L’autunno potrebbe scegliere un ingresso tutt’altro che discreto sull’Italia, trasformando la terza decade di settembre in un passaggio netto tra gli ultimi scampoli estivi e una fase caratterizzata da piogge, temporali e temperature sensibilmente più basse. È lo scenario delineato dagli ultimi aggiornamenti del modello americano GFS, che proprio in prossimità dell’equinozio del 23 settembre 2026 mostra la possibile discesa di una massa d’aria molto fresca dal Nord Europa verso il Mediterraneo centrale.
Prima di questa eventuale svolta, l’Italia attraverserà una fase dal sapore ancora estivo, ma senza il caldo opprimente e l’afa che hanno segnato diversi periodi della stagione appena trascorsa. Tra lunedì 14 e mercoledì 16 settembre le temperature massime si manterranno generalmente comprese tra 26 e 30°C, con punte di 31-32°C possibili nelle zone interne della Toscana, sul Lazio, in Sardegna e sulla Puglia. Il clima resterà quindi adatto alle attività all’aperto e, soprattutto lungo le coste, conserverà caratteristiche pienamente estive, mentre durante la notte l’aria diventerà progressivamente più fresca e gradevole.
Una prima incrinatura della stabilità è attesa a partire da giovedì 17 settembre, quando nuove infiltrazioni instabili potrebbero raggiungere le regioni settentrionali. Acquazzoni e temporali tornerebbero a interessare soprattutto Piemonte, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, con un possibile coinvolgimento anche della Liguria e dell’Emilia-Romagna. Questa fase sarebbe accompagnata da una prima diminuzione delle temperature, più evidente sulle Alpi, sulle Prealpi e sulle pianure settentrionali.
La vera irruzione autunnale
Il cambiamento più importante viene però individuato da GFS durante la terza decade del mese, proprio mentre inizierà ufficialmente l’autunno astronomico. Una vasta discesa di aria fredda proveniente dalle alte latitudini europee potrebbe dirigersi verso l’Europa centrale e successivamente raggiungere l’Italia, determinando un repentino peggioramento delle condizioni meteorologiche e un crollo delle temperature su gran parte del Paese.
Secondo questa configurazione, i valori termici alla quota di circa 1.500 metri potrebbero scendere fino a 4-7°C, livelli decisamente bassi per la seconda metà di settembre e sufficienti a provocare una sensibile diminuzione delle temperature anche al suolo. Il passaggio dalla precedente fase mite sarebbe particolarmente evidente al Nord e lungo il versante adriatico, dove l’ingresso dell’aria fresca potrebbe essere accompagnato da venti sostenuti e da una marcata sensazione autunnale.
L’interazione tra l’aria fredda in discesa dal Nord Europa e quella ancora molto calda e umida presente sul Mediterraneo potrebbe inoltre favorire la formazione di una perturbazione particolarmente attiva. Piogge diffuse, temporali localmente intensi e precipitazioni abbondanti potrebbero inizialmente interessare le regioni settentrionali, per poi estendersi verso Toscana, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo, raggiungendo successivamente anche parte del Sud e le due Isole maggiori.
La distanza temporale impone comunque cautela, perché la traiettoria dell’irruzione e la posizione dell’eventuale area di bassa pressione potranno ancora cambiare in maniera significativa. Una discesa più occidentale concentrerebbe le precipitazioni soprattutto sulle regioni tirreniche e sul Nord-Ovest, mentre un ingresso più orientale favorirebbe maggiormente il Nord-Est, il medio Adriatico e successivamente le regioni meridionali. Il segnale mostrato da GFS e confermato nelle ultime ore anche dal modello europeo ECMWF resta però significativo: dopo settimane dominate dalle masse d’aria subtropicali, lo scenario atmosferico europeo potrebbe finalmente assumere caratteristiche decisamente autunnali.
Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it
