunno non comincia sempre il 21 settembre

La convinzione secondo cui tutte le stagioni debbano iniziare il giorno 21 dei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre non rispecchia il reale funzionamento del sistema Terra-Sole. Equinozi e solstizi dipendono dalla posizione raggiunta dal nostro pianeta lungo la propria orbita e dall’inclinazione dell’asse terrestre, pari a circa 23,4 gradi rispetto al piano orbitale, un elemento fondamentale per determinare la diversa distribuzione della radiazione solare durante l’anno.

L’equinozio si verifica nel momento in cui il Sole attraversa l’equatore celeste e i suoi raggi raggiungono perpendicolarmente l’equatore terrestre. In questa fase la linea che separa la parte illuminata del pianeta da quella in ombra passa attraverso i poli geografici, producendo una durata del giorno e della notte molto simile in entrambe le metà del globo.

Il termine equinozio deriva dal latino e richiama proprio l’idea di una notte uguale al giorno, anche se nella realtà le ore di luce possono risultare leggermente superiori a quelle di buio a causa della rifrazione atmosferica e delle dimensioni apparenti del disco solare. Non si tratta quindi di una divisione perfetta di dodici ore, ma di un equilibrio astronomico estremamente vicino a quella proporzione.

Lo sfasamento nascosto nel nostro calendario

Il motivo per cui l’equinozio cambia data è legato alla differenza tra la durata dell’anno civile e quella dell’anno tropico, vale a dire il tempo realmente impiegato dalla Terra per completare il proprio ciclo stagionale intorno al Sole. Il calendario assegna normalmente 365 giorni a ogni anno, mentre il percorso terrestre dura circa 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi.

Quasi sei ore aggiuntive che, accumulandosi da un anno all’altro, provocano un progressivo spostamento degli appuntamenti astronomici. L’introduzione del giorno supplementare negli anni bisestili serve a compensare questa differenza, ma determina comunque una continua oscillazione delle date di equinozi e solstizi.

Per questa ragione l’equinozio d’autunno può cadere il 22 oppure il 23 settembre, mentre il 21 rappresenta un’eventualità molto più rara di quanto comunemente si creda. Nel 2026 il punto esatto dell’orbita terrestre associato all’inizio della nuova stagione sarà raggiunto durante la notte fra martedì 22 e mercoledì 23 settembre.

L’estate durerà davvero più a lungo?

L’estate astronomica del 2026 proseguirà due giorni oltre la data del 21 settembre ricordata dalla tradizione, ma questo non significa necessariamente che il caldo debba continuare fino all’equinozio. Le stagioni astronomiche descrivono la posizione della Terra rispetto al Sole, mentre l’andamento delle temperature dipende dalla circolazione atmosferica, dalla presenza di anticicloni o perturbazioni e dalle caratteristiche delle masse d’aria in arrivo sull’Italia.

Anche dopo il 23 settembre potranno quindi verificarsi giornate calde e pienamente soleggiate, così come un’irruzione di aria fresca potrebbe determinare condizioni autunnali prima del passaggio astronomico. Il calendario celeste e quello meteorologico seguono infatti criteri differenti: per la climatologia l’autunno è già iniziato il 1° settembre e terminerà il 30 novembre, una suddivisione fissa che permette di confrontare temperature e precipitazioni senza le oscillazioni delle date astronomiche. Per restare sempre aggiornato scarica GRATIS la nostra App!