Avviso Meteo, Ciclone minaccia Sicilia e Calabria: la Traiettoria e le possibili conseguenze

Nel cuore del Mediterraneo si prepara una svolta capace di cambiare il volto del tempo al Sud: pochi chilometri separano un passaggio insidioso da uno scenario molto più pericoloso.

Una profonda circolazione ciclonica sta per svilupparsi nel Mediterraneo centrale, trasformando il tratto di mare compreso tra Tunisia, Golfo di Gabes, Malta e Sicilia meridionale nell’area più delicata dell’intero scacchiere europeo. La fase decisiva inizierà domenica 13 settembre 2026 e raggiungerà la massima intensità tra lunedì 14 e martedì 15 settembre, quando il vortice potrà acquisire una struttura particolarmente compatta, alimentata dal contrasto tra l’aria fredda presente in quota e le acque ancora molto calde del Mediterraneo.

La formazione del ciclone tra Tunisia, Malta e Sicilia

L’affondo di aria fredda sul Nord Africa determinerà una rapida diminuzione della pressione nel Golfo di Gabes, favorendo la nascita di un minimo chiuso accompagnato da temporali organizzati, venti molto forti e precipitazioni torrenziali. L’interazione con il mare caldo garantirà al sistema una notevole disponibilità di energia, creando le condizioni per una possibile evoluzione verso un ciclone mediterraneo con caratteristiche subtropicali, comunemente definito Medicane o “uragano mediterraneo”.

La classificazione definitiva potrà essere stabilita soltanto dopo la formazione del vortice, verificando la presenza di un nucleo caldo, di una convezione profonda e simmetrica e di una circolazione chiusa attorno al centro depressionario. La ciclogenesi appare ormai concreta, mentre resta ancora da confermare il passaggio a una struttura pienamente subtropicale: una distinzione fondamentale, perché anche un intenso ciclone mediterraneo privo di tutte le caratteristiche di un Medicane può provocare nubifragi, mareggiate e raffiche superiori agli 80-100 chilometri orari.

Domenica 13 settembre primi temporali violenti al Sud

Nel corso di domenica 13 settembre le prime bande temporalesche risaliranno dal Canale di Sicilia, investendo soprattutto la Sicilia meridionale e orientale. Le province maggiormente esposte saranno Ragusa, Siracusa, Catania e Messina, con un interessamento possibile anche dei settori di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, dove i temporali potranno assumere carattere stazionario e scaricare ingenti quantità di pioggia in periodi molto brevi.

Credit © ECMWF

La stessa circolazione richiamerà nuclei temporaleschi verso la Calabria, inizialmente sulle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia e successivamente sul Catanzarese, sul Crotonese e sul Cosentino. I fenomeni più intensi potranno essere accompagnati da grandine, frequente attività elettrica, raffiche discendenti e improvvisi allagamenti nelle aree urbane, mentre lungo le coste ioniche crescerà rapidamente il moto ondoso.

Lunedì 14 settembre sarà la giornata più delicata

Durante la giornata di lunedì 14 settembre il centro del ciclone dovrebbe approfondirsi tra il Golfo di Gabes e il Canale di Sicilia, con il rischio di piogge eccezionalmente abbondanti sulla Tunisia orientale, sulla Libia settentrionale e sull’arcipelago maltese. Proprio Malta potrebbe trovarsi molto vicina alle bande convettive più organizzate, affrontando temporali persistenti, mareggiate e raffiche di tempesta.

Credit © ECMWF

Sul territorio italiano l’attenzione resterà concentrata sulla Sicilia orientale e meridionale, dove la risalita continua di aria umida potrebbe alimentare temporali autorigeneranti. Le zone comprese tra il Ragusano, il Siracusano, il Catanese e il Messinese saranno quelle maggiormente esposte al rischio di nubifragi, frane e alluvioni lampo, soprattutto nei bacini minori e lungo i versanti orientali dell’Etna e dei Peloritani. Condizioni severe interesseranno anche la Calabria ionica, dall’area dello Stretto fino alle province di Catanzaro, Crotone e Cosenza.

GFS ed ECMWF divisi sulla traiettoria

La principale incognita riguarda il movimento del ciclone dopo la sua formazione, perché ECMWF e GFS propongono due evoluzioni profondamente differenti. GFS mantiene il vortice più occidentale e persistente sullo Ionio, con una lenta rotazione tra Sicilia, Calabria e Grecia che prolungherebbe il maltempo sull’estremo Sud almeno fino a mercoledì 16 settembre. Questa sarebbe l’ipotesi più pericolosa per l’Italia, poiché esporrebbe per più giorni le stesse province a nuove bande temporalesche cariche di umidità.

Credit © ECMWF

ECMWF propone invece una traiettoria maggiormente orientale, con il ciclone diretto dalla zona del Golfo di Gabes verso la Cirenaica, Creta e successivamente il Mar Egeo. In questo scenario Sicilia e Calabria rimarrebbero coinvolte soprattutto dalle fasce periferiche del sistema tra domenica 13 e martedì 15 settembre, mentre il nucleo più violento si trasferirebbe progressivamente verso la Grecia tra giovedì 17 e venerdì 18 settembre e successivamente verso il Dodecaneso e la Turchia.

Credit © ECMWF

Sicilia e Calabria restano le regioni più esposte

Nonostante l’incertezza sulla traiettoria successiva, entrambi gli scenari confermano una fase di maltempo molto intenso sull’estremo Meridione. Sicilia e Calabria rimarranno le regioni maggiormente esposte, mentre fenomeni più irregolari potranno raggiungere anche la Basilicata ionica e il Salento, soprattutto qualora il vortice risalisse più del previsto verso il basso Ionio.

L’evoluzione dipenderà da spostamenti di poche decine di chilometri del minimo depressionario, sufficienti a modificare radicalmente la distribuzione delle precipitazioni e del vento. Le prossime elaborazioni di ECMWF, GFS e ICON saranno quindi decisive per stabilire se il cuore del ciclone resterà lontano dalle coste italiane oppure se lo Ionio diventerà il perno di una lunga e pericolosa fase di maltempo.

Le previsioni meteo vengono elaborate a partire dai dati forniti dai modelli internazionali ECMWF e GFS, successivamente verificati e interpretati dalla redazione di www.newsroomitalia.it