Meteo, l’autunno prepara l’assalto: dopo il 20 settembre l’Italia davanti a un bivio decisivo

Il caldo arretra e l’Atlantico torna a premere sull’Europa: nella settimana dell’equinozio si deciderà il destino dell’ultima parte di settembre, con uno scenario che può cambiare rapidamente.

La tregua attesa nella parte centrale di settembre non segnerà il ritorno definitivo dell’alta pressione, perché subito dopo domenica 20 settembre lo scenario atmosferico europeo potrebbe cambiare nuovamente e aprire la strada alla prima offensiva autunnale organizzata della stagione. Le ultime proiezioni di ECMWF e GFS mostrano un progressivo abbassamento del flusso perturbato atlantico verso l’Europa centro-occidentale e il Mediterraneo, mentre l’anticiclone proverà a mantenere una presenza sul settore meridionale del continente. Sarà proprio il confronto tra queste due grandi strutture a determinare il tempo sull’Italia nella settimana dell’equinozio, previsto mercoledì 23 settembre.

Dopo il caldo eccezionale della prima parte del mese, il quadro termico appare ormai profondamente ridimensionato e le eventuali rimonte subtropicali potranno ancora garantire giornate estive, ma senza ricreare facilmente le condizioni estreme osservate fino alla prima decade di settembre. L’atmosfera sta entrando in una fase più dinamica, caratterizzata da oscillazioni termiche, rapide rimonte anticicloniche e successive incursioni perturbate capaci di raggiungere con maggiore decisione il bacino del Mediterraneo.

Due scenari per la settimana dell’equinozio

Il bivio decisivo si collocherà indicativamente tra lunedì 21 e venerdì 25 settembre, quando una vasta ondulazione atlantica potrebbe scendere verso la Francia, la Penisola Iberica e l’Italia. Se l’affondo avverrà sul Mediterraneo occidentale, le prime regioni coinvolte saranno Sardegna, Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia, con un successivo peggioramento destinato a raggiungere Toscana, Emilia-Romagna, Umbria, Lazio e Campania. In questa configurazione le province di Genova, Savona, Imperia, Cuneo, Torino, Varese, Como, Milano, Bergamo, Brescia, Massa-Carrara, Lucca, Pisa e Livorno risulterebbero esposte alle precipitazioni più organizzate.

Una traiettoria più orientale trasferirebbe invece il nucleo perturbato verso le Alpi, il Nord-Est e il versante adriatico, coinvolgendo maggiormente Trentino-Alto Adige, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo. In questo secondo scenario l’instabilità potrebbe concentrarsi tra le province di Trento, Bolzano, Verona, Vicenza, Padova, Treviso, Venezia, Pordenone, Udine, Trieste, Ferrara, Ravenna, Rimini, Pesaro-Urbino, Ancona, Macerata, Teramo e Pescara, per poi estendersi verso Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.

La previsione della traiettoria resta inevitabilmente soggetta a variazioni, ma il segnale più importante riguarda la possibile perdita di compattezza dell’alta pressione e il ritorno delle perturbazioni a latitudini mediterranee. Non è quindi ancora possibile stabilire quali città verranno colpite dai fenomeni più intensi, mentre appare sempre più concreto il passaggio verso una seconda metà di settembre meno stabile e decisamente più vicina alle caratteristiche dell’autunno.

Mediterraneo ancora molto caldo, aumenta l’energia disponibile

L’elemento più delicato sarà rappresentato dalla temperatura superficiale dei mari italiani, che conserveranno ancora una quantità di calore accumulata durante l’estate. L’arrivo di aria più fresca in quota sopra acque calde e ricche di umidità potrà accentuare l’instabilità, favorendo temporali intensi, nubifragi, grandinate, downburst e raffiche di vento particolarmente forti. Il rischio maggiore si presenterà qualora una depressione rallentasse la propria avanzata, continuando a richiamare correnti umide verso le stesse regioni per molte ore.

Le aree maggiormente vulnerabili dipenderanno dalla posizione dell’eventuale minimo depressionario. Una circolazione collocata tra Baleari, Sardegna e Mar Ligure esporrebbe soprattutto il Nord-Ovest e le regioni tirreniche, mentre un vortice in movimento verso il basso Adriatico o lo Ionio sposterebbe il maltempo su Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. In entrambi i casi, la presenza di mari ancora caldi potrebbe amplificare le precipitazioni lungo le coste e nelle zone immediatamente interne.

Non esistono invece, con questo anticipo, elementi sufficienti per annunciare la formazione di un medicane o di una specifica tempesta mediterranea. Una simile evoluzione richiederebbe condizioni atmosferiche molto precise e potrà essere valutata soltanto a ridosso dell’eventuale formazione del vortice. Il dato concreto è che, dopo il 20 settembre, il Mediterraneo potrebbe tornare a essere raggiunto da masse d’aria più fresche e instabili, trovando un ambiente ancora carico di calore e umidità.

La settimana dell’equinozio potrebbe dunque rappresentare il passaggio più importante dell’intero mese. L’estate non scomparirà improvvisamente e saranno ancora possibili parentesi soleggiate con temperature superiori alle medie, soprattutto sulle regioni meridionali e sulle due Isole maggiori, ma le perturbazioni atlantiche avranno maggiori possibilità di raggiungere l’Italia e interrompere con decisione le fasi anticicloniche.

Gli aggiornamenti dei prossimi giorni dovranno chiarire se l’offensiva autunnale investirà direttamente il Paese oppure se l’anticiclone riuscirà ancora una volta a deviare le perturbazioni verso l’Europa settentrionale. Il conto alla rovescia è già iniziato: tra il 21 e il 25 settembre si deciderà se l’Italia entrerà nella prima vera fase autunnale oppure se la stagione estiva riuscirà a concedersi un’ultima, temporanea resistenza.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it