Meteo, Autunno esplosivo con elevato Rischio Alluvioni: le date e le Regioni più Esposte

Il mare conserva un’enorme quantità di energia e le perturbazioni stanno per trovare la strada aperta: alcune regioni potrebbero affrontare la fase più pericolosa dell’intero autunno.

L’estate potrebbe perdere definitivamente terreno tra mercoledì 9 e sabato 12 settembre, quando l’avanzata delle correnti nord-atlantiche aprirà una fase meteorologica molto più dinamica, caratterizzata dal passaggio di numerose perturbazioni e dalla possibile formazione di depressioni sul Mediterraneo centro-occidentale. L’elemento maggiormente preoccupante non sarà soltanto il ritorno delle piogge, ma l’interazione tra le infiltrazioni fresche in quota e un mare ancora eccezionalmente caldo, con temperature superficiali comprese diffusamente tra 28 e 30°C, una combinazione capace di alimentare temporali autorigeneranti, nubifragi persistenti e accumuli pluviometrici estremamente elevati sulle medesime zone.

Il primo passaggio pericoloso tra 9 e 15 settembre

Il cambiamento inizierà a manifestarsi tra mercoledì 9 e giovedì 10 settembre, quando il fronte perturbato raggiungerà il Nord Italia spezzando il dominio dell’anticiclone africano. Le prime regioni esposte saranno Lombardia orientale, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna, dove potranno svilupparsi temporali intensi accompagnati da piogge torrenziali, grandinate e raffiche di vento.

Tra venerdì 11 e martedì 15 settembre il maltempo dovrebbe avanzare verso le regioni centrali, interessando soprattutto Romagna, Marche, Abruzzo, Umbria orientale e settori appenninici, con precipitazioni che potrebbero insistere maggiormente lungo il versante adriatico. In questa prima fase il rischio principale sarà rappresentato dai nubifragi localizzati, capaci di scaricare grandi quantità d’acqua in poco tempo e provocare allagamenti urbani, esondazioni dei corsi d’acqua minori e colate di fango nelle aree collinari.

Le zone maggiormente vulnerabili saranno la pianura romagnola, i bacini fluviali tra Emilia orientale e Marche settentrionali, le vallate appenniniche e i territori urbanizzati del medio Adriatico, dove la lentezza degli eventuali sistemi temporaleschi potrebbe amplificare rapidamente le criticità.

Dal 16 al 22 settembre piogge insistenti sull’Emilia-Romagna e lungo l’Appennino

Una seconda fase perturbata viene individuata tra mercoledì 16 e martedì 22 settembre, quando il Mediterraneo potrebbe rimanere sede di pressioni relativamente basse e di frequenti impulsi instabili. Le precipitazioni dovrebbero risultare complessivamente vicine alle medie stagionali su buona parte dell’Italia, ma con accumuli superiori alla norma su Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo e settori appenninici centrali e meridionali.

Particolare attenzione dovrà essere riservata ancora una volta all’Emilia-Romagna, dove più passaggi ravvicinati potrebbero progressivamente saturare i terreni, aumentando il rischio di piene fluviali anche in presenza di precipitazioni meno violente rispetto ai primi temporali. Una situazione analoga potrebbe verificarsi nelle aree interne di Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e Basilicata, soprattutto lungo i versanti montuosi esposti alle correnti umide.

L’alta Lombardia e l’alto Piemonte potrebbero invece ricevere precipitazioni meno abbondanti, anche se eventuali temporali locali continueranno a rappresentare un pericolo nelle vallate alpine e prealpine.

Possibile tregua tra 23 e 27 settembre

Tra mercoledì 23 e domenica 27 settembre potrebbe aprirsi una parentesi più stabile, determinata da una temporanea rimonta anticiclonica. Non si tratterebbe necessariamente di un ritorno dell’estate, ma di un intervallo con precipitazioni più deboli, irregolari e meno diffuse.

Questa tregua potrebbe però risultare soltanto temporanea, perché le elaborazioni a lungo termine di ECMWF continuano a mostrare una persistente anomalia depressionaria tra le Baleari, il Nord Africa e la Sardegna, una configurazione favorevole alla risalita di masse d’aria molto umide verso l’Italia.

Il periodo più delicato tra fine settembre e il 13 ottobre

La fase potenzialmente più pericolosa viene individuata tra lunedì 28 e martedì 29 settembre e il 10-13 ottobre, quando una o più depressioni potrebbero approfondirsi sul Mediterraneo centro-occidentale e rimanere attive per diversi giorni. Una circolazione lenta o bloccata aumenterebbe sensibilmente il rischio di precipitazioni persistenti sulle stesse regioni, trasformando una sequenza di temporali in una vera emergenza idrogeologica.

Le aree indicate come maggiormente esposte agli accumuli superiori alla media comprendono Emilia-Romagna, Toscana settentrionale, orientale e meridionale, Appennino centrale e meridionale, basso Lazio, Campania, Calabria, Sardegna orientale e Sicilia sud-orientale. In queste zone non si può escludere la formazione di temporali autorigeneranti alimentati continuamente dall’aria calda e umida proveniente dal mare.

Sul versante tirrenico dovranno essere osservate con attenzione la Toscana, soprattutto tra le province di Massa-Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto e le zone interne di Arezzo e Siena, il basso Lazio, comprese le province di Latina e Frosinone, e la Campania, con particolare riferimento alle province di Caserta, Napoli, Salerno e ai rilievi dell’Irpinia.

Al Sud, le aree maggiormente vulnerabili saranno i versanti tirrenici e ionici della Calabria, soprattutto tra Cosentino, Catanzarese, Crotonese e Reggino, mentre in Sicilia l’attenzione si concentrerà sui territori di Siracusa, Ragusa e Catania. In Sardegna saranno soprattutto i settori orientali, dall’Ogliastra al Nuorese fino al sud-est dell’Isola, a poter ricevere precipitazioni particolarmente abbondanti in presenza di correnti orientali persistenti.

Mediterraneo rovente, perché il rischio alluvionale è concreto

Il Mediterraneo conserverà per settimane una quantità eccezionale di energia accumulata durante l’estate, mentre le prime incursioni fresche autunnali aumenteranno il contrasto termico e l’instabilità atmosferica. Le depressioni in formazione sul mare potranno così richiamare enormi quantità di vapore acqueo, successivamente scaricate sotto forma di piogge torrenziali quando le correnti incontreranno le coste e i rilievi italiani.

Il rischio più elevato si presenterà quando una depressione rallenterà tra Sardegna, Tirreno e Canale di Sicilia, mantenendo per molte ore correnti umide sulle stesse aree. In simili condizioni potranno verificarsi nubifragi stazionari, piene improvvise, esondazioni, frane e allagamenti, con criticità particolarmente severe nei bacini piccoli e fortemente urbanizzati.

Trattandosi di una tendenza estesa fino alla prima metà di ottobre, non è ancora possibile stabilire quali città verranno effettivamente colpite da eventuali episodi alluvionali, ma il segnale generale indica una prima parte dell’autunno decisamente instabile e potenzialmente pericolosa. Le date da osservare saranno quindi 9-15 settembre, 16-22 settembre e soprattutto il lungo intervallo compreso tra 28-29 settembre e 10-13 ottobre, quando il Mediterraneo potrebbe entrare nella fase più esplosiva della stagione.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it